Pubblicato il 28/06/21

AUSTRIA AMICA Ieri si è chiusa ad Assen, nei Paesi Bassi, la prima parte del mondiale MotoGP 2021. Ci saranno ora ben cinque domeniche senza gare, e solo alla sesta ritroveremo in pista i protagonisti di questa stagione, che riprenderà dopo la pausa estiva con il doppio appuntamento del Red Bull Ring di Spielberg. La pista austriaca è solitamente feudo Ducati: cinque affermazioni su sei negli ultimi anni, con l'unica eccezione di Miguel Oliveira, trionfatore nella gara-bis del 2020 denominata come GP di Stiria. Numeri del genere fanno capire quanto a Borgo Panigale si punti a far bene i prossimi 8 e 15 agosto, dove non ci sarà alcuno spazio per gli errori, pena un addio anticipato quasi certo alla corsa all'iride. 

RITARDO CONSISTENTE Durante i primi nove GP dell'anno, infatti, Fabio Quartararo e la Yamaha sono stati perfetti, vincendo quattro gare e lasciando qua e là solo qualche punto per sfortuna. Ciò nonostante, alla pausa estiva il ragazzino terribile francese si presenta con ben 34 punti di margine su Johann Zarco, e con addirittura 47 su un Pecco Bagnaia che sta facendo bene, ma non abbastanza, per contrastare lo strapotere del Diablo, senza contare i 56 punti di ritardo di Jack Miller, che con la doppietta Jerez-Le Mans aveva illuso circa le sue chance iridate, e ora si trova quinto e superato in classifica anche dalla Suzuki di Joan Mir dopo la sfortunata gara di ieri.

IMPERATIVO VINCERE Stando così le cose è chiaro come ad agosto la casa italiana dovrà farsi trovare pronta, e sfruttare al massimo le due gare ravvicinate sulla pista amica per rientrare in scia all'uomo in fuga della Yamaha. Conquistare un buon bottino di punti al ''ring'', con Honda e KTM che potrebbero anch'esse dar fastidio alla Yamaha su una pista tutta motore, diventa a questo punto imperativo per la Ducati, per arrivare all'appuntamento di Silverstone con meno margine e tutte le chance intatte di ribaltare il campionato nelle ultime otto gare. Se così non fosse sarebbe complicato parlare ancora di titolo, lo sanno tutti a Borgo Panigale e lo sa anche Pecco Bagnaia, che ha espresso la sua opinione in merito proprio dopo lo sfortunato sesto posto di Assen, dove avrebbe potuto raccogliere di più se solo non fosse passato troppe volte sul verde per difendersi prima da Quartararo e poi da Nakagami.

ERRORE CAUSA VENTO ''Oggi osso essere contento della mia prestazione, ho provato di tutto'' - ha spiegato Bagnaia - ''Però dobbiamo fare un passo in avanti per poterci giocare il titolo e recuperare 47 punti di ritardo che sono tantissimi, e parlo sia di me che della moto. C'è tanto lavoro da fare e sfrutterò la pausa estiva per arrivare in Austria preparato. Cercheremo di trovare qualcosa di più insieme al team perché la Yamaha in questo momento è un passo avanti a noi. Chiaro che avere più cavalli ci avvantaggia, ma solo in curva 12 perdevo decimi su decimi non solo rispetto a Quartararo ma anche a Nakagami. Non è la Yamaha a essere la migliore moto, ma Quartararo a essere il miglior pilota. Senza la penalità forse sarei finito 3° o 4°, ma avrei dovuto comunque giocare in difesa perché le Yamaha erano troppo veloci per noi. Per cercare di stare con Fabio ho spinto tanto ed è facile commettere errori quando lo fai. Ho sbagliato e mi sono scusato con il team, sono andato sul verde anche perché mi ha spostato il vento, ma dovevo prevederlo. Il difficile è stato non ripetere lo stesso errore con Marquez, non è stato semplice stargli davanti''.


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