Autore:
Giulio Scrinzi

GP UNGHERIA Dopo aver incassato il brutto colpo dell'Inghilterra, la Ferrari si è presa un'importante rivincita sul circuito di Budapest: il lavoro di affinamento della SF70H da parte dei meccanici di Maranello ha consentito di portare in pista una Rossa davvero efficace, che ha permesso a Sebastian Vettel di centrare la sua 46esima vittoria di carriera e a Kimi Raikkonen, secondo al traguardo, di coronare il weekend con un'importantissima doppietta in ottica iridata. In difficoltà le Mercedes, con Valtteri Bottas terzo e Lewis Hamilton solamente quarto, incapace di rintuzzare gli attacchi e l'insostenibile ritmo degli avversari del Cavallino Rampante. Buona la prestazione di Max Verstappen, nonostante la pessima manovra con la quale ha messo fuori gioco il compagno Ricciardo, ma anche di Fernando Alonso, sesto al traguardo e autore del giro più veloce in gara.

LE PAGELLE Fatta questa introduzione, diamo i voti a piloti e scuderie che hanno gareggiato nell'undicesimo round stagionale, ospitato sul circuito dell'Hungaorirng, in Ungheria. Le pagelle, come nostra tradizione, sono soggettive e se volete dare la vostra opinione non esitate nel dare qualche punto in più o in meno ai vari protagonisti. E, magari, lasciate anche un commento sotto l'articolo oppure sulla pagina Facebook di MotorBox, in modo da discuterne assieme!

SEBASTIAN VETTEL – VOTO 10 Dopo aver mandato giù l'amaro boccone di Silverstone che gli ha privato del quarto posto per una foratura a un paio di giri dalla fine, Sebastian Vettel è giunto in Ungheria con un solo obiettivo: vincere. Il weekend del tedesco è iniziato in sordina, ma poi i suoi meccanici gli hanno fornito una SF70H davvero competitiva con la quale non solo ha firmato il nuovo record dell'Hungaroring, ma ha centrato anche la sua 46esima vittoria in carriera. Gli unici nei di un weekend praticamente perfetto? Una prestazione in qualifica che poteva essere ulteriormente limata e una gara in parte minata da una Rossa che, dal 25esimo giro, ha accusato un problema allo sterzo che in rettilineo... tirava verso sinistra. Questo, però, non ha fermato il quattro volte Campione del Mondo, che ha messo in campo una prova di forza con la quale ora può andare tranquillamente in vacanza con ben 14 punti di vantaggio sul diretto rivale Hamilton. Bel lavoro, Seb!

KIMI RAIKKONEN – VOTO 9 Il weekend ungherese di Kimi Raikkonen è culminato con un importantissimo secondo posto sotto la bandiera a scacchi che ha fruttato per la Scuderia Ferrari un'altrettanto fondamentale doppietta con la quale, ora, è staccata di soli 39 punti dalla rivale Mercedes. Tutto perfetto fino a questo punto, ma... Il finlandese poteva fare di più: in qualifica avrebbe potuto centrare la pole se non fosse stato per un suo piccolo errore, mentre in gara si è sottomesso al ruolo di scudiero di Vettel permettendogli di allungare nella classifica piloti. Ok che l'obiettivo era vincere per la squadra... ma a un certo punto avrebbe anche potuto pensare a se stesso e andare a cogliere un successo che manca dal GP d'Australia 2013. Forza Kimi, ti vogliamo di nuovo combattivo come una volta!

VALTTERI BOTTAS – VOTO 8 Ecco un altro che vorrebbe fare di più ma è costretto al ruolo di seconda guida: da quando è approdato in Mercedes Valtteri Bottas ha fatto un grandissimo salto di qualità, solo che l'avere come compagno di box un certo Lewis Hamilton non gli porta grandi vantaggi. Tuttavia, in tante occasioni come quella dell'Hungaorirng si è mostrato più veloce del tre volte Campione del Mondo britannico: in qualifica è riuscito a gestire meglio la sua W08, mentre in gara ha patito la decisione di dover farsi da parte per dare a Lewis l'opportunità, poi sfumata, di andare a riprendere le Ferrari. Quantomeno poco prima del traguardo l'inglese gli ha ridato la posizione...

LEWIS HAMILTON – VOTO 6 Proabilmente Lewis Hamilton già sapeva come sarebbe andato a finire il suo GP d'Ungheria: sul circuito di Budapest la sua Mercedes è sempre stata in affanno e lui, nel tentativo di portarla al limite, ha commesso degli errori che hanno mostrato tutti i limiti del progetto di Brackley “a passo lungo”. In gara il britannico ha faticato molto a tenere il passo degli avversari, e nemmeno l'opportunità che gli ha dato Toto Wolff di andare a caccia delle Ferrari (mettendo da parte il suo compagno di squadra...) è stata sufficiente per spronarlo ad andare più veloce. Poi, quando ormai si è accorto che non poteva fare più nulla, ha mantenuto la promessa e a una curva dall'arrivo ha ridato la posizione a Bottas senza permettere a Verstappen di approfittare della situazione. Un vero signore... ma intanto le Ferrari hanno allungato in classifica...

MAX VERSTAPPEN – VOTO 6 Sufficienza a Max Verstappen solamente perchè, nel finale di gara, ha fatto segnare dei tempi che gli avrebbero permesso di conquistare più del suo quinto posto sotto la bandiera a scacchi. Altrimenti l'olandese, anche stavolta, ha toppato alla grande. Il suo GP è stato segnato già in partenza, quando ha messo fuori gioco Daniel Ricciardo in una manovra al limite nel tentativo di non lasciar scappare Valtteri Bottas. Giusta la decisione della FIA di comminargli non solo una penalità di 10 secondi in pit-lane, ma anche una decurtazione di 2 punti dalla sua superlicenza di pilota. Il ragazzo è veloce, aggressivo e determinato... ma ancora acerbo e inesperto in certe situazioni. Crescerà, non preoccupatevi.

DANIEL RICCIARDO – VOTO 5 Il GP d'Ungheria di Daniel Ricciardo è durato giusto due curve... poi è stato centrato dal suo compagno di squadra in un incidente che ha perforato il radiatore della sua RB13. Gara finita nel peggiore dei modi, dopo aver ben figurato nelle libere del venerdì. L'australiano, giustamente seccato dell'accaduto, ha accusato Verstappen di non saper perdere: sicuramente i due si parleranno... ma i loro rapporti rimaranno uguali?

FERNANDO ALONSO – VOTO 9 Assieme ai due ferraristi, Fernando Alonso può essere considerato come uno tra i maggiori protagonisti del GP d'Ungheria. Sempre nella top ten fin dalle libere del venerdì, settimo in qualifica, sesto al traguardo e autore nel finale di gara del giro più veloce della corsa. La McLaren sembra essersi svegliata, un po' in ritardo bisogna ammetterlo, dal letargo invernale, e forse la power unit Honda ha deciso di mettersi a funzionare a regime. Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, il siparietto nel parco chiuso mentre andavano in scena le premiazioni del podio! Anche se non sta lottando per le posizioni di vertice da tanto tempo, il 36enne di Oviedo è diventato la star del Circus iridato: tutti lo amano e adorano le sue gag, e lui ci mette tanto del suo per rendere la Formula 1 più attraente anche al pubblico più giovane. Se non ci fosse... bisognerebbe inventarlo!

McLAREN-HONDA – VOTO 8 Dopo il commento sul suo pilota di punta, passiamo a giudicare il team di Woking: la McLaren di adesso sembra la lontana cugina di quella che abbiamo conosciuto qualche tempo fa. Mentre nei mesi passati sembrava che il sortilegio della power unit Honda fosse sempre pronto a rovinare tutto il lavoro di un weekend, oggi il propulsore giapponese pare più affidabile e prestante. La riprova? Il giro veloce di Alonso a fine gara (1'20''182) ma anche i piazzamenti (entrambi a punti) sia dello spagnolo che di Stoffel Vandoorne, decimo al traguardo. Vedremo se le prestazioni dell'Ungheria saranno riconfermate a fine mese sulla storica Spa-Francorchamps!

TORO ROSSO – VOTO 7 Il weekend ungherese della Toro Rosso è stato culminato dal settimo posto di Carlos Sainz Jr, vero portabandiera della scuderia di Faenza che ha anche lottato fino all'ultimo con il connazionale Fernando Alonso. Meno bene la prestazione del suo compagno di squadra, un Daniil Kvyat solo 11esimo al traguardo: rispetto agli scorsi appuntamenti in cui ha praticamente giocato a bowling con i suoi colleghi, il russo sul circuito di Budapest è stato fin troppo mansueto. Che i vertici della Toro Rosso gli abbiano tirato le orecchie un po' troppo?

FORCE INDIA – VOTO 6 Alquanto incolore il fine settimana della Force India: i suoi due piloti non si sono mai mostrati veramente efficaci contro i propri avversari, e alla fine è stato Sergio Perez a portare a casa il miglior risultato con un poco convincente ottavo posto. Giusto davanti al suo compagno di squadra Esteban Ocon, nono al traguardo. In passato li abbiamo visti più competitivi...

RENAULT – VOTO 5 Discorso molto simile per la francese Renault, che in Ungheria si è dovuta accontentare del 12esimo posto centrato da Jolyon Palmer. La vera delusione del weekend ha però il nome di Nico Hulkenberg, capace di lottare per gran parte della gara per un piazzamento in top ten per poi ritirarsi quando mancava giusto un giro alla bandiera a scacchi. Durante la corsa il tedesco è stato impegnato in una lotta senza esclusione di colpi con Kevin Magnussen, che è poi continuata anche fuori dalla pista con dei commenti... da censura. Speriamo che le cose vadano meglio in Beglio...

HAAS – VOTO 4 È andato sicuramente peggio il fine settimana della HAAS: mentre Kevin Magnussen si è scontrato a muso duro con la prima guida della Renault, sia in pista con delle manovre veramente al limite del regolamento sia a parole una volta finita la gara, Romain Grosjean ha vissuto quello che aveva provato Raikkonen l'anno scorso al GP degli Stati Uniti. Richiamato in anticipo ai box perchè un sensore aveva rilevato una foratura lenta, durante il cambio gomme un meccanico ha avvitato male la posteriore sinistra e questo ha messo la parola fine a un GP costellato, in ogni caso, da mille difficoltà.

WILLIAMS – VOTO 5 Anche la Williams, in Ungheria, non se l'è passata bene. A causa del forfait di Felipe Massa per dei problemi allo stomaco, tutto il fardello del team è passato sulle spalle del giovane Lance Stroll, capace di chiudere la sua corsa solamente al 14esimo posto. Al posto del brasiliano, invece, è stato chiamato Paul di Resta, terzo pilota del team di Grove autore di una prestazione, sia in qualifica che in gara, che sicuramente ha mostrato il suo valore. Mentre il sabato è riuscito a evitare l'ultima posizione in griglia di partenza, la domenica si è reso protagonista di una gara ben gestita, poi però interrotta per un ritiro a dieci giri dalla fine. Chissà se quest'anno lo vedremo ancora alla guida della FW40...

SAUBER – VOTO 4 Come al solito la Sauber ha firmato il suo solito copione: la scuderia elvetica, nonostante abbia a disposizione i motori Ferrari della scorsa stagione, non riesce a schiodarsi dall'ultima posizione in classifica. Recentemente il suo team principal, Frederic Vasseur, ha rinunciato alla fornitura dei propulsori Honda per la prossima stagione riconfermando, invece, quelli del Cavallino Rampante. Sarà stata la scelta giusta?


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