Autore:
Luca Pezzoni

MINIEVOLUZIONE Continua il gioco evoluzionista di BMW col marchio inglese. Dopo la riedizione della berlina, la cabrio e la Clubman, arriva la variante contemporanea. Il concept esposto a Parigi anticipa una tuttoterreno neppure troppo Mini. Oltre 4 metri di lunghezza, alta da terra e con i tipici lineamenti di Issigonis a fare da Punti Cardinali.

FAMIGLIA 2009 Un glamour-Suv che arriverà nel 2009 in versione definitiva. Con qualche vezzo stilistico in meno e molti clienti pronti a saltarci sopra, magari alla ricerca di spazio aggiuntivo. Mezzo ideale per consentire a chi mette su famiglia di rimanere fedele al marchio, oppure, a chi non riusciva a stiparla dentro, di entrare nel glamour british. Esempio perfetto di una gamma di prodotti nati da un'intuizione felice.

NO CLUBMAN Perché l'operazione fuoristradistica di Casa Mini non si sostanzia in una Clubman a ruote alte. A segnare la differenza sono le dimensioni, cresciute di netto. Un passo di 260 cm fa da corollario ad una lunghezza che supera di slancio i quattro metri. Che insieme a una larghezza di 183 cm e un'altezza che sfiora i 160 creano l'ossimoro di una Grande Mini. Ma non per questo poco interessante: si intuiscono gli sviluppi stilistici e tecnologici del marchio.

TIPICAMINI Rimangono numerose le stimmate di Casa, opportunamente attualizzate, vedi i classici codolini allargati, il taglio della portiera e i fendinebbia scicchettosi. Un must preannunciato. Erimane la tipica grazia nelle proporzioni, accompagnata da rotondità femminili e le ruote ai quattro angoli. Oltre che da finezze stilistiche come i cristalli delle porte senza cornice.

PASSATO E FUTURO La calandrona sul muso, con letre barre sempre più cromate e sempre più grosse, serve a richiamare i legami col passato di un muso modernista, con i fari oblunghi e posizionati quasi sui lati come se si trattasse di un pesce martello. Mentre lalinea del tetto e del padiglione leggermente rialzata parla un linguaggio fuoristradistico. Una Mini polifunzionale, pronta ad ospitare surf o accessori per l'evasione domenicale e ad aprirsi.

QUATTRO A QUATTRO Il concept Mini Suv sembra pensato con in mente il numero quattro. Come le portiere: due dal lato guidatore, con quella posteriore che scorre all'indietro sulla fiancata, un portellone posteriore con apertura laterale, e altre due porte sul lato destro. Ma questa volta tutte vere. Niente porticina. Variante inaspettata rispetto alla formula Clubman ma presumibilmente bene accetta se confermata in produzione.

EXTRALARGE Ingranditi anche i cerchi, che conservano il classico design a raggi. Mentre gli interni non si limitano ad aumentare l'ospitalità sfruttando i centimetri aggiuntivi. Certo, si intravede un bagagliaio degno di questo nome, e quattro posti comodi, con le poltrone posteriori ospitali come quelle anteriori, che possono scorrere per 13 centimetri sui binari del benessere. Ma colpiscono i lineamenti semplici e definiti di una plancia coerente con le lezioni storiche e le aperture sul futuro.

FRANCOGIAPPONESE Domina la scena il "Mini-globe". Uno schermo emisferico in 3D con proiezioni laser che consente, dividendosi in "destro e sinistro", di visualizzare informazioni di bordo o infotainment di bordo senza imporre le proprie scelte agli altri. Per esempio, mentre chi guida cerca la strada col navigatore, chi siede sulla destra può navigare in rete. Il globo multimediale si controlla con trackball sul volante e tastiera che spunta dalla plancia.

CHIAVE-PALLA Impossibile non soffermarsi su una stranezza da prototipo, quasi un giochino da Salone ma che, conoscendo l'abilità del marketing Mini nel comunicare, potrebbe diventare un fattore di distinzione: la chiave d'accensione è una palla, che imbucata nel "Mini-globe" scorre davanti al guidatore, che può accendere il motore premendola. A termine del viaggio basta premerla un'altra volta e la chiave-palla magica scorre di nuovo fino ad un punto di raccolta, con lo stesso concetto delle palline del calciobalilla, pronta a finire nelle tasche. Una ne pensano...

CENTRE RAIL Nessuna soluzione particolare per i motori diesel. La denominazione "centre rail" si riferisce al binario centrale in alluminio che divide letteralmente in due l'abitacolo, ma al tempo stesso funziona da raccordo per i posti anteriori e posteriori. Non solo elemento estetico e divisorio, ma anche punto di ancoraggio per device multimediali, portaoggetti o... portabicchieri.

ANGLOTEDESCAUSTRIACA Mancano ancora informazioni definitive sui propulsori, lecito immaginare le versioni più prestanti dell'attuale gamma Mini e qualche nuova entrata. Mentre il pianale e la trazione integrale saranno condivise con la prossima X1 di casa BMW.

NOMEN A proposito, secondo alcune indiscrezioni, il nome per la variante "agricola" della Mini potrebbe essere Crossman. E, soprattutto, sarà il primo modello della famiglia a non trovare neppure i padri putativi in Inghilterra. Sarà costruita negli stabilimenti austriaci della Magna Steyr, specialisti in fuoristrada.


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