La sfida nel segmento dei SUV di lusso riparte da Ingolstadt. La nuova Audi Q7 arriva alla terza generazione e a 21 anni dal debutto con un carico importante di tecnologia, spazio e comfort, ma anche con una scelta audace: per il momento, sotto il cofano ci sono soltanto motorizzazioni turbodiesel 3.0 V6 mild-hybrid 48 V. Niente benzina e niente elettrificazione più spinta – andare alla voce plug-in hybrid – per questo debutto, semmai arriveranno più avanti.
La ricetta, però, è tutt'altro che conservativa. Il nuovo SUV tedesco cresce in altezza e larghezza, mantiene una lunghezza di oltre cinque metri e introduce per la prima volta anche la configurazione a sei posti, oltre alle tradizionali cinque e sette sedute. E se il diesel vi sembra una scelta sorprendente nel 2026 (andare alla voce “prezzi dal benzinaio”), aspettate di provare l'accoppiata tra un V6 da 299 CV, 630 Nm, la trazione integrale e il comfort delle sospensioni pneumatiche. Secondo me, su una “mastodontica” Q7 ha ancora molto senso. Ho guidato la variante più potente e vi racconto le mie impressioni.
- Audi Q7: Il design
- Audi Q7: gli interni
- Audi Q7: infotainment e sicurezza
- Audi Q7: la scheda tecnica
- Audi Q7: tecnologia e dinamica
- Audi Q7: versioni e prezzi

UN DESIGN DA DA VERA AMMIRAGLIA
La nuova Q7 non fa nulla per nascondere le sue dimensioni. Anzi, alcuni elementi ne sottolineano l'impatto scenico. E poi, con 5,06 metri di lunghezza, 2,01 di larghezza e 1,80 di altezza, resta un SUV importante; fra i più grandi sul mercato italiano.
Il design cambia soprattutto davanti, con la grande calandra Single Frame quasi verticale e con la trama tridimensionale illuminabile. I gruppi ottici sono disposti su due livelli. I passaruota marcati sottolineano la larghezza del corpo vettura, mentre i cerchi in lega leggera che arrivano fino a 23 pollici, easaltano i ''muscoli'' del SUV. Dietro, invece, la scena cambia con l'ultimo montante piuttosto verticale che mostra l'aspetto da vero SUV e l'illuminazione con i sottili fanali OLED per un look, perché no, sportiveggiante.

SPAZIO E COMFORT DA PRIMA CLASSE
Una volta a bordo la Q7 gioca una delle sue carte più interessanti. La configurazione standard è a cinque posti, ma si può scegliere tra sei e sette sedute. La soluzione a sei posti è quella più particolare e che personalmente prediligo. La configurazione con due poltrone separate nella seconda fila e un corridoio centrale, rende l'ambiente molto confortevole, quasi una lounge di first class. E in ogni caso, disponete di un sedile aggiuntivo per aumentare la versatilità dell'abitacolo.

Per chi viaggia spesso con la famiglia, invece, la configurazione a sette posti offre una seconda fila capace di accogliere anche tre seggiolini affiancati, una première nel segmento. Il passo di tre metri aiuta e l'accesso alla terza fila è facilitato dal sistema comfort entry, che fa avanzare e reclinare la seconda fila con comandi elettrici.
Infine, quando si parla di bagagliaio, i numeri fanno impressione: 670 litri nella configurazione a cinque posti, che diventano 2.075 litri reclinando gli schienali. Con sette posti si parte da 581 litri e si arriva a 1.980 litri. È una macchina grande, insomma, ma che sfrutta bene tutto lo spazio.

TECNOLOGIA CHE SORPRENDE
Davanti agli occhi del guidatore c'è il classico ambiente digitale Audi, ma qui la scena è ancora più ricca. L'Audi Digital Stage comprende il Virtual Cockpit da 11,9 pollici, il display centrale OLED curvo da 14,5 pollici e lo schermo dedicato al passeggero anteriore.
Il sistema multimediale utilizza la piattaforma Android Automotive e integra ChatGPT nell'assistente vocale. In pratica, oltre a comandare alcune funzioni della vettura, si possono rivolgere domande più articolate al sistema.
Interessante anche il nuovo tetto panoramico elettrocromico, che può modificare il livello di trasparenza e gestire nove zone indipendenti. Al semplice tocco sul comando potete regolare di conseguenza l'opacità del cristallo per adattare la luminosità interna.

Le luci diventano protagoniste
La nuova Q7 introduce una soluzione particolarmente scenografica con i proiettori Digital Matrix LED. Gli indicatori di direzione possono infatti creare sulla strada una vera e propria freccia luminosa (guarda le nuove luci di svolta di Audi Q7).
Non è soltanto un esercizio di stile: l'obiettivo è rendere più evidente la direzione che la vettura sta per prendere anche agli altri utenti della strada. Una di quelle soluzioni che fanno subito capire quanto la tecnologia sia ormai diventata parte integrante del design Audi.

Sicurezza sempre sotto controllo
La dotazione di ADAS è altrettanto ricca, con sistemi di assistenza pensati per rendere più semplice e sicura la guida di un SUV di queste dimensioni.
Ci sono il mantenimento attivo della corsia, il monitoraggio dell'angolo cieco, il parcheggio automatico e sistemi capaci di memorizzare le manovre. Tra le novità più curiose c'è il sistema di retromarcia che può memorizzare fino a 50 metri di percorso e riportare autonomamente l'auto indietro in caso di vicolo cieco.

AUDI Q7 V6 TDI 299 CV: LA SCHEDA TECNICA
| Motore | 3.0 V6 TDI, mild-hybrid 48 V |
| Potenza max | 299 CV |
| Coppia max | 630 Nm |
| Velocità - Acc 0-100 km/h | 235 km/h - 6,0 secondi |
| Trazione | integrale |
| Dimensioni - baule | 5,06 x 2,01 x 1,81 m - 670/806/2.075 litri |
| Consumo combinato WLTP | 7,9 - 7,2 litri/100 km |
| Peso | 2.455 kg a vuoto |
| Prezzo | da 89.850 euro |
MACINI CHILOMETRI IN FIRST CLASS
Entrambe le versioni adottano un sistema mild hybrid a 48 Volt con batteria LFP da 1,7 kWh e motore elettrico integrato. Il sistema può aggiungere fino a 24 CV e 370 Nm.
La trazione integrale quattro è naturalmente parte della dotazione tecnica, mentre le sospensioni pneumatiche adattive possono modificare altezza e risposta dell'assetto in funzione delle condizioni di guida.
Il V6 TDI fa la differenza
Fra i capitoli più interessanti c’è proprio quello del motore. La nuova Q7 debutta infatti con il 3.0 V6 TDI in due livelli di potenza: 245 e 299 CV.
La versione più potente arriva a 630 Nm e trovo che sia quella più adatta a esaltare la vocazione da grande viaggiatrice della Q7, senza nulla togliere alla sorella minore, che però è un po’ meno performante in senso generale. Sottolineo che su un'auto lunga oltre cinque metri e con una massa importante, la coppia non è mai troppa.
Aggiungo che il sei cilindri turbodiesel sfrutta la doppia sovralimentazione: al turbocompressore tradizionale si affianca un compressore elettrico. Il risultato promesso è una risposta più pronta ai bassi regimi, con un ritardo al comando dell'acceleratore quasi del tutto annullato.

Comfort da grande viaggiatrice
E secondo me il lavoro che svolge al meglio la Q7 è viaggiare bene, molto bene. Soprattutto a bordo della versione più performante, protagonista del test drive. E con questo intendo dire che qui che entrano in gioco diversi elementi, prime fra tutti le sospensioni pneumatiche adattive. L'assetto può variare in funzione delle condizioni e dell'impostazione scelta con i diversi drive mode, con la possibilità di abbassare la carrozzeria in autostrada oppure sollevarla in off-road. L'escursione totale è di 90 mm, di conseguenza potete regolare l'assetto per superare gli ostacoli più impegnativi senza grossi problemi. Sempre che si voglia impegnare il lussusoso SUV tedesco su sentieri o strette mulattiere...
Il risultato è un grande SUV pensato soprattutto per divorare chilometri senza mettere a dura prova chi viaggia a bordo, tutt’altro. Il V6 lavora in modo fluido, la spinta è sempre disponibile e l'isolamento dalle asperità rappresenta uno degli argomenti più convincenti della Q7. Chiaro che nel traffico patisca la sua taglia XL, ma una volta fuori città, non potrete che godere di viaggi in tutto relax.

Quattro ruote sterzanti, ingombri sotto controllo
A richiesta c'è anche l'asse posteriore sterzante, che alle basse velocità riduce il raggio di sterzata e alle andature più elevate aiuta la stabilità.
Su un'auto di queste dimensioni è una tecnologia tutt'altro che superflua. Nelle manovre cittadine permette di gestire meglio i cinque metri abbondanti della carrozzeria, mentre quando l’andatura aumenta contribuisce a rendere più naturale il comportamento del SUV.
La sensazione è quella di uno sport utility che vuole cancellare i propri ingombri quando si guida. Il motore spinge con la tipica progressione del diesel di grossa cilindrata, mentre la componente ibrida leggera rende più fluide partenze e riprese. Il contributo elettrico della batteria da 1,7 kWh, infatti, mette sul piatto 24 CV e 370 Nm per muovere i primi passi senza mettere in moto i sei cilindri. Nel complesso, il muscoloso ma vellutato V6 non mi ha sorpreso poiché conosco l’efficacia dei TDI Audi, oggi ancor più evidente, ma resta sempre quel sottile piacere di guidare in souplesse, per nulla scontato su un “suvvone” di tali dimensioni.

QUANTO COSTA IL SUV DI INGOLSTADT?
La nuova Q7 è già disponibile nelle concessionarie italiane in tre allestimenti: Business Advanced, S Line e Identity. Il listino parte da 87.150 euro per la versione da 245 CV e da 89.850 euro per quella con 299 CV (guarda homepage e configuratore Audi Italia).
Insomma, il messaggio mi sembra chiaro: Audi rilancia il suo grande SUV puntando ancora su motorizzazioni a gasolio, portando a bordo tecnologia, comfort, spazio e soluzioni intelligenti. Cosa ne pensate del nuovo sport utility Audi? Vi convince? Ditemi la vostra.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.


























