F1 GP Monaco: ma siamo sicuri che Leclerc meritasse di vincere?
L'analisi

Ma siamo proprio così sicuri che Leclerc meritasse di vincere il GP Monaco?


Avatar Redazionale , il 30/05/22

1 mese fa - È stato privato della vittoria dalla tattica Ferrari. Eppure ha anche perso in pista...

Il monegasco, autore della pole position del GP Monaco, ha poi perso la gara a causa delle discutibili scelte strategiche della Ferrari. Eppure, anche la sua gestione nei giri chiave non è stata impeccabile: l'analisi
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Tra il 16° e il 22° giro del GP di Monaco abbiamo assistito a una delle partite a scacchi più belle della storia recente della F1. A 24 ore dal termine del gran premio, dopo aver rivisto quanto accaduto e rianalizzato tutti i dati a disposizione possiamo trarre qualche considerazione più accurata. Pertanto, cosa abbiamo imparato dal GP di Monaco?

Gli strateghi Ferrari si sono fatti ingannare da un tranello elementare

A Monte Carlo non si supera. A Monte Carlo la track position conta più del passo gara. Su una pista umida che sta asciugando, non necessariamente l’undercut è una mossa vincente. Già tra il 12° e il 14° giro, grazie alla progressione di Gasly, appare chiaro che le coperture migliori da montare siano le intermedie. Ma è altrettanto evidente che guadagnare posizioni è estremamente complesso. Quindi nessuno ha particolare interesse – se non nel tentativo di provare una mossa disperata – a pittare. Red Bull, al 16° giro si trova nella “peggior” situazione possibile. Le due Ferrari al comando, poi Perez e solo quarto Verstappen, leader del mondiale. Eppure, tante volte, non avere nulla da perdere concede una chance alla fantasia.

Fermare Perez è una mossa a rischio zero. Se la strategia del messicano funziona (come poi ha funzionato) si può pensare di vincere la gara (prestigio) o, in subordine, mettersi dietro almeno una delle due Ferrari (punti costruttori). Se la strategia di Perez non avesse funzionato, Red Bull si sarebbe comunque ritrovata al 3° e al 4° posto con Verstappen terzo che avrebbe perso meno punti su Leclerc. Comunque vada, per Red Bull ha senso fermare Perez. Dopo il cambio gomme, il messicano torna in pista al 5° posto, dietro a Leclerc, Sainz, Verstappen e Norris. Per fortuna di Perez, la McLaren richiama il britannico ai box al giro 17°, evitando problemi di traffico alla Red Bull n.11. Perez, in due giri, chiude la finestra pit stop di Sainz prima e Leclerc poi. Per Ferrari, a questo punto, la strategia migliore sarebbe stata quella di lasciare in pista entrambi i piloti.

F1 2022, GP Monaco: la prima sosta di Leclerc F1 2022, GP Monaco: la prima sosta di Leclerc

Ricordiamo che, al giro 18, Leclerc aveva 4.7” di vantaggio su Sainz, 7.6” su Verstappen e 20.4” su Perez. Perez avrebbe Impiegato almeno 3 giri per raggiungere e passare Verstappen (immaginando un ordine di scuderia) ma poi si sarebbe ritrovato alle spalle di Sainz senza alcuna (o con minime) possibilità di sorpasso. In tutto questo, la pista avrebbe continuato ad asciugarsi e Perez, di fatto, si sarebbe – da terzo/quarto – dovuto allineare alla strategia di Sainz e Leclerc restando con una sola – disperata – carta da poter giocare: l’overcut.

Purtroppo, Ferrari ha avuto di fretta di fare qualcosa e ha sbagliato. In questo caso, non fare nulla, avrebbe portato a una situazione in cui, nonostante il vantaggio di Perez in termine di coperture, Ferrari avrebbe mantenuto la track position. Anche ammettendo che, in una simulazione a pista libera, la strategia a due pit (W-I-H) fosse stata la più veloce, per quale motivo Ferrari avrebbe dovuto accogliere tale sfida? In pratica Red Bull ha provato a scatenare il caos spingendo Ferrari a contendersi la vittoria in uno scenario di gara a due pit stop. Inspiegabilmente, gli uomini di Maranello hanno accettato di giocare a questo gioco, dimenticandosi la regola numero 1: a Monaco la track position conta di più dell’ideal race time. Di fatto, la strategia di Perez, sebbene idealmente più veloce, era sbagliata. È stata vincente in quanto tutti gli altri hanno abboccato all’amo.

Ferrari ha dato l’impressione di non avere chiare le proprie priorità

Per cosa correva Ferrari? Correva per vincere la gara, a prescindere da chi fosse il primo a tagliare il traguardo a patto che avesse una macchina rossa? Correva per far trionfare l’enfant du pays? Correva per fare doppietta? Correva per togliere punti a Verstappen? Le scelte di Red Bull sono state chiare: gli uomini di Horner hanno messo in conto di sacrificare la gara di Perez per rimescolare le carte, per provare a portare a casa qualche punto in più nel costruttori e per far perdere meno punti possibili a Verstappen nella lotta mondiale conto Leclerc. Nemmeno il più ottimista degli strateghi di Milton Keynes si aspettava di ottenere tutti questi risultati, ma valeva comunque la pena provarci. Red Bull non necessariamente ha corso per vincere la gara. La vittoria di Perez è stata la ciliegina sulla torta rispetto a un piano gara che aveva altri (e molto chiari) obiettivi. L’impressione è che Ferrari non sia stata in grado di ordinare le proprie priorità. Se avessero davvero individuato come unico obiettivo quello di far vincere Leclerc, o di utilizzare Sainz per togliere punti a Verstappen, probabilmente ci sarebbero riusciti. Invece, Ferrari, non sapendo che tipo di obiettivo inseguire, ha tentato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per provare a portare a casa una improbabile doppietta.

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La strategia di gara migliore era quella di Sainz

Nonostante lo spagnolo non abbia vinto il GP, Carlos Sainz si è riscattato dalle brutte figure delle scorse gare. La chiamata più sensata di tutto il pomeriggio monegasco arriva quando Sainz, al 17° giro, suggerisce (in modo molto pacato) al team di rivalutare la possibilità di sostituire le gomme full wet per passare alle intermedie. 31” più tardi, il team riapre le comunicazioni con lo spagnolo e conferma la chiamata del pilota: “Stay out, stay out”. Fondamentalmente Perez, dopo il primo pit stop, non subisce il traffico di Norris mentre Sainz, dopo la sua unica sosta, subisce il traffico di Latifi. E qui si decide la gara. Ma se la strategia di Sainz fosse stata adottata da entrambi i piloti Ferrari, come sarebbero andate le cose? Leclerc avrebbe vinto e Sainz, alla peggio avrebbe fatto terzo relegando Verstappen al 4° posto. Ferrari avrebbe recuperato punti in entrambi i campionati. Si torna così al punto 2: Ferrari non ha saputo scegliere a cosa/chi dare priorità. O meglio, Ferrari non ha voluto accettare l’idea di non fare doppietta.

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Leclerc non meritava di vincere il Gran Premio

Anche se per molti tifosi e addetti ai lavori fare la pole a Monaco, con una Ferrari, sia paragonabile all’inalienabile diritto divino a vincere il Gran Premio, per fortuna, non è così. Le gare vanno corse, e vinte, alla domenica: a prescindere da quanto fatto al sabato, dal passaporto e dal colore della tuta. Chi dice che Leclerc ha perso solo per colpa della strategia o è accecato dal tifo, o non ha analizzato con la giusta attenzione i fatti di domenica. La semantica, specialmente quando si prova ad analizzare un GP così complesso come quello di ieri e lo si prova a fare con un briciolo di professionalità, ha la propria importanza. Senza dubbio, è accettabile sostenere che Leclerc, sebbene non abbia corso in maniera impeccabile, con una strategia diversa (vedi punto 3) avrebbe anche potuto vincere. Ma non è accettabile dire che Leclerc avrebbe meritato di vincere.

Leclerc e Verstappen corrono su una strategia praticamente identica: entrambi si fermano al giro 18 (per passare da full wet a inter) per poi montare le slick tra il giro 21 e il giro 22. Tra il giro 17 e il giro 22 né Leclerc, né Verstappen commettono particolari errori. Tuttavia, Leclerc trova il traffico di Albon al giro 20. Al giro successivo Verstappen doppia Ricciardo, senza perdere particolare tempo. In questi 5 giri, Verstappen compie il suo capolavoro. Infatti, al termine del giro 17 Leclerc ha 10.1” di vantaggio.  Nel giro della prima sosta il distacco scende a 7.5”. Ci si potrebbe immagine che Leclerc abbia perso tempo ai box, ma non è così. Infatti, il monegasco impiega 36.53'' per percorrere la pit lane (la consideriamo dalla linea di Safety Car posta prima dell'ingresso alla linea SC posta dopo Santa Devota). Verstappen 36.71''.  Al termine del giro 19, il distacco scende a 6.8”. Al termine del giro 20 il distacco scende a 3.5”. Nella tornata successiva Leclerc si ferma ai box. In questo caso, Verstappen risulta più veloce di circa 1.3” tra le due linee della SC (37.7” contro 39.0”) sebbene il pit di Leclerc sia stato più rapido (3.0” contro 3.2”). I 2.5” che risulteranno decisivi vengono recuperati da Verstappen, nel suo in-lap.

Il fatto che la strategia Ferrari non fosse stata la migliore non si pone in antitesi con il fatto che Leclerc, se non avesse perso 10.1 secondi in 5 giri, avrebbe quantomeno ottenuto un podio e guadagnato (e non perso) punti su Verstappen. Nei 4/5 giri decisivi, su una pista in condizioni estremamente complesse, Verstappen ha recuperato una media di oltre 2” al giro rispetto al proprio rivale per il titolo. Anche volendo fare la tara con il tempo perso da Leclerc nel secondo pit (1.3 secondi) e considerando il doppiaggio di Albon (2 secondi persi da Leclerc), il saldo continua ad essere tutto a favore del campione del mondo. L’errore Ferrari ha tolto una parte del biasimo dalle spalle del proprio pilota ma, come già successo in altre occasioni, non solo Red Bull si è dimostrato un team più preparato, ma Verstappen ha legittimato il fatto di essere il miglior pilota attualmente in Formula 1.


Pubblicato da Alberto Saiu, 30/05/2022
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