Autore:
Simone Valtieri

VALTTERI O NICO Ma era Valtteri Bottas o Nico Rosberg a guidare la Mercedes numero 77 nel corso del weekend del Gran Premio d’Australia, appuntamento inaugurale della stagione di Formula 1 2019? Potremmo giocare a lungo sulla questione ma vi diamo subito la risposta: era Valtteri Bottas, state sereni, e a una più attenta analisi non è neppure questa grandissima sorpresa.

FEELING Quello tra Bottas e il tracciato di Melbourne è da sempre un buon feeling. Fu qui che nell’ormai lontano 2013 il finnico esordì in Formula 1 con la Williams, e fu sempre qui che l’anno seguente ottenne il suo primo piazzamento nella top 5. A fronte di altre discrete prestazioni il finlandese vanta all’Albert Park il podio del 2017, terzo, e solo a causa dell’incidente nella Q3 non è stato nella battaglia per la vittoria anche l’anno successivo. Insomma, Melbourne è da sempre stata una pista-sì per lui.

MOTIVAZIONI Un secondo elemento da considerare, e non di poco peso, è quello delle motivazioni. Dopo una stagione da gregario dichiarato come quella passata, con in più lo smacco di non vedersi restituito nel corso dell’annata il grosso favore fatto a Hamilton in Russia (quando lo fece letteralmente passare consegnandogli una meritata vittoria che nessuno più gli restituirà) Valtteri covava da tempo vendetta. Sportiva, s’intende.

FULMINE AL VIA E così per tutto l’inverno, lontano dai riflettori, il finlandese si è preparato a questo momento. Già al sabato, con quel super giro fatto in Q3 al primo tentativo, aveva fatto capire le proprie intenzioni, e poco male se Lewis aveva poi compiuto il solito lavoretto perfetto, strappando la pole mettendoci il suo infinito talento, perché Valtteri sapeva bene di poter restituire il favore al via, da sempre considerato uno dei suoi punti di forza.

MAI UN "FERMO" E così, quando i cinque semafori rossi si sono spenti sulla retta dell’Albert Park, il più era fatto. Nei primi giri il finlandese – mai stato un "fermo" – ha spinto per assicurarsi un minimo di margine sul compagno, che ha lamentato a fine gara anche un danno al fondo della vettura, danno reale ma procurato non si sa quando. Ma non è stato tanto il fondo, mancante di una piccola appendice che avrebbe influito sul bilanciamento del retrotreno, a rallentare la rincorsa del britannico. A pesare sulla scarsa competitività di Lewis domenica è stata la strategia.

GOMME Hamilton è stato costretto a rientrare ai box molto prima del previsto ai box al fine di proteggersi dal (vano) tentativo di undercut di Vettel, fermato dalla Ferrari per tentare la tattica disperata di andare fino in fondo con una gomma più dura. Una volta ritrovatosi su questa strategia, il britannico è arrivato a fine gara non proprio sulle tele – visto che le gomme Pirelli di ultima generazione sono molto più solide e durature – ma quasi. Con Lewis messo fuori gioco dallo stesso team, per Valtteri è stata una passeggiata di salute.

MERITI Ciò non vuole dire che sia stato tutto facile, anzi. Bottas ha dimostrato quella concretezza che spesso gli è mancata nel corso delle ultime stagioni, e se riuscisse a sfruttare quest’onda emotiva anche in Bahrain potrebbe riuscire nell’impresa precedentemente fatta da Rosberg. No, per carità, non ci si riferisce già alla conquista del titolo mondiale, per quello è troppo presto, ma al fatto che Nico riuscì a far breccia nella granitica sicurezza di Lewis, iniziando a spingere nel momento in cui Hamilton si rilassò.

LA LEZIONE DI NICO La vittoria di quel sorprendente titolo 2016 affondava le proprie radici nelle ultime gare della stagione 2015, quando Rosberg continuò a spingere come un forsennato con il titolo già assegnato a Lewis, vincendone tre su tre. Si arrivò così all’inizio della stagione seguente con Hamilton convinto che quelle vittorie fossero solo un episodio, sottovalutandone forse l’aspetto psicologico. Il risultato fu un poker di successi consecutivi del tedesco che risulterà poi decisivo per la conquista del titolo.

ESPERIENZA Hamilton tornerà, certo che tornerà, anzi, è probabile che già in Bahrain sarà davanti al compagno, ma lo scenario al momento è favorevole a Bottas. Basta costruire un’altra piccola crepa nella mente del campione che... sbam! Potrebbe arrivare il secondo schiaffo. Cosa gioca contro al finlandese? Lewis ci è già passato e difficilmente si farà trovare impreparato, commettendo lo stesso errore due volte.

SFIDA FRATRICIDA Tutto questo porta però inevitabilmente a un rischio, quello che i due – avversari permettendo – potrebbero innescare una battaglia in famiglia del tutto imprevista dalla Mercedes a inizio stagione. E la cosa più divertente, almeno dal punto di vista degli spettatori, sarà constatare se il da sempre idilliaco rapporto di collaborazione tra i due piloti della Mercedes proseguirà nel corso dell’anno o si andrà verso un Hamilton-Rosberg bis.

IL BOSCAIOLO È ancora presto per dirlo, e lo scenario più probabile è che Lewis rimetta le cose al loro posto in un paio di gare, ma intanto il Bottas di Melbourne, in versione boscaiolo, ha già iniziato a prendere a colpi di accetta la sequoia Hamilton. Se riuscirà a buttarla giù sarà solo il futuro a dircelo, ma l’inizio – caro Valtteri – non è stato per niente male.


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