Prova

KTM 690 Duke 2012


Avatar Redazionale , il 22/12/11

9 anni fa - Cambia look, aumenta la potenza, cala il prezzo.

Nuovo look, più prestazioni, più facilità di guida, prezzo più basso. Così la KTM 690 Duke punta ad aggredire il mercato delle medie cilindrate. Con lei il motore monocilindrico sfida a viso aperto i plurifrazionati.

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NUOVA ERA Per il 2012 KTM aggiorna la ricetta della sua 690 Duke e lo fa con l’intenzione di far avvicinare a questa moto molti più utenti che in passato. La sella della precedente Duke era troppo alta? Benissimo, quella nuova (su due livelli) scende di ben 30 mm per far sì che tutti tocchino terra per bene.

PIÙ ECONOMICA Il prezzo era troppo alto? Bene, la nuova KTM 690 Duke scende con il listino e si ferma meno di 7.000 € (6.990 €) che diventano 7.465 per la versione equipaggiata con ABS. Certo, per ottenere questo risultato in KTM hanno dovuto semplificare un po' le sospensioni che ora sono composte da una forcella non regolabile e da un monoammortizzatore regolabile solo nel precarico, ma in questo caso la KTM si allinea ad altre moto della stessa fascia di prezzo. Insomma, da una parte KTM vuole rendere la sua monocilindrica più appetibile per un pubblico più vasto, dall’altra l’ha aggiornata migliorando ulteriormente il suo motore monocilindrico da 700 cc. Per lui arrivano infatti la doppia accensione con mappatura dedicata (una mappa specifica per ogni candela) e il comando gas, che già era semi ride-by-wire, diventa un ride-by-wire integrale.

PIÙ POTENTE  La potenza è ancora di 70 cv ma nel frattempo KTM promette un'erogazione ancora più convincente, consumi ridotti del 10% e intervalli di manutenzione allungati a 10.000 km. Di contorno KTM ha costruito una moto forse meno trasgressiva nel look di quella che l’ha preceduta, un po’ più “standard” e più vicina al look della Duke 125, che del resto è piaciuta molto, quindi perché non continuare?

CAMBIATA, IN MEGLIO Anno nuovo, KTM 690 Duke nuova! Telaio e motore non cambiano, non ce n’era bisogno, ma migliorano sia nella guidabilità il primo sia nel carattere il secondo. Se la precedente versione era e rimane una moto con una chiara vocazione sportiva – vedi sospensioni regolabili e posizioni in sella che privilegiava la guida al confort - oggi la nuova 690 Duke è la moto della maturità.  

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SELLA BASSA In sella non si è più seduti in mansarda, cioè così in alto da aver problemi a toccare terra con entrambi i piedi, ma, grazie alla sella su due livelli (il passeggero ringrazia) sulla KTM 690 Duke si sta ben inseriti nel posto di guida e si gode di un solido appoggio dei piedi a terra. Una bella posizione, quella della 690 Duke, il manubrio è più vicino al busto e le pedane sono correttamente triangolate a formare una posizione di guida “poliedrica” buona per gli smanettoni ma ottima anche per accogliere in sella i mototuristi.

CI PIACE, NON CI PIACE Non ci hanno convinto del tutto i comandi elettrici al manubrio, spartani rispetto alla qualità estetica della moto, e continua a non conquistare la strumentazione ormai un po’ datata, essenziale e priva di alcune indicazioni come quella del livello del carburante, anche se in verità su una moto come la Duke l’assenza è meno grave rispetto a una moto turistica. Giusta invece la scelta di sostituire l’indicatore della temperatura esterna con quello della della marcia inserita, utile per un modello che vuole essere anche una “prima moto”.

FEELING DA SUBITO Pronti, via ed è subito feeling; qualche perplessità sulle pistonate del motore fino a 3.000 giri ma non dimentichiamo che stiamo sempre guidando un monocilindrico da 700 cc, anche piuttosto spinto, per cui questa cosa è più che normale. Sorpassata questa soglia, invece, la spinta si fa più corposa, si purifica di questa fisiologica imperfezione e si protrae fino a oltre gli 8.500 giri. Questo è il motore LC4, un mono che va (almeno) come un bicilindrico e che ha un range di erogazione utile incredibilmente ampio per questa architettura.

CAVALLI SI', PESO NO Riassumendo: un punto di riferimento anche per la concorrenza, che al cospetto di questo prodotto deve inevitabilmente ammettere la sconfitta. Forte di 70 cavalli che devono spingere un peso totale di 150 kg la Duke è quindi in grado di mettere in soggezione anche avversari di cubatura maggiorata e con qualche cilindro in più.

FILTRA BENE 200 km tutti d’un fiato per una prima presa di contatto che ci ha soddisfatto e confermato le nostre aspettative. Promosse le sospensioni nella metropoli, dove forcella e mono hanno l’annoso compito di filtrare tombini e buchi; altrettanto bene nelle brevi ma veloci trasferte autostradali dove, complice la buona protezione dall’aria (incredibile, ma la mascherina compie più che bene il proprio lavoro), si ottengono rese chilometriche da viaggio in prima classe.

MA È UN PO’ MORBIDA Solo la taratura del monoammortizzatore è, a nostro avviso, migliorabile nei percorsi guidati dove continui e rapidi cambi di direzione fanno emergere una regolazione votata prettamente al confort. Qualche “pompata” arriva quando si spinge sul serio, qualcosa si migliora intervenendo sulla molla, ma quello che ci piacerebbe di più sarebbe un migliore controllo delle sospensioni.

ABS, MOLTO BENE Chiudiamo segnalando che le 690 Duke del nostro primo assaggio erano tutte equipaggiate di ABS disinseribile; ineccepibile il funzionamento sia guidando rilassati sia guidando tra le curve con un ritmo più che sportivo. Risultato? Ci siamo dimenticati della sua presenza, sapendo che all’occorrenza interverrà per scagionare il rischio di bloccaggio delle ruote alla prima frenata d’emergenza. Converrete con noi che oggi le moto devono essere acquistate con quello che riteniamo un accessorio non più opzionale ma un indispensabile compagno di viaggio.


Pubblicato da Marco Selvetti, 22/12/2011
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