Rally raid

Peugeot 2008 Mongol Rally 2013


Avatar Redazionale , il 21/07/13

8 anni fa - La preparazione passo passo

Abbiamo seguito la preparazione della Peugeot 2008 per il Mongol Charity Rally 2013, effettuata dalla Ferri Corse di Milano

A SCOPO BENEFICO Il Mongol Charity Rally è una competizione un po’ particolare: non ci sono in palio premi e men che meno in denaro, anzi, scopo della manifestazione è partecipare a un progetto di solidarietà proprio con il contributo della tassa d’iscrizione. Una sorta di Rally Raid, organizzato da The League of Adventurists International, che, attraverso un viaggio di 14.000 chilometri diretto verso la capitale della Mongolia, a bordo di auto di qualunque tipologia, senza alcuna assistenza esterna o l’ausilio di navigatori satellitari, ha come scopo la raccolta di fondi per le popolazioni locali.

L’ESPERIENZA NELLE CORSE Peugeot ha maturato negli anni una grandissima esperienza in campo rallystico, dove il palmares è così denso e noto che non vale certo la pena indicarlo in questo contesto. Ma l’esperienza delle corse è differente, perché si basa sulla possibilità di intervenire sulla vettura, con un team di meccanici super specializzati, ogni volta che il regolamento lo consente, usando i parchi assistenza. Questo approccio vale tanto per i rally nazionali, quanto per quelli internazionali. Le vetture sono così dimensionate, in ogni componente, per poter offrire il massimo delle prestazioni per un periodo di vita ben calcolato.

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LE NECESSITA’ DI UN RAID ANOMALO In un raid come il Mongol Rally l’approccio è differente, praticamente opposto. Occorre avere una vettura robustissima e semplice, al punto che anche un equipaggio poco preparato tecnicamente, sia in grado di cavarsela in ogni condizione. Occorre una scocca particolarmente robusta, perché le strade da percorrere non sono certo quelle delle prove speciali di un rally, ma sono un costante stillicidio per ammortizzatori e sospensioni, un’infinita serie di sterrati ricchi di buche, che a schivarne solo la minima parte si compie il doppio della strada.

COME L’ANNO SCORSO Con queste premesse, come fece già l’anno scorso con la 208 R2 di Peugeot Sport, Peugeot Italia è si rivolta a chi, all’esperienza maturata nelle competizioni più dure, come le vecchie Parigi-Dakar, ha aggiunto quella della preparazione di vetture fuoristrada per affrontare, anche in solitudine, le insidie del deserto: la Ferri Corse di Milano.

LE FASI DELLA PREPARAZIONE Abbiamo così raccolto un po’ d’immagini, non di altissima qualità perché “rubate” con il telefonino, ma sufficienti a documentare alcune fasi del lavoro svolto nell’officina del “Ferri”. La preparazione ha riguardato in modo particolare i punti d’attacco delle sospensioni, gli ammortizzatori a gas con serbatoio esterno e le molle, tarati per affrontare le estenuanti insidie del Mongol Rally. Capolavoro di manifattura è poi il portapacchi, interamente costruito con l’esperienza africana, per sopportare tutte le sollecitazioni e ospitare due ruote di scorta, i fari supplementari e le taniche di benzina. Scontata è anche la presenza di una piastra inferiore in duralluminio, che protegge una buona parte del sottoscocca, non solo il motore.

DUE MONGOL RALLY Per aumentare il contributo a scopo benefico, Peugeot ha deciso di pagare la penale richiesta per non lasciare all’arrivo la vettura, ma riportarla a casa. Così la compatta Peugeot 2008 Mongol Rally, dotata del parco tre cilindri 1,2 litri, che non ha ricevuto alcuna preparazione, sarà costretta ad affrontare l’insidioso itinerario due volte, all’andata ma anche al ritorno. Il percorso si snoda attraversando: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kyrgyzstan, Kazakistan e Russia, per un totale di 14.000 chilometri, che per due diventano 28.000.


Pubblicato da Roberto Tagliabue, 21/07/2013
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