Autore:
Stefano Cordara

BEST SELLER 9692 pezzi venduti nel 2010, quinto posto assoluto in classifica dietro solo ai tre Honda SH e al Piaggio Beverly. Il rinnovamento operato da Yamaha sull’X-Max 250 a inizio 2010 ha portato i suoi frutti e il duemmezzo di Iwata si è rilanciato molto bene in un mercato molto competitivo quale è quello degli scooter di media cilindrata: è lui il best selle Yamaha per il 2010. E le ragioni sono presto dette, lo Yamaha X-Max 250 ricorda in piccolo l’altro re del mercato, il TMax, e come il fratello maggiore è uno scooter molto ben disegnato, di aspetto vagamente sportivo e soprattutto con un livello di finiture nettamente sopra la media, degno davvero di uno scooter premium.

ATTENZIONE AI DETTAGLI A bordo dell’X-Max 250 (ma lo stesso vale per il 125) si percepisce, in effetti, una qualità superiore a molti concorrenti. Sono tante piccole cose a piacere, tante piccole attenzioni al dettaglio (vedi esempio la placchetta che protegge il retroscudo dallo sfregamento delle chiavi), i particolari satinati, la strumentazione molto elegante, gli sportelli dall’aspetto solido, il vano sottosella generoso.

TIENE BENE Insomma l’X-Max è un prodotto valido e per questo tiene molto bene sul mercato nonostante quasi tutta la concorrenza offra ormai motori di cilindrata superiore. Upgrade che nel 2010 non c’è stato sullo Yamaha (e la cosa è curiosa perché Yamaha è stata la prima a proporre un 300 con il Versity).

ARRIVA L’ABS Qui, invece, la cilindrata è rimasta 250 e sarà così anche per il 2011, anno in cui la gamma X-Max 250 si arricchisce della versione ABS (in realtà l’X-Max ABS è arrivato sul mercato a fine 2010 in corso, ma si può considerare un model Year 2011 a tutti gli effetti). Un plus importante per chi affronta ogni giorno il traffico cittadino e che si apprezza ancor di più quando (come è capitato a noi) si guida l’X-Max d’inverno e per terra c’è davvero di tutto. Alla fine le differenze si limitano al peso che passa da 171 a 176 kg dichiarati. Tutto il resto è identico alla versione 2010.

ABS CONOSCIAMOLO MEGLIO Ora mi rendo conto parlando con le persone che attorno alla parola ABS c’è davvero molta ignoranza, in senso buono. L’opinione comune (non faccio di tutta l’erba un fascio, ovviamente, ma nella mia personale statistica è così) è che la moto/scooter con ABS freni un po’ come vuole lei e quando vuole lei. La paura di non avere il controllo della situazione prende il sopravvento sulla certezza che quando sarà il momento l’ABS ci salverà la pelle o, quantomeno, salverà la carrozzeria dello scooter.

OGGI È AL TOP Niente di più sbagliato, forse una volta era così, in effetti, i primissimi sistemi ABS che provammo sulle moto non erano granché precisi. Ma parliamo di 20 anni fa e l’evoluzione tecnica è stata tale che oggi non acquistare un modello con ABS sarebbe un grosso sbaglio. Credo sinceramente che su una moto stradale, o meglio ancora, su uno scooter che ha ruote più piccole e un comportamento in frenata decisamente più instabile, l’ABS al giorno d’oggi sia quasi indispensabile. E’ un amico “segreto” che potrebbe accompagnarvi per tutta la vita senza mai farsi sentire (ed è così perché ormai gli ABS intervengono solo quando effettivamente necessario) ma sempre pronto a cavarvi di impaccio nel momento del bisogno. Non abbiatene paura, ma fidatevi di lui…
SICUREZZA, OPTIONAL A 400 € Finita la paternale torniamo a bomba sull’argomento della prova, lo Yamaha XMax non è che l’ulteriore conferma della validità dei moderni impianti ABS. I 400 € che vi chiede in più rispetto alla versione standard, per parcheggiarsi nel vostro garage, significano avere un “bonus” molto maggiore da spendere al momento opportuno. Il suo ABS funziona veramente bene, non ha portato a variazioni evidenti del feeling della frenata e durante tutta la prova non è mai entrato in azione a sproposito, se non volutamente sollecitato. Anche perché l’X-Max non è mai stato uno scooter incline al bloccaggio delle ruote, anche nella versione, diciamo così, tradizionale. Il comparto freni si conferma di ottima qualità.

QUALITÀ Per il resto l’XMax 250 non fa che confermare quanto abbiamo potuto rilevare durante la prova svoltasi all’inizio dello scorso anno. Come già detto, la sensazione di qualità percepita è davvero notevole, sottolineata anche dal cruscotto che in questa versione (unica differenza la presenza della spia dell’ABS) offre un colpo d’occhio notevole. La sportività del mezzo è sottolineata da una sella diretta che si fa sentire soprattutto se si siede in punta, zona in cui la superficie d’appoggio si riduce.

GUIDA ATTIVA Di piacevole ritroviamo anche la posizione di guida: l’X-Max 250 non è uno scooter “stravaccato” ma rende il pilota molto partecipe di quel che sta accadendo mentre si guida, con una posizione piacevolmente attiva.

LARGO IN MEZZO Nonostante in Yamaha abbiano lavorato per dare un po’ più di spazio trasversale ai piedi, il tunnel centrale resta comunque molto largo e l’appoggio sulla pedana un po’ stretto. In compenso, si gode di una protezione aerodinamica molto valida, lo scudo è piuttosto vicino alle gambe, pertanto non ci sono vortici ad infastidire le gambe, mentre il parabrezza ripara bene spalle e parte del casco. Anche sul fronte vibrazioni niente da dire, l’X-Max corre sul velluto, è davvero silenzioso e non vibra per niente.

ANTERIORE AL SICURO Durante la nostra prova invernale l’X-Max ABS ci è stato fornito con i Wintec Feel Free di Metzeler, gli pneumatici invernali per scooter che da quest’anno sono disponibili anche in altre misure oltre a quelle per i maxi scooter con cui hanno debuttato. La presenza di questi pneumatici non cambia assolutamente le caratteristiche di guida dello scooter che resta preciso e stabile, con una maneggevolezza non da primo della classe ma comunque sufficiente per districarsi nel traffico senza alcun problema. Il peso in più? fracamente è inavvertibile.

BELLE SOSPENSIONI Il bilanciamento dinamico quindi resta un punto che l’X-Max fa segnare a suo favore. Nella famosa qualità percepita rientrano anche le sospensioni scorrevoli e ben controllare idraulicamente. La forcella, in particolare, piace per taratura e scorrevolezza. Taratura più rigida invece per gli ammortizzatori che complice la sella duretta rendono l’X-Max uno scooter dal feeling sicuramente sportivo, ma anche un po’ “secco” sui tratti di pavé cittadino. In ogni caso si può sempre scendere di qualche tacca con il precarico per avere un mezzo più confortevole, visto che gli ammortizzatori sono regolabili.  

DUEMMEZZO Anche questa versione ABS dell’X-Max 250 conferma quindi ottime qualità ciclistiche, supportate da un motore che riesce comunque a non far desiderare quella manciata di centimetri cubi in più. Non è potentissimo il mono Yamaha, ma la buona accordatura operata da Yamaha tra la sua erogazione e la trasmissione riescono a tirar fuori un buono spunto e un allungo dignitoso. Certo, vista la sportività del mezzo un bel 300 “pieno” come offre qualche concorrente sarebbe anche piacevole e farebbe magari comodo negli allunghi autostradali, dove comunque il tachimetro dello Yamaha “vede” i 140 indicati.

NORMALE È MEGLIO Il comparto freni si conferma di gran qualità. Yamaha continua a dimostrare con i fatti che un buon impianto tradizionale può valere più di cento sistemi ausiliari. La potenza c’è, basta tirare, e l’attacco “pastoso” consente al pilota di modulare alla perfezione entrambi i comandi. Il bloccaggio del posteriore su strada asciutta avviene solo se provocato volontariamente e utilizzando entrambi i comandi assieme si ottengono frenate decise. E il posteriore “autonomo” serve molto per gestire la percorrenza di curva senza che ci siano “invasioni” della frenata sull’anteriore che possano disturbare.


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