Autore:
Alessandro Codognesi

I FATTI Tirando una riga, quest’anno il Salone di Milano è stato ricco di novità. Ma non solo: agli occhi più attenti e arguti non sarà sfuggito qualche ritorno storico. È il caso di SWM, celebre marchio di moto da fuoristrada tutto italiano che, grazie all’impegno dell’ingegnere Ampelio Macchi, protagonista in passato di marchi come Cagiva, Husqvarna e Aprilia, cerca di tornare alla ribalta. E ora il focus non è solo fuoristrada: all’Eicma hanno sfilato anche una serie di moto dal taglio prettamente vintage, una sorpresa per gli occhi dei passanti. Per ora è ancora tutto allo stadio primordiale ma le fondamenta sono salde: per la produzione si sfrutteranno gli ex-stabilimenti Husqvarna di Cassinetta di Biandronno, altrimenti vuoti, e per sostenere i costi si è trovato un colosso cinese rispondente al nome di Shineray.

LA STORIA D’altra parte, SWM ha una storia invidiabile, una fiaba tutta italiana. Erano i primi Anni 70 quando nelle gare di regolarità, quelle che oggi sono enduro, le 4 tempi italiane cominciavano ad arrancare nei confronti delle sempre più agguerrite 2 tempi straniere. Per fronteggiarle, due piloti e amici decisero di costruirsi una moto in casa fondando la SWM, all’anagrafe Speedy Working Motors. Nella sede di Rivolta d’Adda presero luce tre modelli: 50, 100 e 125 cc con motori Sachs che già alla prima gara conquistarono posizioni interessanti, facendo scalpore per scelte tecniche come il forcellone a sezione rettangolare, novità assoluta per quei tempi. Il debutto internazionale fu in Spagna l’anno successivo, dove SWM riuscì a piazzarsi seconda nella classe 125 e terza nella 100. Da quel momento SWM è riuscita a ottenere innumerevoli successi fino ai primi anni 80, fatto che ha spinto Ampelio a raccoglierne le ceneri e tentare la rinascita.

LE VINTAGE Abbiamo detto moto dal gusto rétro. Ed eccole qua: le SWM Old Fashion, così è chiamato il filone vintage, sono quattro e sfruttano la stessa base meccanica. Il motore è un monocilindrico da 435 cc raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero in testa e misure piuttosto quadre: 89 x 70 mm sono alesaggio e corsa. Il telaio invece è un doppia culla in acciaio che sfrutta tubi a sezione circolare. Quello che cambia è l’allestimento e il comparto sospensioni: si parte con la Gran Milano 440, una piccola monoposto dotata di forcella telescopica, freno a disco davanti e a tamburo dietro, serbatoio da 20 litri, ruote da 19” davanti – 18” dietro e un peso in ordine di marcia senza benzina di 150 chili. È disponibile in versione biposto, chiamata Gran Turismo, scramblerizzata chiamata Silver Vase (scarico sdoppiato e accoppiato, ruote tassellate, parafango anteriore alto e sella dedicata biposto) oppure in versione Special. Quest’ultima è la più pregiata e diversa, perché ha una forcella a steli rovesciati, cerchi a raggi in lega leggera da 17”, scarichi alti, ammortizzatori posteriori moderni e regolabili, forcellone nuovo e studiato ad hoc, freno posteriore a disco. Anche la colorazione è particolare, un bronzo opaco.

TURISMO CHE FISSA Non solo vintage però. SWM all’Eicma ha portato anche una novità in campo turismo. Si chiama Superdual 650 e, come fa intendere il nome, è una di quelle moto da usare un po’ ovunque. In strada, possibilmente con curve e controcurve, ma anche su sterrato non troppo impegnativo. La classica moto versatile per l’appunto, semplice nelle scelte tecniche e meccaniche ma con cui fare tutto. La Superdual sfrutta un motore monocilindrico raffreddato a liquido, con misure di alesaggio e corsa di 100 x 76,4 mm (600 cc di cilindrata). La distribuzione a doppio albero a camme in testa. Per il telaio, invece, si è optato per un doppia culla in acciaio alto resistenziale, una forcella upside-down regolabile in estensione e un monoammortizzatore posteriore completamente regolabile. I cerchi sono in lega leggera e hanno un diametro di 19” davanti – 17” dietro. In totale, la Superdual pesa 147 in ordine di marcia ma senza la benzina. La sella è a 890 mm da terra.

MOTARDARI Passando al discorso più sportivo ma pur sempre stradale, la novità di SWM in campo motard si chiama SM 450 R. Ha un motore monocilindrico con misure particolarmente superquadre (97 x 60,76 mm sono alesaggio e corsa) ed è raffreddato a liquido. Il telaio è, manco a dirlo, una doppia culla in acciaio, mentre i cerchi da 17” sono a raggi in lega leggera e gommati Pirelli Rosso II. Al reparto freni fa capolino una pinza radiale che lavora un disco da 320 mm. In totale, la SM 450 R pesa solo 120,5 chili a secco.

ENDURISTE Infine, vero caposaldo del marchio SWM, le due enduriste: sono le RS R disponibili in versione 300 o 500, 4 tempi raffreddati a liquido con doppio albero a camme in testa. Entrambe sfruttano un telaio doppia culla in acciaio, marchio di fabbrica SWM, ed entrambe hanno forcella Marzocchi e mono Sachs completamente regolabili. La 300 pesa 107 chili a secco, la 500 arriva a 112.


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