Autore:
Simone Valtieri

FRECCE VOLANTI Dov'eravamo rimasti? Ah già, c'è un team che domina e tutti gli altri che inseguono. Non sembra essere cambiato poi molto rispetto agli ultimi cinque anni dopo questo Gran Premio d'Australia, che ha consegnato alla Mercedes (voto 10) la vittoria nella gara inaugurale del mondiale. Ci si poteva anche scommettere dopo i test di Barcellona, visto che il gap dalla Ferrari non sembrava poi così grande, ma di sicuro non con queste modalità. A dar fastidio alla casa di Stoccarda solo Max Verstappen con la Red Bull, mentre gli uomini di Maranello sono finiti lontani quasi un minuto, in crisi di idee e gomme. L'unica vera novità è stata che a dominare il GP dal primo all'ultimo giro non è stato il poleman Lewis Hamilton (voto 6), sottotono per tutta la gara dopo la partenza sbagliata e penalizzato anche dalla strategia, ma Valtteri Bottas (voto 10), perfetto per tutto il weekend e in grado di imprimere un ritmo insostenibile all'inizio persino per il suo compagno. È solo la prima tappa di un lungo giro del mondo, per di più su una pista molto particolare, ma intanto i campioni in carica hanno già iniziato a fare la voce grossa.

SPROFONDO ROSSO La vera sorpresa del weekend si trova invece nel box accanto. Il team che sembrava il più in forma dopo i test di Barcellona è scomparso dai radar a circa un terzo di gara, dopo aver incassato dai 7 decimi al secondo in qualifica, e la SF90 è sembrata sciogliersi sotto il sole australe e sotto i colpi di cronometro dei rivali di Stoccarda. La Ferrari (voto 4) per qualche motivo non è riuscita a estrarre il potenziale - che c'è, ne sono tutti sicuri a Maranello - nella macchina, e a pagarne le conseguenze sono state i due piloti. Sebastian Vettel (voto 5), autore di uno spunto non eccelso al via e tra i pochi a subire un sorpasso in pista ieri, dal sempre brillante Verstappen, e Charles Leclerc (voto 5), autore di una prima parte di gara sottotono, salvo poi riavvicinarsi al caposquadra nel finale grazie alle gomme più fresche. Un ultimo appunto: se vuoi vincere il mondiale ogni punto è importante, e ieri dal muretto avrebbero potuto decidere di fermare Leclerc per una sosta ai box negli ultimissimi giri e tentare di arpionare il punto messo a disposizione da quest'anno per l'autore del giro più veloce. Invece no, con la scusa del rischio, è stato lasciato prendere anche quello alla Mercedes. Peccato che la Formula 1 sia sinonimo di rischio, e senza correrne qualcuno non si è mai vinto nessun titolo.

TORO DA PODIO Sorpresa numero due: la Red Bull (voto 8) va, nonostante, anzi, anche per merito, del tanto vituperato motore Honda (voto 9) che dopo cinque anni nerissimi ha finalmente costruito una Power Unit in grado di competere con le altre. Il sorpasso di Max Verstappen (voto 8,5) su Vettel non sarebbe potuto accadere in nessuna delle stagioni precedenti se dietro alle spalle l'olandese avesse avuto un propulsore dagli scarichi a mandorla. C'è ancora da lavorare sulla prestazione in qualifica, ma in gara la monoposto è stata consistente e affidabile, e ha permesso a Max di battagliare per il podio (poi conquistato, il primo per la Honda nell'era ibrida) e a Pierre Gasly (voto 6) di compiere una buona gara in rimonta dalla 17° casella (frutto di una leggerezza strategica del muretto al sabato), prima di farsi beffare da Kvyat per la decima posizione.

GLI ALTRI Il migliore degli altri è stato nel primo weekend di gara il team Haas. Kevin Magnussen (voto 7), è giunto sesto, sopravanzando il compagno di team Romain Grosjean (6,5) al via, al termine di una gara consistente. Peccato per il francese che dopo un problema al pit stop è stato anche costretto al ritiro, o sarebbe finito a punti anche lui. Nico Hulkenberg (7) ha vinto il confronto con Daniel Ricciardo (5,5) nel primo weekend di convivenza. Il tedesco della Renault ha avuto la meglio in qualifica per 8 millesimi, nonostante la Q3 mancata da entrambi, mentre in gara ha portato la sua auto all'ottavo posto, mentre Daniel l'aveva danneggiata al via passando sull'erba, ed è stato costretto poi al ritiro per i danni riportati. Discreto primo weekend anche per la Alfa Romeo, con Kimi Raikkonen (6,5) ottavo e a punti e con Antonio Giovinazzi (5,5) penalizzato da una strategia errata, ma anche colpevole di non essere partito più avanti, non riuscendo a ripetere nella Q2 in qualifica quel tempo della Q1, che gli avrebbe consentito di arpionare la top ten. Bravo Lance Stroll (voto 7) con la Racing Point a fare meglio del compagno Sergio Perez (voto 5) nella gara inaugurale, reo di aver segnato la sua gara sin dalla (brutta) partenza. Un punticino per Daniil Kvyat (voto 7), al rientro in Toro Rosso e autore di un godurioso (per lui, qualche sassolino se lo deve pur togliere) sorpasso sulla Red Bull di Gasly. Un po' al di sotto delle aspettative Alex Albon (voto 6) dopo quanto fatto vedere in prova, ma era la prima gara e la sufficienza ci sta. Bravo anche un altro rookie, Lando Norris (voto 7), splendido ottavo in griglia con la McLaren, salvo poi essere risucchiato da auto più veloci in gara, mentre il compagno Carlos Sainz (voto 5), ritiro a parte, è stato protagonista di un weekend molto sottotono. Infine la Williams (voto 3), inqualificabile come vettura, di conseguenza, sarebbe ingeneroso dare voti insufficienti ai suoi piloti. Da segnalare però che il debuttante George Russell (senza voto) ha preceduto il rientrante (dopo 7 anni) Robert Kubica (sv), dal venerdì alla domenica.


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