Autore:
Paolo Sardi

MACCHINA DEL TEMPO La BMW G 650 GS fa su di me l'effetto di una macchina del tempo per ben due motivi. Il primo dipende dal fatto che il primo evento a due ruote cui partecipai come giornalista fu la presentazione nazionale della sua progenitrice, la F650GS, nel lontano 1993. Il secondo è legato a questioni anagrafiche: sono ormai un quaranteenager e appartengo quindi a quella generazione che per anni ha vissuto il boom delle monocilindriche da enduro e con loro ha sognato di emulare le gesta dei dakariani.

TEMPI MODERNI Di quelle moto la BMW G 650 GS mantiene il fisico asciutto, il rumore scoppiettante e la vocazione della factotum ma è evidente come sia figlia di altri tempi, nel bene e nel male. Al termine di un giro perlustrativo è chiaro come la formula originaria sia stata sviluppata in chiave moderna e non solo per la presenza d'indizi quali i cerchi in lega o la strumentazione mista, curiosamente composta dal tachimetro analogico e dal contagiri digitale. Oggi come oggi, le Case sono sempre più attente al contenimento dei costi e la monocilindrica bavarese tradisce questa necessità in molti dettagli. Per esempio le pedane in lamiera e le molte plastiche grezze non sembrano all’altezza del blasone dell’Elica, solo in parte compensate bel portapacchi che integra un piccolo vano portaoggetti.

LOW COST Su alcune finiture un po’ tirate via si chiude però volentieri un occhio tenendo l’altro ben aperto sul prezzo di listino, fissato a 6.950 euro, cifra insolitamente popolare per una moto bavarese. Nel complesso, poi, anche se non tutti i tasselli sono di pregio, bisogna riconoscere che la carrozzeria ha uno stile attuale e gradevole, con il faro asimmetrico solidale al serbatoio e ai fianchetti e il piccolo becco che invece gira assieme alla forcella.

NON HA SETE La BMW G 650 GS è amica del portafoglio non solo al momento dell’acquisto, con consumi ridottissimi in qualsiasi situazione. Nell’uso misto tipico dei miei 60 km al giorno, divisi piuttosto equamente tra tangenziale, statale e città, il mono tedesco (ma Made in China) si accontenta di sorseggiare un litro ogni 24 km circa. E la sete resta la stessa anche nei tragitti fatti integralmente da-casello-a-casello.

VIA COL VENTO L’autostrada non è però l’habitat naturale della tedeschina, che non fatica a tenere medie elevate ma che inizia a vibrare un po’ quando si avvicina ai limiti imposti del Codice. In velocità la BMW G 650 GS risente un po’ dei vortici generati dai camion e accusa anche una certa sensibilità al vento laterale. E’ questo il rovescio della medaglia degli pneumatici di piccola sezione, che rendono però la moto maneggevolissima e docile quando si tratta di sgusciare nel traffico.

HABITAT NATURALE La G 650 GS si dimostra perfettamente a suo agio in città, snella e svelta negli spazi stretti e capace d’incassare bene i colpi di buche, tombini e pavé.  L’escursione ampia delle sospensioni permette di affrontare anche gli sterrati senza patemi d’animo, anche se il fuoristrada duro resta off-limits, che sia montata o meno la piastra paramotore dell’esemplare in prova.

SU MISURA La sella bassa, a 780 mm da terra, e il manubrio largo danno una gran sensazione di controllo, anche se chi come me supera il metro e ottanta preferirebbe la sella rialzata a 820 mm per assumere una posizione un po’ meno infossata. In alternativa ce n’è comunque una anche da 750 mm per chi è di zampa più corta. Come tradizione in casa BMW, ci si può insomma tagliare la moto su misura, personalizzandola anche grazie a una lista di accessori chilometrica. I più appetibili per me sono l’Abs disinseribile e le manopole riscaldabili ma non mancano anche il bauletto, le borse laterali e da serbatoio, oltre al parabrezza rialzato.

DUE TOCCHI Nel misto è ancora una volta la facilità di guida la dote migliore. I 192 kg dichiarati in ordine di marcia sembrano meno quando si danza con disinvoltura tra una curva e l’altra, con il motore che permette di uscire dalle traiettorie in modo brillante. Per essere un mono si dimostra molto regolare anche ai bassi, accettando di scendere anche attorno a quota 2.500 giri senza accusare strappi. Se s’insiste con il gas, poi, è pronto a salire di giri e ad allungare deciso con un brio sconosciuto a diversi rivali. Questa sua elasticità permette di risparmiarsi qualche cambiata ed è solo un bene, visto che la leva ha una corsa un po’ lunga e che gli innesti non sono sempre puliti: parlando in gergo calcistico, la terza, in particolare, s’inserisce talvolta a due tocchi e non "di prima".

TIRIAMO LE SOMME Nel complesso, dunque, la BMW G 650 GS rappresenta una degna erede dei modelli che l’hanno preceduta, pur senza avere un look capace di fare girare la testa. Facile e maneggevole, è ottima per i neofiti e per i cosiddetti motociclisti di ritorno. In ogni caso è in grado di soddisfare anche un’utenza più esperta che voglia una moto onesta, semplice e affidabile, a un prezzo ragionevole. 


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