Prova

Kawasaki KX450F 2012


Avatar Redazionale , il 23/06/11

10 anni fa - La Kawasaki KX450F fa il pieno di tecnologia e si propone come riferimento per la classe MX1.

Launch control, posizione di guida regolabile e tre mappature. La Kawasaki KX450F 2012 fa il pieno di tecnologia e si propone come riferimento per la classe MX1.

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INNOVAZIONE VERDE C’è aria nuova nel mondo del Cross e a portarla è Kawasaki che, forse anche per rispondere per le rime all’affronto portato da KTM con la 350 SX-F, ha messo mano in modo piuttosto pesante alla regina delle sue KX, la 450. Sulla Kawasaki KX450F 2012 troviamo parecchie cose nuove, anzi quasi tutte, perché il motore è stato rivisto completamente alla ricerca di maggiore potenza ma anche maggiore gestibilità, e la ciclistica è andata di pari passo. Partiamo dalla chicca che tanto piacerà ai clienti.

LAUNCH CONTROL Si chiama launch control ed è una mappatura speciale per aiutare il pilota ad essere competitivo in partenza e, magari, il primo nell’holeshot. In pratica si tratta di una mappatura speciale che ritarda l’accensione tagliando potenza, assicurando quindi maggior trazione. Si attiva con un pulsante sul manubrio e funziona nelle prime due marce; quando si innesta la terza, la mappa torna quella scelta dal pilota.

TRE MAPPE Sì, perché tra le altre novità introdotte dalla Kawasaki KX450F 2012 ci sono anche le tre mappe per il motore: Standard, Hard (per condizioni dure) e Soft (per condizioni morbide). Per selezionare la mappa basta cambiare lo spinotto piazzato sul cannotto di sterzo, ogni spinotto è poi a sua volta riprogrammabile per mezzo di un programma installabile sul PC con altre 7 mappe. Tra le 450, al momento, la Kawasaki è l’unica a proporre un sistema del genere, sistema molto comodo tra l’altro perché rapido e “pulito”. Si sa, armeggiare con PC e cavi USB in un luogo dove polvere e fango la fanno da padrone non è proprio il massimo. L’elettronica è molto evoluta, ma il motore è stato modificato in tutti i suoi particolari (pistone albero motore, alberi a camme con maggiore alzata, cambio).

POSIZIONE REGOLABILE L’altra particolarità sta nell’ergonomia regolabile: la piastra superiore di sterzo ha due fori e i riser sono anch’essi reversibili così si hanno a disposizione 4 posizioni del manubrio e 2 posizioni delle pedane, anch’esse regolabili, novità assoluta, questa, nel mondo del cross. Il serbatoio è più piccolo (da 7 a 6,2 litri) e più basso, per lasciar libero il pilota di muoversi più agevolmente, mentre cambiano il leveraggio progressivo per il monoammortizzatore (diverse biellette) e le piastre forcella.

CICLISTICA EVOLUTA La ciclistica è stata affinata con una nova forcella Showa SFF (Separate Function Fork) che prevede, lo dice il nome, la separazione delle funzioni. L’idraulica è piazzata in un solo stelo, mentre nell’altro troviamo solo la molla. Come sempre succede nel cross, poi, motore e ciclistica hanno ricevuto una lunga serie di aggiornamenti tecnici perché in questo settore il progresso non si ferma veramente mai.

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PRONTA PER L’ESTATE La KX450F sarà disponibile subito prima delle vacanze e come tradizione Kawasaki i prezzi verranno annunciati poco prima della commercializzazione, anche perché con lo Yen che va sulle montagne russe è meglio aspettare sempre l’ultimo minuto.

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COME VA La prima curiosità è quella di provare il launch control, una delle novità principali della Kawasaki KX450F 2012. Di fatto è una mappatura molto “soft” che favorisce la trazione e aiuta non poco nelle partenze. Un aiuto che il pilota amatore apprezzerà senza dubbio, anche perché gestire in partenza i quasi 60 cavalli di un quattroemmezzo cross senza mettersi la moto in testa non è cosa banale. In ogni caso con la Kawa l’operazione è piuttosto semplice.

PARTENZE SPRINT Premendo per due secondi il pulsante sul manubrio si “arma” il launch control, che poi si disattiva da solo una volta innestata la terza. Le partenze, in effetti, sono piuttosto efficaci e la KX sgomma poco e impenna ancora meno proiettandosi verso “l’holeshot” in modo molto efficace. Certo, probabilmente il pilota più esperto riesce anche a fare qualcosa meglio gestendo lui tutta la potenza della moto, ma come sempre accade, l’elettronica ha una performance costante e con il launch di Kawasaki sai per certo che tutte le partenze saranno ugualmente efficaci.

AGILE E RIGOROSA Non sono così esperto da capire a fondo un prodotto come la KX450 per quel che riguarda la ciclistica, quello che posso dire è di aver notato un’ottima maneggevolezza e una gran direzionalità. La Kawasaki KX450F si sposta con il pensiero, mi è sembrata molto ben bilanciata ma anche rigorosa in percorrenza una volta impostata la traiettoria. Tende poco a scartare e quindi è piuttosto precisa.

GRAN MOTORE Il motore è davvero competitivo, potenza ne ha da vendere ma il bello è che oggi gli si può cambiare facilmente il carattere. Lo “spinotto” verde è quello della mappa standard, il motore risponde “secco” alla prima apertura del gas mantenendo quindi una spinta costante per tutto l’arco di erogazione.

SOFT PER IL “BRUTTO” Lo spinotto bianco, quello della mappa soft, offre invece una risposta più morbida e gestibile, migliore quando il fondo non aggrappa come dovrebbe a causa, ad esempio, della pioggia (come quella che è caduta sul crossodromo della Malpensa durante il nostro test). Non ho provato lo spinotto “hard”, ma vendendo come era decisa la risposta nella mappa standard direi che la mappa Hard non fa proprio per me.

SPINGE SEMPRE Fermorestando che sfruttare completamente la potenza di un moderno quattroemmezzo è roba davvero per pochi, la gestibilità cercata dai tecnici Kawasaki direi che è stata trovata. Il tiro è pazzesco e il range utile incredibilmente ampio, tanto che anche i colleghi più “pro” finivano per cambiare molto poco usando spesso solo la terza marcia, rapporto che “tira” fuori dalle curve alla grande e consente di allungare senza problemi anche sui salitoni del Ciglione.


Pubblicato da Stefano Cordara, 23/06/2011
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