PAZZA IDEA Al termine di due ore di battaglia, la pole position del Gran Premio d'Azerbaijan 2019 se l'è presa Valtteri Bottas, l'underdog con in testa la pazza idea di spodestare il compagno di team Lewis Hamilton. Il finnico c'è riuscito grazie a un pizzico di fortuna, a un'ottima strategia e a una solidità di prestazioni che ormai lo piazzano tra i pochi aspiranti al titolo, non fosse altro perché in casa Ferrari continuano a combinarne di cotte e di crude, e perché il sempre velocissimo Max Verstappen non ha ancora un'auto all'altezza, sebbene la sua Red Bull sia sempre più in crescita, e a Baku gli abbia messo dietro al sedere qualche cavallo di potenza. 

INESPERIENZA Ma andiamo per ordine. Il grande assente di oggi dalle prime file è Charles Leclerc, che era anche l'indiziato numero uno per la pole. C'erano tutti gli ingredienti affinché il giovane asso monegasco conquistasse la seconda partenza al palo su quattro gare: una pista amica come Baku, una monoposto veloce, un''ottima condizione mentale (con il compagno Vettel messo sotto pressione sin dalla prima gara). Serviva non commettere errori, ma l'inesperienza, o l'esperienza se preferite, gioca un ruolo cruciale in Formula 1.

COME KUBICA E così, mentre in precedenza alla strettoia d'ingresso che porta alla piazza del Castello Hamilton, dopo un bloccaggio in staccata analogo a quello di Leclerc, aveva scelto di proseguire per la via di fuga, Charles, impegnato nel suo secondo tentativo in Q2 con la gomma Medium, ha scelto di provare comunque a fare la curva infilandosi sotto le barriere esterne, esattamente dove neanche un'ora prima si era piantato pure il povero Kubica con la disastrata Williams.

STUPIDO NO Proprio questo incidente aveva comportato la prima mezz'ora di pausa della giornata e raffreddato la pista, affrontata poi con gomme più dure, e dunque scivolose, da Leclerc. Il ferrarista però non cerca scuse e attribuisce a sé stesso tutta la colpa, dandosi più volte dello "stupido". Ma le stupidate non le fanno solo gli stupidi, e forse è un bene che questo errore Charles l'abbia commesso in qualifica, perché tutto fa esperienza e per dimostrare di essere un campione il monegasco dovrà anche dimostrare domani in gara di aver imparato la lezione.

SCIE DECISIVE Problemi di temperature li ha avuti anche Sebastian Vettel, che per tutta la sessione ha annaspato cercando di portare le gomme nella giusta finestra di lavoro. Ci è riuscito, per sua fortuna, nell'ultimissimo tentativo in Q3, quando ha piazzato un giro perfetto, non fosse altro che non poteva "succhiare" la scia a nessun pilota innanzi. In Mercedes invece sono stati più bravi dal punto di vista strategico, come ormai troppo spesso accade, e così Bottas e Hamilton hanno preso la via della pista per ultimi, lasciandosi sfilare dagli altri piloti per poi potergli rubare le scie, che nell'ultimo lunghissimo rettilineo, a Baku, valgono 2-3 decimi.

POLE BIS  E, indovinate un po'? Due decimi è proprio il vantaggio su cui Vatteri Bottas ha potuto contare a fine qualifiche nei confronti di Vettel, tutto costruito nell'ultimo settore, visto che pagava al tedesco quasi un decimo dopo i primi due. A proposito di settori, per la seconda pole dell'anno (peraltro consecutiva, dopo quella della Cina) il finnico deve ringraziare anche il compagno Hamilton, autore di un errorino nel primo settore del giro decisivo che gli è costato quasi 3 decimi sul tempo più veloce, e il distacco tra i due alla fine è stato di appena 59 millesimi.

GARA INCERTA Le prime tre edizioni del Gran Premio azero però ci hanno insegnato come in gara può succedere di tutto. Veramente di tutto. Perciò Bottas dovrà intanto curarsi di non ripetere lo stesso errore fatto in Cina, ossia provare stavolta a non farsi passare dal compagno Hamilton al via senza lasciargli riflettori e vittoria. Vettel, dal canto suo, aveva la macchina in qualifica per duellare con le due Frecce d'argento, ma in gara la situazione è tutta da verificare, stando perlomeno al passo mostrato venerdì pomeriggio. Così lo spettro di una Shanghai-bis aleggia sul box del Cavallino, e poi c'è Verstappen, che partirà al fianco del tedesco e che gli è rimasto dietro di neanche 3 decimi in qualifica, e Max, si sa, è sempre il peggiore dei clienti alla curva-1.

GLI OUTSIDER Dietro ai primi quattro partiranno l'ottimo Sergio Perez con una Racing Point sempre sorprendente e già protagonista in passato (come Force India) su questo tracciato (il messicano è l'unico ad esservi salito sul podio due volte, con i due terzi posti del 2016 e 2018), il bravissimo Daniil Kvyat, che riscatta così l'errore di ieri quando era finito a muro distruggendo la parte sinistra della sua Toro Rosso, e il sempre più sorprendente Lando Norris, settimo con la McLaren. Qualifiche da non ricordare invece per Ricciardo (fuori in Q2), e da dimenticare per Grosjean e Hulkenberg (fuori in Q1), mentre bene aveva fatto Pierre Gasly, miglior tempo della Q1, salvo poi scegliere di non partecipare alla Q2 essendo costretto a partire dalla pitlane domani per aver saltato le verifiche dei commissari nel venerdì di libere.

BRAVO ANTONIO Era stato molto bravo anche Antonio Giovinazzi, alla prima Q3 in carriera, ottavo con la sua Alfa Romeo davanti al compagno Kimi Raikkonen. Sfortunatamente l'italiano dovrà scontare 10 posizioni sulla griglia per la sostituzione della centralina e partirà dal fondo. A ringraziarlo Charles Leclerc, che pur non potendo partecipare alla Q3 vi si era comunque qualificato, e che partirà dalla nona casella accanto alla McLaren di Sainz. Certo, non è il miglior trampolino verso le stelle, ma è tuttavia una posizione che non preclude i sogni da mille e una notte del giovane principino della Ferrari.


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