Autore:
Salvo Sardina

LUTTO FIA La stagione 2019 di Formula 1 è iniziata con la triste notizia della scomparsa di Charlie Whiting, lo storico direttore di gara e delegato Fia per la sicurezza in pista. Quasi come regalo al collegio degli steward, tutto il weekend del Gran Premio d’Australia è stato decisamente tranquillo, non necessitando quasi mai l’intervento dei commissari. Analizziamo comunque insieme i tre episodi da moviola dell’intero weekend di Melbourne.

MCLAREN DISTRATTA Siamo nelle fasi iniziali delle prove libere 3, quando Lando Norris viene mandato in pista dai suoi meccanici proprio mentre in pit-lane sopraggiunge la Williams di Robert Kubica. Il polacco riesce comunque a evitare il contatto con il giovane pilota McLaren, non senza dover quasi inchiodare in corsia dei box. La manovra distratta della scuderia di Woking sarà subito messa sotto investigazione dai commissari, che poi confermeranno la tendenza già vista lo scorso anno in occasioni simili: nessuna penalità in tempo o posizioni in griglia, ma 5000€ di multa al team per unsafe release.

UNSAFE RELEASE MAGNUSSEN Una situazione praticamente in fotocopia è quella che vede protagonista il pilota della Haas, Kevin Magnussen, nel corso della prima sessione di qualifica del sabato. Il danese viene mandato in corsia dei box proprio mentre sopraggiunge la Racing Point di Sergio Perez, costretto a frenare per evitare l’impatto. Anche nel caso del ventiseienne ex McLaren e Renault l’unsafe release non produce sanzioni dirette, ma solo 5000€ di multa per la squadra. Tra l’altro proprio lo stesso Perez durante le qualifiche finirà sotto investigazione – ma senza nessuna penalità – per altri due episodi di unsafe release nella strettissima corsia box di Melbourne.

GROSJEAN SENZA RUOTA Parliamo sempre di unsafe release, ma di una situazione un po’ diversa dalle precedenti, che non è neppure stata investigata dal collegio degli steward: il ritiro di Romain Grosjean. Il francese della Haas ha parcheggiato la VF-19 dopo 29 giri del Gp d’Australia, a causa della gomma anteriore sinistra fissata male. Già durante il cambio gomme, qualche giro prima, il trentaduenne aveva perso del tempo a causa di alcune difficoltà a sostituire l’anteriore sinistra. Evidente l’analogia con il ritiro della scorsa stagione, ma assolutamente diverse le dinamiche: in questo caso si deve essere trattata di una rottura del dado e non di unsafe release per errore dei meccanici ai box. Se, invece, la gomma fosse stata semplicemente avvitata male, Grosjean non avrebbe potuto percorrere quasi 15 giri prima di ritirarsi. Giusta dunque la scelta di non investigare ulteriormente l’episodio del ritiro.


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