Autore:
Salvo Sardina

ANALISI SULLA POWER UNIT Dopo il clamoroso problema tecnico che ha privato Charles Leclerc della sua prima e meritatissima vittoria, gli uomini della Ferrari hanno analizzato la power unit montata sulla SF90 del monegasco. Rispedito il propulsore a Maranello in seguito al Gp del Bahrain, i tecnici della Rossa hanno verificato come sia stato un cortocircuito a rallentare il ventunenne, costringendolo ad accontentarsi del gradino più basso del podio nonostante un weekend dominato in lungo e in largo.

CORTOCIRCUITO Nella nota rilasciata nelle scorse ore dalla Ferrari, si legge che la causa è stata individuata in un “cortocircuito interno a una centralina di attuazione dell’iniezione motore”. Questa dunque la ragione che ha obbligato Leclerc a cedere la posizione a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas: mettendo per un attimo da parte la delusione per una vittoria regalata alla concorrenza, si tratta comunque di una parziale buona notizia per i tifosi. Non si è trattato infatti di un grosso problema di affidabilità ma solo di una piccola anomalia di carattere elettronico che “non si era mai presentata in passato” e che, in teoria, dovrebbe essere facilmente risolvibile.

STESSO MOTORE L’altra buona notizia per i ferraristi è che, proprio per la natura elettrica dell’anomalia, nessuna componente meccanica si è danneggiata in quei dieci giri percorsi a ritmo ridotto. Questo vuol dire che Leclerc potrà correre nel prossimo fine settimana in Cina con la stessa power unit montata già in Australia e Bahrain. Cambiare unità già al terzo Gp della stagione avrebbe quasi sicuramente esposto il monegasco a una penalità sul finale del campionato, visto che il numero consentito di motori è fissato a tre in una stagione.

 


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