Il successo della Renault 5 E-Tech Electric ha dimostrato una cosa: quando il passato viene reinterpretato con intelligenza, il pubblico risponde. Ecco perché Citroën parrebbe intenzionata a riproporre un’altra leggenda della mobilità popolare europea: la mitica 2CV.

Citroën studia il ritorno della 2CV
Secondo le indiscrezioni, il marchio francese starebbe lavorando a un concept che potrebbe debuttare al prossimo Paris Motor Show. Il progetto avrebbe già ricevuto il via libera del CEO Xavier Chardon, con l’obiettivo di esplorare una nuova idea di utilitaria elettrica accessibile.
Non si tratterebbe di un semplice esercizio di stile nostalgico. L’idea è piuttosto recuperare lo spirito della 2CV originale – l’auto che nel dopoguerra portò la mobilità nelle campagne francesi – reinterpretandolo per l’era dell’elettrificazione e delle citycar a basso costo.
Design: reinterpretare un’icona
Il lavoro sul concept è affidato al team guidato da Pierre Leclercq, designer che conosce bene l’importanza di mantenere un equilibrio tra memoria e innovazione. In casa Citroën, del resto, il tema non è nuovo.
Nel 2009 il marchio aveva già presentato la Citroen Revolte concept (foto di copertina), un prototipo ibrido plug-in basato sulla Citroen DS3 e ispirato alla 2CV. Fari tondeggianti, parafanghi pronunciati e proporzioni compatte erano un chiaro richiamo all’originale, ma senza trasformarsi in una copia caricaturale.
È proprio questa la direzione che il nuovo progetto dovrebbe seguire: non replicare la Due Cavalli, ma reinterpretarne i valori fondamentali — semplicità, comfort, spazio e costi contenuti — con un linguaggio contemporaneo.

Più piccola della C3
Dal punto di vista tecnico, la futura erede della 2CV potrebbe collocarsi sotto la Citroen C3 nella gamma del marchio. Una citycar elettrica compatta, pensata per il traffico urbano e posizionata tra la C3 e il quadriciclo urbano Citroen Ami.
La base tecnica potrebbe essere la piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis, già utilizzata anche per modelli come la Citroen C3 Aircross e la Fiat Grande Panda. Un’architettura progettata per contenere i costi di produzione e compatibile sia con motori termici sia con propulsori elettrici.
Tra gli elementi allo studio ci sarebbe persino il ritorno del tetto in tela arrotolabile, uno dei tratti distintivi della 2CV originale.
Prestazioni da vera citycar elettrica
Se il progetto dovesse seguire l’impostazione delle piccole elettriche europee in arrivo, le specifiche potrebbero essere simili a quelle della nuova Renault Twingo Electric.
Si parla quindi di una batteria LFP da circa 27,5 kWh, con autonomia nell’ordine dei 260 km WLTP e un motore elettrico da circa 80 CV con 175 Nm di coppia: numeri più che sufficienti per un utilizzo urbano quotidiano.

Il ruolo della nuova normativa europea
Il ritorno della 2CV sarebbe favorito anche dalle nuove regole su cui sta lavorando la Commissione Europea per incentivare le piccole elettriche prodotte nel continente.
La futura categoria M1E dovrebbe includere vetture lunghe meno di 4,2 metri, costruite nell’Unione Europea e con una forte integrazione della filiera industriale locale.
In questo contesto, Stellantis ha già annunciato una joint venture da 4,1 miliardi di euro con il produttore di batterie CATL per realizzare una gigafactory a Saragozza, in Spagna, operativa entro il 2026.
Arrivo possibile nel 2029
Se il quadro normativo verrà definito entro la fine dell’anno e il progetto riceverà il via libera definitivo, la nuova 2CV elettrica potrebbe arrivare sulle strade verso il 2029.
Una tempistica che permetterebbe a Citroën di inserirsi nel crescente mercato delle elettriche sotto i 25.000 euro — e, allo stesso tempo, riportare in vita una delle icone più amate della storia dell’automobile europea.




