Autore:
Salvo Sardina

VOLTARE PAGINA Un terzo, un quarto e due quinti posti. Questo il magro bottino raccolto dalla Ferrari in un inizio di mondiale 2019 che nemmeno il più pessimista dei tifosi avrebbe potuto immaginare per la scuderia di Maranello. Limitarsi alle classifiche, specialmente dopo due gare, può essere però ingannevole: la SF90 apparsa in difficoltà in Australia ha letteralmente dominato il weekend in Bahrain, non centrando il gradino più alto del podio solo a causa di un inconveniente tecnico per Charles Leclerc e di un errore di guida di Sebastian Vettel. Insomma, in Cina per il Gp numero 1000 della storia, la Rossa dovrà mostrare di saper voltare pagina sul piano dei risultati, magari ripetendo le prestazioni incoraggianti della gara scorsa.

IL GIOVEDI’ DI CHARLES A tenere banco a Shanghai però è ancora, e non potrebbe essere altrimenti, il Gp del Bahrain. Non solo per quanto riguarda il cortocircuito che ha impedito a Leclerc di andarsi a prendere la prima e meritatissima vittoria in carriera, ma anche a causa di quell’ordine di scuderia che il ventunenne non ha ascoltato. Erano i primi giri della gara, Charles aveva avvertito il muretto di essere molto più veloce di Vettel, in quel momento al comando della classifica: “Resta lì per due giri”, la risposta degli uomini di Maranello che, giusto una trentina di secondi dopo, hanno visto quasi increduli la Rossa numero 16 scavalcare con facilità la macchina gemella.

INTERESSI DEL TEAM Inevitabili dunque le domande sul mancato rispetto delle indicazioni del proprio ingegnere di pista. “Credo di aver dimostrato già in Australia – ha spiegato Leclerc nel paddock del circuito di Shanghai – che gli interessi del team sono estremamente importanti. Ma avevo un grosso vantaggio prestazionale in quella fase di gara. Ho avuto l’opportunità in rettilineo e proprio non mi vedevo ad alzare il piede dall’acceleratore e restare dietro. Era un sorpasso sicuro e mi sono andato a prendere la posizione”.

RAPPORTO CON VETTEL Leclerc ha poi ribadito quali sono le regole di ingaggio all’interno del box Ferrari: “Sia io che Seb vogliamo arrivare l’uno davanti all’altro e questo è normale in qualsiasi team. Dall’altra parte, credo che sia stato raggiunto un buon compromesso nel senso che siamo liberi di competere in pista, pur lavorando insieme quando siamo fuori dalla macchina. Questa cosa è di fondamentale importanza per la squadra e per lo sviluppo della monoposto. Abbiamo trovato un buon bilanciamento e niente è cambiato dopo il Bahrain”.

NESSUN PROBLEMA PER SEB Compromesso che al momento soddisfa anche Sebastian Vettel, il quale non ha mostrato risentimento dopo il sorpasso in pista del giovane compagno di squadra: “Era chiaro che in quel momento lui era più veloce. Avrei potuto provare a ripassarlo nel rettilineo successivo, ma ho pensato che se l’avessi fatto avremmo entrambi perso del tempo. La gara era ancora molto lunga, chiaramente poi non è andata come avrei sperato. Ma non aveva senso tenere dietro Charles e rovinare la sua gara”.


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