F1 2021

Come frena una F1 al Red Bull Ring? I segreti del GP Austria con Brembo


Avatar di Simone Valtieri , il 30/06/21

5 mesi fa - Tutti i segreti del Red Bull Ring di Spielberg per la F1 svelati da Brembo

È ora di conoscere i segreti della pista di Spielberg! Scopriamo come si guida (e si frena!) al Red Bull Ring grazie ai dati Brembo
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SPIELBERG, OTTAVA E NONA TAPPA A stretto giro dopo il combattutissimo Gran Premio di Francia, si va a Spielberg per il doppio appunatmento Stiria-Austria del Red Bull Ring. Le due gare ravvicinate sulla stessa pista (che ha rimpiazzato quella di Istanbul su cui era originariamente in programma il GP della Turchia) saranno un'opportunità per Max Verstappen di allungare ancora su Lewis Hamilton, su una pista che l'olandese ha sempre amato molto e che ben si sposa con le caratteristiche della Red Bull. Proveranno a dar fastidio ai capisquadra sia Perez che Bottas, mentre cercheranno il riscatto le Ferrari di Sainz e Leclerc dopo l'opaca prestazione del Paul Ricard. Occhio però a tanti outsider che si giocheranno forse anche qualcosa di più di un buon bottino di punti. Prima però, serve un bel ripasso su come si guida a Spielberg, e chi meglio proprio di Brembo - l'azienda italiana che fornisce gli impianti frenanti a quasi tutta la griglia - può guidarci in questa scoperta? Di seguito troverete la carta d'identità della pista austriaca, i dati delle frenate principali e un focus video sulla frenata più severa del Red Bull Ring. Buona lettura!

I SEGRETI DELLA PISTA DI SPIELBERG

La carta d'identità della pista

Secondo i tecnici Brembo il Red Bull Ring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico a quello ottenuto da altre piste come Budapest e Zandvoort. Il tracciato austriaco è l’unico del Mondiale in cui un giro è completato in meno di 64 secondi, anche se l’anno scorso, complice la pioggia, la pole del GP Stiria fu ottenuta superando i 79 secondi, un crono che non si vedeva dal 1998. Solo 3 frenate infatti prevedono un ricorso ai freni superiore al secondo. ​

  • Categoria di frenata: medium (3 su 5)
  • Tempo speso in frenata: 16%
  • Lunghezza circuito 4.318 metri
  • Numero di giri: 71
  • Numero di frenate: 7
  • Le tre curve più impegnative: curva 3, curva 4 e curva 1.

Tutte le frenate

Pinze monoblocco, un'invenzione ''made in Brembo''

Brembo realizza pinze freno in alluminio-litio a 6 pistoni (valore massimo stabilito dal regolamento) per 8 dei team del Mondiale 2021. Le pinze monoblocco sono state introdotte nelle competizioni proprio da Brembo, nella seconda metà degli anni Ottanta, sulle Ferrari F187/88C di Michele Alboreto e Gerhard Berger. Per la stagione 2021, ciascun team, in funzione delle esigenze specifiche della vettura, definisce insieme agli ingegneri Brembo il rapporto ottimale tra peso e rigidezza che dovranno avere le pinze freno. Per ciascuna scuderia lo sviluppo dell’impianto frenante avviene in maniera totalmente autonoma e separata, così da preservare i segreti industriali.

Dopo aver accertato in pista la bontà delle pinze monoblocco, Brembo le ha trasferite sulla produzione di serie che oggi caratterizzano le più prestigiose e diffuse vetture sportive. Una sfida ulteriore per i grandi quantitativi da realizzare e per la durata, pari all’intera vita della vettura richiesta alle pinze stradali. Una qualità che contraddistingue le pinze Brembo della famiglia B-M, progettate per chi desidera il massimo dalla propria automobile. Lavorate da un grezzo di alluminio fuso con un processo di fusione con tecnologia 4D e con le canalizzazioni del fluido interne, anziché le convenzionali connessioni a tubo rigido esterno, queste pinze garantiscono una eccezionale rigidità e deformazione. Grazie a questa tecnologia le caratteristiche tecniche delle B-M4, B-M6 e B-M8 sono simili a quelle delle pinze racing ricavate dal pieno o forgiate. ​

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Dai un’occhiata a tutti i vantaggi dei sistemi frenanti B-M​.​​​

Pinze rigenerate, che opportunità

Brembo consiglia di controllare i freni della propria auto ogni 15.000-20.000 km o prima se insorgono fenomeni di vibrazione, segni di surriscaldamento o compaiono criccature radiali sui dischi. Per le auto stradali la sostituzione delle pinze e degli altri componenti idraulici dell’impianto frenante (tubi, cilindretti freno, pompa freno) non discende dall’usura per attrito ma dal deterioramento o da una rottura accentale. 

Forte di un’esperienza quasi sessantennale nella produzione di pinze per il primo impianto, Brembo offre una gamma completa di pinze rigenerate: queste sono il risultato di un’attenta operazione di pulizia e di sostituzione di tutti i componenti interni soggetti ad usura e deterioramento. Le pinze sono poi rivestite con uno strato protettivo anti corrosione e sottoposte a test funzionali. ​

Hai mai considerato l’idea di una pinza rigenerata?​​​​

I dati sulle frenate

Solo alle curve 2, 5 e 8 della pista austriaca i piloti di F.1 non hanno la necessità di utilizzare i freni. In media in un intero giro l’impianto frenante è attivo per 10 secondi e spiccioli. Solo Imola ha fatto registrare un valore più basso, nonostante abbia 8 frenate contro le 7 del Red Bull Ring. La differenza tra le due piste è dovuta alle frenate delle curve 3 e 4 che richiedono un impegno superiore ai 2 secondi e mezzo mentre sulla pista italiana anche la frenata più dura non supera il secondo e 9 decimi. Dalla partenza alla bandiera a scacchi i freni in Austria sono in funzione per 11 minuti e una cinquantina di secondi, pari al 16 per cento della gara.

La frenata più impegnativa

Delle 7 frenate dei GP di Stiria e Austria 3 sono considerate altamente impegnative per i freni e le restanti 4 sono light. La più temuta è la curva 3 perché i piloti affrontano un rallentamento di poco meno di 250 km/h, passando da 331 km/h a 84 km/h. Per riuscirci hanno bisogno di 2 secondi e 67 centesimi di secondo durante i quali esercitano un carico di 176 kg e subiscono una decelerazione di 5,3 g mentre le monoposto percorrono 130 metri.

​Di seguito il video dedicato alla frenata più impegnativa del circuito:


Pubblicato da Simone Valtieri, 30/06/2021
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