Linktour Alumi prova: la minicar elettrica in alluminio
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Prova Linktour Alumi: telaio in alluminio, comfort da citycar e piacere di guida da vera auto


Avatar di Alessandro Perelli,

1 ora fa - Struttura in lega leggera, comodità e tecnologia per la nuova minicar

Al volante del quadriciclo cinese nelle varianti L6e e L7e, che punta forte su qualità costruttiva, comfort e guida d'spirazione automobilistica
MotorBox, prima di tutti gli altri

Ancora prima di toccarla e guidarla, una cosa mi ha incuriosito della nuova Linktour Alumi. Ho letto che per costruire la sua scocca servono l'equivalente di circa settemila lattine riciclate. Non è uno slogan giusto per creare engagement, ma il risultato della scelta del più grande produttore cinese di alluminio di realizzare un telaio automobilistico per una microcar invece della tradizionale struttura in tubi saldati utilizzata dalla maggior parte delle rivali. È da qui che parte la filosofia ''From Can to Car'' (dalla lattina all'automobile) del quadriciclo elettrico firmato dal marchio asiatico, che assicura fino al 45% di peso in meno (guarda la homepage di Linktour).

La promessa è quella di offrire un mezzo dedicato alla mobilità urbana con qualità costruttiva e comfort molto vicini a quelli di una vera automobile. Detto questo, la gamma comprende la versione L6e, guidabile a 14 anni e limitata a 45 km/h, e la più prestazionale Alumi Elite, omologata L7e e accessibile dai 16 anni. L'ho toccata, l'ho guidata. L'alluminio c'è tutto e al volante è piacevole. Vi racconto le mie impressioni.

Linktour Alumi: la prova del quadriciclo L6e e L7e con telaio in alluminioLinktour Alumi: la prova del quadriciclo L6e e L7e con telaio in alluminio

COMPATTA SI, MA CON STILE AUTOMOBILISTICO

Pur essendo lunga circa 2,69 metri la Linktour ha proporzioni che ricordano una citycar più che una minicar. Il richiamo allo stile contemporaneo dell’ultima Smart Fortwo è abbastanza chiaro, ma il design appare ancora più moderno e ricercato.

Le superfici sono piuttosto lavorate, i fari a LED sottilissimi valorizzano il frontale e la qualità percepita è superiore rispetto a modelli come Fiat Topolino e Citroën AMI, che sono lunghe intorno ai 2,5 metri e puntano su una filosofia più essenziale. Anche nei confronti dei modelli di un forte competitor come Ligier, la Alumi trasmette una maggiore percezione di solidità. Non un semplice dettaglio, anche a vantaggio del piacere di guida, ma questo aspetto lo esaminiamo dopo.

Linktour Alumi: abitacolo spazioso per i due passeggeri e ben rifinitoLinktour Alumi: abitacolo spazioso per i due passeggeri e ben rifinito

PICCOLA FUORI, SORPRENDENTE DENTRO

L'abitacolo è uno degli aspetti che convincono maggiormente. L'impostazione ricorda quella di una normale utilitaria, con materiali e rivestimenti di buona qualità percepita, ben assemblati e con una plancia ordinata. Ergo, meno vibrazioni o scricchiolii rispetto ai quadricicli convenzionali e una generale sensazione di solidità che non mi aspettavo.

Linktour Alumi: i comodi sedili con regolazione longitudinale e dello schienaleLinktour Alumi: i comodi sedili con regolazione longitudinale e dello schienale

Più ospitale di quanto pensi

I sedili sono pluriregolabili, più comodi di quanto ci si aspetti da una minicar a due posti e la posizione di guida è naturale. Anche chi supera il metro e ottanta trova facilmente la regolazione ideale. La visibilità è buona e i comandi sono tutti a portata di mano per azionarli senza distrazioni. Mi piace questa attenzione alla sicurezza: un altro elemento di stampo “automobilistico”.

Buona anche la capacità bagagliaio, di 320 litri, sufficiente per la spesa, due trolley o l'attrezzatura per il tempo libero. Da apprezzare anche il climatizzatore (sulla versione Alumi Pro e Alumi Elite+), accessorio non così frequente in questa categoria e capace di aumentare sensibilmente il comfort durante l'estate.Nel complesso si respira un'aria decisamente più automobilistica rispetto alla maggior parte dei quadricicli oggi in commercio.

Linktour Alumi: dettaglio della plancia con cruscotto digitale da 5'' e touchscreen da 10,25''Linktour Alumi: dettaglio della plancia con cruscotto digitale da 5'' e touchscreen da 10,25''

BEN PIÙ TECNOLOGICA DEL PREVISTO

La Alumi cerca di distinguersi anche sul piano tecnologico. Davanti agli occhi fa bella mostra di sè un cruscotto digitale da 5'' e a partire dall’allestimento Plus (o Elite+), è equipaggiata con un sistema di infotainment che utilizza un display centrale moderno e intuitivo da 10,25”, compatibile con lo smartphone e semplice da utilizzare durante la guida. La vetturetta è gestibile anche da remoto tramite l’app dedicata. E non mancano Apple CarPlay e Android Auto wireless, il Bluetooth e le prese USB-C.

C’è anche l’ABS

Detto della tecnologia di bordo, va sottolineato che la robusta struttura in alluminio rappresenta già un importante elemento di sicurezza, ma sulla Alumi Elite si aggiungono ABS+EBD+Brake Assist e il servosterzo, accessori rari nel mondo delle minicar, che aumentano ulteriormente la tranquillità nelle frenate di emergenza e il confort nel traffico o in manovra. Sono dettagli che contribuiscono a confermare le impressioni iniziali di quanto la Linktour sia molto vicina a una citycar tradizionale.

Linktour Alumi: anziché un telaio in tubi d'acciaio saldati c'è una struttura in alluminioLinktour Alumi: anziché un telaio in tubi d'acciaio saldati c'è una struttura in alluminio

LINKTOUR ALUMI (ALUMI ELITE): SCHEDA TECNICA

Motore elettrico
Potenza max 8,2 (13,6) CV nominali
Coppia max 65 (95) Nm
Velocità 45 (90) km/h
Trazione posteriore
Dimensioni - baule 2,69 x 1,50 x 1,55 m - 300 litri
Batteria - ricarica  7,2 (12,96) kWh - 2,7 - 3,3 kW
Autonomia EV 120 (180) km
Prezzo da 9.450 (12.990) euro

MOTORI, BATTERIE, AUTONOMIA: DUE MODELLI DIVERSI

La Alumi L6e utilizza un motore elettrico da 6 kW (8,2 CV) per una coppia di 65 Nm, ideale per gli spostamenti urbani e per chi si avvicina per la prima volta alla guida. La velocità è limitata a 45 km/h, ma lo scatto ai semafori è brillante grazie alla spinta immediata, tipica dei powertrain elettrici.

La Alumi Elite propone invece un'unità da 10 kW (13,6 CV), con picco a 23 kW, per una coppia di 95 Nm, capace di raggiungere 90 km/h e affrontare senza difficoltà anche percorsi extraurbani e le prime rampe di collina, con una capacita di superare pendenze del 35%.

Entrambe utilizzano batterie LFP da 7,2 oppure 12,96 kW, per la prima volta nel segmento delle microcar con struttura Cell-to-Body, ovvero integrate nella struttura del veicolo. L'autonomia arriva a 120 km per la Alumi e fino a 180 km per la Alumi Elitementre la ricarica avviene comodamente da una normale presa domestica o da una colonnina pubblica e in circa quattro ore si torna a 100%.

Linktour Alumi: la struttura più rigida promette una migliore guidabilità della microcar cineseLinktour Alumi: la struttura più rigida promette una migliore guidabilità della microcar cinese

PIÙ CITYCAR CHE QUADRICICLO

La sorpresa più grande arriva su strada. Il telaio in alluminio rende la vettura più rigida rispetto ai tradizionali quadricicli e trasmette una piacevole sensazione di solidità. Complessivamente, nel traffico cittadino le dimensioni ridotte sono un vantaggio decisivo, questo è chiaro. Si parcheggia con facilità e ci si muove agilmente, senza rinunciare a una certa dose di comfort.

Linktour Alumi: il quadriciclo elettrico L6 e L7 mostra una piacevole vivacità su stradaLinktour Alumi: il quadriciclo elettrico L6 e L7 mostra una piacevole vivacità su strada

Piccola, ma che sa il fatto suo

La versione L6e è perfetta per il centro urbano: facile da guidare, molto maneggevole e decisamente confortevole sulle strade sconnesse, anche se le sospensioni non possono fare miracoli; quindi, attenzione a pavé e traversine di rallentamento prese troppo alla leggera. Infine, la Alumi può superare pendenze fino al 30%, non male per una “piccoletta” elettrica.

Con la più performante Alumi Elite il ritmo aumenta. Data per scontata la vivacità nel traffico e la capacità di girarsi in un fazzoletto (raggio di sterzata di 4,5 metri come la L6e), la maggiore potenza rende le accelerazioni più brillanti e permette di affrontare anche strade più scorrevoli e percorsi un po’ più lunghi con maggiore disinvoltura.

Insomma, il piacere di guida è superiore a quello offerto dalla gran parte delle concorrenti e posso affermare che la Alumi alza l’asticella nel mondo delle microcar. I rivali sono avvisati.

Linktour Alumi: si può ricaricare al 100% in circa quattro ore da una normale presa domesticaLinktour Alumi: si può ricaricare al 100% in circa quattro ore da una normale presa domestica

QUALITÀ CHE SI PAGA IL GIUSTO

Il listino prevede tre versioni per la Alumi e altrettante per la Alumi Elite, che sono importate e distribuite in Italia da ATFlow, società del gruppo AutoTorino. Si parte da 9.450 euro, si sale a 11.990 euro e si chiude a 12.990 euro per il modello L6e. La L7e attacca a 12.990 euro, cresce a 13.990 euro e tocca 14.990 euro. Non sono prezzi bassi in assoluto, ai quali potete aggiungere alcuni optional come una vernice extraserie o i cavi di ricarica a seconda della versione scelta, ma la qualità costruttiva, il telaio in alluminio e la ricca dotazione li rendono giustificabili. Infine, sappiamo tutti che il mondo delle microcar non è economico.

Al termine della prova la sensazione è che Linktour abbia realizzato qualcosa di diverso dal solito quadriciclo. Le Alumi e Alumi Elite offrono comfort, tecnologia e qualità molto vicini a quelli di una vera automobile, diventando una soluzione interessante non solo per i più giovani, ma anche per gli adulti che cercano un mezzo pratico, sicuro e dal listino più economico di un'utilitaria convenzionale per gli spostamenti quotidiani. Cosa ne dite?

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Alessandro Perelli
Alessandro Perelli
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.

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