Autore:
Simone Valtieri

PAGELLE GP AZERBAIJAN Voti non altissimi dopo la gara di Baku, ma l'eccezione è Valteri Bottas, autore di un GP eccellente, corso senza mollare un centimetro. Promossi anche Perez, Gasly, Giovinazzi e i due piloti della McLaren, mentre si aggirano sulla sufficienza i voti di molti dei big in una gara che, sostanzialmente, ha tradito le attese. Andiamo a vedere nel dettaglio:

VALTTERI BOTTAS "Il punto di forza della Mercedes qui a Baku? Sono io". Sembrava una "sboronata", quella affermata ai microfoni di Sky con sprezzo totale del pericolo e della scaramanzia dal finnico, mentre si avviava sulla griglia del GP. E invece questo Bottas 2.0 continua a stupire, per solidità, velocità e aggressività. Dopo una pole strappata sul filo di lana, al via non scatta propriamente alla Bottas, ma non alza certo il piede dall'acceleratore quando si vede affiancato dal suo compagno, e dopo due curve appaiate con Hamilton, lo mette dietro, posto dove lo limiterà fino alla bandiera a scacchi. Occhio Lewis, i fantasmi del 2016 potrebbero tornare. Voto 10

LEWIS HAMILTON Ma come? Un voto così basso per un secondo posto? Parliamo pure sempre del pilota più forte del mondo, o no? Hamilton butta la pole position con un errore nel primo settore del giro decisivo, e nonostante una buona partenza non affonda - parole sue - e lascia la vittoria nel duello di inizio gara a Bottas. Dopodiché resta per tutta la gara in seconda posizione senza mettere troppa pressione al compagno, se non nel finale, ma la sensazione è che l'intero weekend non abbia trovato il giusto feeling su questa pista. Voto 6

SEBASTIAN VETTEL Ha una monoposto che, per sua stessa ammissione, non capisce le gomme, non le sa usare, e non si sa perché su una pista lavorino nella giusta finestra e su un'altra no. In pratica le sue gare diventano un tiro di dadi, più che una mano di poker. Perciò il fatto che, nonostante in gara la Ferrari sia sembrata per ampi tratti la terza forza in pista a livello di prestazioni, lui abbia concluso sul podio e tutto sommato non distante da Bottas e Hamilton, è un segnale positivo. Ma ci vuole ben altro per aspirare al titolo. Voto 6,5

MAX VERSTAPPEN La sensazione è che, se non fosse stato per la VSC, peraltro provocata dal suo compagno Gasly, che ha mandato fuori temperatura il suo treno di Medium, avrebbe ripreso Vettel e il podio, e forse anche dato fastidio alle Mercedes. La Red Bull sembra essere l'unica monoposto ad aver compreso i segreti delle Pirelli in versione 2019, peccato che in partenza si sia fatto fregare da Perez, e che abbia rovinato le Soft, vanificando un risultato migliore e perdendo la terza piazza nel mondiale. Voto. 6,5

CHARLES LECLERC Se pensiamo che sia un campione, dobbiamo iniziare a trattarlo da tale, per cui non si può sorvolare sull'errore da pivellino che ha commesso nel corso della Q2, che gli è costata la possibilità di lottare per la vittoria. È comunque autore di una gara generosa, su un ottimo passo con le Medium (ma Gasly con la Red Bull, nonostante la rimonta dall'ultimo posto al sesto, girava più veloce...) e inconsistente, non per colpa sua - che ha anche ammesso di non aver spremuto la gomma e il motore inutilmente negli ultimi giri - nello stint finale con le Soft. Bravo per il giro veloce colto in extremis, ma il voto finale è una media tra la gara da 8 e un errore in  qualifica da 2. Voto 5

PIERRE GASLY Partiva dalla pitlane per colpa di un errore tanto grave quanto quello di Leclerc, ossia ignorare totalmente la chiamata alle verifiche tecniche nel corso delle libere. Si è riscattato in gara con una prestazione finalmente all'altezza, sfruttando sì la capacità della Red Bull di gestire al meglio le Medium, ma anche le sue ottime doti di pilota. Purtroppo un semiasse della sua auto l'ha lasciato a piedi nel finale, sarebbe stato un buon sesto posto. Voto 7

SERGIO PEREZ Sulle piste cittadine diventa un altro pilota, e come da tradizione la sua Racing Point, reincarnazione della vecchia Force India, Checo va sempre forte tra le stradine e gli stradoni di Baku. Ottimo quinto in qualifica, il messicano brucia Verstappen in partenza e poi conduce una gara senza errori, la terza consecutiva a punti. Il sesto posto era oggettivamente il massimo possibile. Voto 8

ANTONIO GIOVINAZZI Finalmente un'ottima qualifica: ottavo con la sua Alfa Romeo e alla prima Q3 in carriera, purtroppo il pilota di Martina Franca è costretto a partire con 10 posizioni di penalità in griglia per la sostituzione della centralina e nel primo stint lo tengono troppo in pista, con le gomme Soft che si sbrciolano velocemente. Risale poi dall'ultima posizione ma non può fare meglio che 12°. Peccato perché scattando laddove si era qualificato sarebbe stato facilmente a punti. Voto 7

NORRIS & SAINZ Carlos pensava di arrivare in McLaren e prendere il posti di Alonso nelle gerarchie del team, ma in avvio di campionato è stato sorpreso dalle grandi dote del talentino Norris. In qualifica l'inglese è uno spettacolo, settimo in griglia contro la nona casella (grazie alle penalizzazioni, era 11°) dello spagnolo. In gara però Sainz fa valere le sue doti di maggiore esperienza e grazie a un'ottima gara si prende la settima posizione proprio davanti al compagno. Voto 7, per entrambi.

GLI ALTRI Bravo Lance Stroll (voto 6,5) a terminare in zona punti, ma il confronto con il compagno su questa pista è impietoso, mentre da Kvyat (voto 7) e Albon (voto 6) ci si attendeva di più dopo le qualifiche, ma ciò non toglie che entrambi abbiano portato a casa un weekend positivo, Kvyat chiudendo a punti nonostante il comico incidente con Ricciardo, di cui non ha colpe. Raikkonen (Voto 6,5), scattato dalla pitlane anch'egli, risale fino alla 10° posizione, aiutato dalla strategia ma non può fare di più. Fioccano le insufficienze invece in casa Haas e Renault. Ricciardo (Voto 4) incappa in un weekend incolore, e, rispetto al compagno Hulkenberg (voto 5) ci aggiunge il fantozziano errore in gara quando tampona in retromarcia Kvyat dopo averlo fatto andare lungo. Magnussen e Grosjean (voto 5 per entrambi) non pervenuti, mentre in casa Williams se a Russell (voto 6) non si può dare altro che una sufficienza sulla fiducia, protagonista incolpevole al venerdì per l'episodio del tombino, a Kubica (Voto 5) l'insufficienza tocca, non fosse altro per l'incidente nelle qualifiche.


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