Autore:
Giulio Scrinzi

INCONTRO A PORTE CHIUSE Lo aveva anticipato il Presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, qualche tempo fa, affermando che ci sarebbero state “una serie di riunioni con Liberty Media e la FIA per discutere sui motori del futuro”. Oggi, finalmente, un primo incontro è stato organizzato, per la precisione nella sede della Federazione a Parigi, dove i grandi capi dell'automobilismo mondiale hanno riunito i team di Formula 1 e i proprietari del Circus iridato, proprio per trovare una soluzione verso i costi elevatissimi delle monoposto attuali.

LARGO ALLA FANTASIA Nei giorni scorsi le idee per contenere le spese verso le sempre più evolute power unit che spingono le vetture del Circus sono state molteplici: alcuni hanno ipotizzato l'abolizione della MGU-H (motore in grado di trasformare il calore del turbo in energia elettrica riutilizzabile) in favore di due piccoli KERS all'avantreno che avrebbero reso le vetture per brevi periodi a trazione integrale. Altri, invece, hanno proposto la sostituzione della MGU-H con un doppio turbo, anche se questa soluzione avrebbe costretto i Costruttori con più conoscenze in fatto di tecnologia turbo-ibrida (Mercedes e Ferrari in primis) a fare un notevole passo indietro nello sviluppo dei loro sistemi. Infine, l'ultima idea è stata quella di rendere standard l'intero sistema ERS, che comprende l'MGU-K e le batterie, in modo da uniformare le prestazioni, aumentare l'affidabilità delle parti e ridurre i costi.

LE POWER UNIT DEL FUTURO Alla fine la carta vincente scelta dalla FIA è stata quella di mantenere l'attuale configurazione dei motori, dei V6 turbo-ibridi da 1.6 Litri, ma in grado di girare a un range di utilizzo innalzato di 3000 giri/min, in modo da migliorare il “sound” che, al momento, sembra essere il motivo di preoccupazione principale in merito alla spettacolo per i tifosi. Inoltre, al fine di semplificare la tecnologia utilizzata, l'MGU-H (come pronosticato) sarà rimossa, mentre saranno introdotti dei parametri interni ed esterni con l'intento di ridurre i costi di esercizio ed evitare design estremi. Allo stesso tempo, l'MGU-K sarà resa più potente, per la quale sarà lo stesso pilota a decidere la potenza aggiuntiva da utilizzare, in modo molto simile al vecchio KERS introdotto nel 2009. Infine sarà mantenuta la singola turbina a dimensione ridotte e con certi limiti di peso, mentre un energy store di tipo standard sarà introdotto assieme a una serie di controlli elettronici, che consentiranno di risparmiare energia giro dopo giro lasciando campo libero a strategie diversificate da impiegare in gara.


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