Prova:

Aprilia Tuono V4 R


Avatar Redazionale , il 18/04/11

10 anni fa - In sella alla Aprilia Tuono V4 R, più che una naked una superbike senza carena

Prestazioni da superbike, elettronica da prima della classe. La Aprilia Tuono V4 R è la naked più radicale sul mercato. Su strada fa un po’ soffrire, in pista fa la differenza grazie a prestazioni super e a un gran bilanciamento dinamico.

Benvenuto nello Speciale TUTTE LE PROVE MOTO DEL 2011, composto da 78 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario TUTTE LE PROVE MOTO DEL 2011 qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!

NAKED A CHI? Chiamarla naked appare francamente molto riduttivo. E anche il termine Streetfighter va un po’ stretto alla nuova Aprilia Tuono V4 R, che dopo essersi mostrata per la prima volta all’Eicma del 2010 arriva in questi giorni dai concessionari e a creare scompiglio in un segmento che ultimamente si sta rivelando piuttosto vivace. Ecco, dovessi trovare una definizione corretta direi che la Tuono V4R è in realtà una superbike con manubrio alto, tanto è stretta la parentela con la RSV4.

SUPERBIKE NUDA Del resto in Aprilia ci hanno abituati a questo tipo di “travaso”; fin dalla sua prima versione, la Tuono è sempre stata più vicina al segmento delle moto sportive che a quello delle naked, e questa Aprilia Tuono V4 R non fa differenza. Anzi rispetto alla bicilindrica che l’ha preceduta sembra voler rincarare la dose, enfatizzando ancora di più la vicinanza con la prestigiosa “sorella” di cui porta in dote non solo motore e ciclistica (entrambi rivisti ovviamente) ma anche tutto il corredino elettronico che abbiamo imparato ad apprezzare moltissimo sulla RSV4.

ELETTRONICA AVANZATA Tralasciando la tripla mappatura per il motore (Track-Sport-Road, quest’ultima con potenza tagliata del 25%) anche la Tuono V4R (che dalle nuove RSV4 riprende anche lo scarico) infatti, può vantare il pacchetto APRC –Aprilia Performance Riding Control- che comprende il controllo di trazione regolabile “al volo” (unica moto al mondo assieme alle RSV4 a poter vantare una soluzione di questo tipo) su 8 livelli, il controllo dell’impennata (tre livelli), il launch control (tre livelli) e il quick shifter. Un corredino mica da ridere, che rende questa Tuono V4R una moto unica nel suo segmento e fa sì che sia una specie di bomba addomesticata pronta a dire la sua anche quando c’è da staccare il tempo sul giro in pista, come del resto la Tuono ha sempre fatto.

MOTORE SUPER Considerato come funziona l’elettronica Aprilia è piuttosto facile intuire che la Tuono possa davvero essere la bestia nera delle sportive, anche perché dall’alto dei 167,3 cv (cinque in più di quelli che Aprilia dichiarò in occasione del lancio all’Eicma) erogati a 11.500 giri dal suo V4, può davvero guardare fisso negli occhi le carenate. La potenza fa capire che le modifiche rispetto alla RSV4 sono davvero minime, quello che ci guadagna, in questo caso, è la pienezza di erogazione che migliora grazie agli interventi su fasatura degli alberi a camme, masse volaniche e cornetti di aspirazione (non sono a lunghezza variabile ma sono più lunghi rispetto a quelli della RSV4 R). Con una coppia massima di 111,5 Nm a 9.500 giri, e rapporti accorciarti (prima, seconda terza sono più corte rispetto a quelle della RSV4), l’anti wheeling ha il suo bel daffare.

TELAIO PREGIATO Ciclistica uguale alla RSV4? Si e no…  perché se l’occhio può ingannare (il look è assolutamente identico) in realtà la ciclistica della Tuono va per la sua strada con misure completamente differenti rispetto a quelle della RSV4. Ovvio, la struttura di base resta la stessa, ma i telai di Tuono e RSV4 non sono intercambiabili.

TELAIO LUNGO MOTORE BASSO La ricerca di un avantreno che non fosse solo agile ma anche capace di rassicurare il pilota ha portato, infatti, a modifiche sostanziali, perché il doppio trave di alluminio è stato allungato (cambiata la fusione del cannotto di sterzo) e l’interasse cresce da 1.420 a 1.445 mm (comunque piuttosto “corto” per essere una naked), l’angolo del cannotto passa da 24° 5’ a 25° e l’avancorsa passa da 105 a 107,5 mm. Cambiano anche i posizionamenti del perno forcellone (più basso sulla Tuono) e del motore che sulla Tuono è montato più in basso per dare alla moto un comportamento più rotondo e meno “spigoloso” rispetto a quello di una sportiva vera (il motore alto si sa rende la moto più rapida a scendere in piega ma anche meno fluida e questo per una moto che vuole andare anche su strada non è il massimo, inoltre qui tutto è compensato dal manubrio largo).

BREMBO ASSIALE Passando alle “gambe”: Sachs firma sia la forcella (da 43 pluriregolabile) sia l’ammortizzatore, mentre alla “solita” Brembo è affidato il compito di fermare la Tuono V4 R solo che qui rispetto alla sportiva andiamo un po’ più sul semplice: la pompa è assiale e le pinze non sono le monoblocco, ma come vedremo la Tuono non fa sentire assolutamente la mancanza di un impianto più performante. I dischi alleggeriti da 320 mm sono invece gli stessi della RSV4 . Le ruote sono fuse con un nuovo procedimento che consente di risparmiare 2 kg rispetto alle analoghe montate sulla precedente RSV4R (sono le stesse della nuova RSV4R APRC).

FACCIA DA TUONO Il look è tipicamente Tuono: per essere una naked, la nuova V4 di Noale è piuttosto vestita con fiancatine piuttosto estese e un cupolino che è passato attraverso svariate modifiche (sulla moto esposta all’Eicma era diverso) ma continua con la filosofia di famiglia, riprendendo, come tradizione, il concetto di avere la forcella “libera” da pesi (il gruppo faro cupolino è fissato al telaio e questo è uno dei segreti della gran guida della Tuono) e di riprendere il muso della sportiva della Casa, in questo caso la RSV4. Anzi, a voler guardare potrebbe anche anticiparne l’evoluzione stilistica visto che utilizza fari poliessoidali in luogo di quelli tradizionali della superbike e il faro centrale è stato rimpiazzato da una serie di LED.

VEDI ANCHE



UN TIPO Bella? Diciamo che è un tipo. Diciamo anche che la parte posteriore è decisamente più appagante di quella anteriore, guardatela nelle foto senza portatarga e capirete cosa intendo. Il tutto per un prezzo che alla fine non è troppo distante da quello delle naked più sportive sul mercato ma che anzi, in alcuni casi, è anche inferiore. La Tuono V4 R costa 13.390 € franco concessionario, 2000 € in più per la versione dotata di APRC, un “accessorio” che funziona talmente bene che sarebbe da folli non montare. Restano le qualità delle V4 Aprilia, la Tuono mostra una cura realizzativa notevole, è fatta benissimo, telaio e forcellone sono spettacolari e non teme confronti quando si tratta scendere nel dettaglio per apprezzarne la fattura.

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO: SHARK RSI Carbon
TUTA: Dainese Laguna Seca
GUANTI: Dainese
STIVALI: Dainese

COME VA Ogni volta che si prova una moto nuova si cerca sempre di catalogarla cercando di capire con quali altre moto si potrebbe fare una eventuale comparativa. Beh con la Tuono il giochetto mi riesce piuttosto difficile perché dopo averla provata su strada e in pista devo dire che questa moto è “troppo di più” rispetto a quanto attualmente troviamo sul mercato. Ci sono naked con potenza quasi analoga (tipo la BMW K 1300R, o la Benelli TNT R160) ma che con lei hanno poco a che spartire quanto a efficacia in pista. Ci sono naked efficaci in pista e quasi altrettanto radicali (KTM Super Duke R ad esempio che è addirittura monoposto) ma che rendono alla Tuono la bellezza di 35 cv. Poi ci sono quelle che si chiamano Streetfighter di nome ma di fatto sono tutt’altra cosa… Insomma la Tuono va un po’ per la sua strada, ma in fondo è sempre stato così, anche la versione precedente era qualcosa di diverso da quanto offriva il mercato, una vera sportiva spogliata e non una naked sportiva. La differenza può apparire sottile; non lo è affatto.

PARENTE STRETTA Infatti, la Tuono V4R non perde occasione per rimarcare la sua parentela stretta con la supersportiva da cui deriva. Su strada è rigida, scomoda, ha un angolo di sterzata da MotoGP, pedane alte, manubrio basso, sotto la sella ci sta al massimo (schiacciandolo) un pacchetto di fazzoletti. Larghezza (e altezza) del manubrio a parte, la posizione di guida è, infatti, più vicina a quella della RSV4 che a quella di una nuda tradizionale, le pedane in effetti sono state abbassate (15 mm) ma anche la sella si è abbassata quasi della stessa misura (10 mm da 845 a 835), così le ginocchia restano piegate come sulla sportiva. Lo schiumato della sella è stata acquistato al reparto compensati del Leroy Merlin per cui non ci si deve stupire se dopo un certo tempo trascorso in sella si inizi a cambiare posizione per cercare comodità. Se cercate qualcosa di confortevole quindi, lasciate perdere. Se invece cercate qualcosa di assolutamente prepotente e adrenalinico allora siete sulla moto giusta.

GUIDA DI CORPO Il primo tratto del percorso di prova stradale nei dintorni dell’autodromo di Valencia era tortuoso con carreggiata stretta e piuttosto rovinato e lì la Tuono non si è trovata molto a suo agio. Non è la naked più agile del mondo, richiede sempre un certo lavoro di corpo e dove la strada si attorciglia come un intestino va “lavorata” quasi come una sportiva. I rapporti sono accorciati si ma restano lunghini e nell’acceleratore c’è semplicemente “troppa roba” per poter essere sfruttata, questa non è una moto a portata di tutti. Per fortuna c’è la mappatura “Road”, con lei la potenza scende circa a 135 cv, la dolcezza di erogazione e notevole e francamente questa mi pare la mappatura più azzeccata per guidare questa moto sui percorsi stradali. La Tuono va forte, molto forte, il manubrio alto facilita le manovre, ci si trova a viaggiare come treni senza quasi accorgersene per cui è sempre meglio avere il cervello all’erta e l’occhio attento. Il Traction Control tenuto opportunamente a livello alto (7) su strada tiene a bada l’esuberanza del V4, tutto funziona in modo impeccabile senza che il pilota si accorga di niente se non per il lampeggiare della spia sul cruscotto.

APPREZZA IL VELOCE Appena la strada si fa più scorrevole e la Tuono ha modo di distendersi la musica cambia, la seconda parte del percorso era decisamente più filante e liscia e la Aprilia ha iniziato a sentirsi sempre meglio e più la strada scorre più le qualità ciclistiche e motoristiche della Tuono emergono prepotenti. Il V4 vince l’oscar per erogazione e coinvolgimento emotivo. Risposta al gas (anche con la mappatura sport) e sound di erogazione e scarico sono assolutamente unici, qui ancor più che sulla RSV4 forse per merito dei condotti di aspirazione differenti. 10 e lode per l’emozione trasmessa a chi guida che da questa moto scende “gasato” come pochi. Con un ritmo più adatto alla sua indole, la Tuono fa capire che ha una ciclistica strepitosa, va sempre “lavorata” un po’, è vero, ma ti ripaga con un feeling di avantreno unico, con un manubrio che non si agita proprio mai e anche ad alta velocità trasmette una sicurezza che raramente (anzi quasi mai) si percepisce sulle moto nude. In questi casi il mix tra potenza, agilità e feeling rende la Tuono V4 R un oggetto difficilmente battibile.

IN PISTA SI GODE Ma è in pista dove la Tuono mostra in modo ancora più evidente tutte le sue incredibili potenzialità. Quando si guida in modo sportivo la posizione in sella diventa perfetta e 4 sessioni sul tracciato di Valencia hanno mandato in solluchero qualsiasi pilota si sia alternato al suo manubrio.

252 VERI IN QUINTA! Libero di esprimersi, il V4 mette in mostra prestazioni esagerate e i 252 km/h effettivi letti dal mio GPS (con una nuda!!) in fondo al breve rettilineo del toboga valenciano, dove con la Tuono si tira solo la quinta (!) rendono bene l’idea di cosa si stia parlando. In pista abbiamo guidato una Tuono un po’ meno di serie di quella che abbiamo potuto provare su strada, al posto dei Pirelli Diablo Rosso Corsa e del posteriore da 190/55 sono spuntati i Supercorsa SP con il 200/55 posteriore (la Tuono accetta entrambe le omologazioni per cui tutto regolare), le leve di freno e frizione erano quelle speciali del catalogo accessori e l’ammortizzatore di sterzo di serie è stato rimpiazzato con uno della Ohlins, anch’esso facente parte del catalogo accessori. Un paio di click ai registri idraulici e un avantreno abbassato sfilando di una tacca la forcella, via specchi e portatarga e la Tuono si è trasformata in una autentica superbike senza carena.

A 8 SECONDI DA BIAGGI Vi basti un rapido raffronto per capire le potenzialità della moto: nel 2010 Max Biaggi con la RSV4 ufficiale ha fatto il giro più veloce in gara in 1:34:6; al test della Tuono un Cordara qualsiasi dopo tre sessioni ha fermato il cronometro in 1:45:0 e Fabrizio Pellizzon, collaudatore Aprilia è arrivato a 1:43 ovvero 8 secondi e spiccioli dal giro veloce del mondiale superbike con una moto nuda e con “normali” pneumatici non in mescola. Ma che con certe naked si possa andare fortissimo in pista per me non è una novità, con la Tuono vecchia io corsi anche una gara di Endurance a Rijeka e dopo tre giri con la V4R a Valencia sono stato proiettato indietro nel tempo, a due anni fa quando corsi il campionato Italiano Roadster e quasi sempre le nude erano tra le moto più veloci del week end di gara.

CONFIDENZA IMMEDIATA Con l’assetto scelto dai collaudatori Aprilia per la prova in pista, la Tuono va davvero da far paura, con lei ho avuto una sensazione di confidenza immediata, la naked Aprilia è stabile in frenata, consente staccate furibonde (grazie anche all’antisaltellamento di serie) e si inserisce in curva a una velocità esagerata. Tutto questo però senza mai dare sensazione di nervosismo o “labilità” di avantreno, anche quando si cambia direzione in velocità e ci si trova per forza a tirare un po’ il manubrio, situazione questa decisamente critica per una scarenata.

AVANTRENO COMUNICATIVO Proprio l’avantreno mi ha impressionato per la sua capacità di trasmettere perfettamente al pilota tutto quanto accade sotto la ruota anteriore, proprio come se si stesse guidando una sportiva con manubri bassi. E quando ti fidi dell’avantreno vai forte subito senza paura. Il quick shifter spara dentro le marcie con una rapidità incredibile (fin troppo sensibile, a volte), il motore spinge fortissimo c’è qualche giro in meno rispetto alla RSV, a 12.300 giri il limitatore taglia morbidamente la spinta (13.500 sulla sportiva) ma credetemi ce n’è d’avanzo e in più l’erogazione è piena anche dai medi regimi così alcune curve di Valencia si potevano fare indifferentemente in seconda o terza marcia senza che il tempo sul giro finisse per essere penalizzato.

CHE CONTROLLO! Inoltre l’APRC trasmette una sicurezza impressionate, poche altre moto al mondo ti consentono di aprire il gas in modo così repentino a moto inclinata. Sono partito con Traction Control a livello 5 e antiwheeling a livello 3, ma man mano che prendevo confidenza con la pista sono sceso fino ai livelli 3 e 1 rispettivamente, rilevando sempre grande confidenza sia sull’avantreno sia sul retrotreno quando si trattava di spalancare il gas: gli slittamenti controllati del posteriore hanno un che di magico e oltretutto ti fanno sentire un gran pilota.

DI BENE IN MEGLIO Inoltre con la Tuono ho rilevato un comportamento del TC ancora migliore di quello che a suo tempo provai con la RSV4 a Jerez. In quell’occasione scrissi di un TC che “frenava” parecchio la moto nelle ripartenze dalle curve più lente, cosa che qui invece non si è manifestata, segno che anche in questo campo dove erano già avanti in Aprilia sono avanzati ulteriormente. All’inizio dell’articolo ho scritto che la Tuono può permettersi di guardare negli occhi le sportive carenate, dopo la prova confermo più che mai, anzi su certi circuiti secondo me è in grado di mettersele anche alle spalle. La sua sportività è indiscutibile le sue prestazioni pure. Sta a voi chiedervi se vale la pena sacrificare un po’ (un bel po’) di comfort per godere come ricci una volta che si inizia a guidare davvero. Questione di gusti…


Pubblicato da Stefano Cordara, 18/04/2011
Gallery
Tutte le prove moto del 2011
Logo MotorBox