Prova su strada
Yamaha TMax 2015

Yamaha TMax 2015

Il re dei maxi-scooter, lo Yamaha TMax 2015, cambia, un po’ fuori e un po’ dentro. Fuori, grazie a ritocchi di stile, dentro, con qualche modifica tecnica. Il prezzo però non varia: si parte da 10.790 euro

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Autore:
Alessandro Codognesi

NUMERI GROSSI Correva l'anno 2001 quando Yamaha presentò al mondo intero il primo Yamaha TMax. Un mezzo rivoluzionario, perché univa dotazioni tecniche da moto vera a praticità e facilità tipiche di un normale scooter. Ed è stato un successo clamoroso: solo in Europa si contano oltre 220 mila unità vendute di cui 133 mila in Italia. Tanti sono stati i tentativi di imitazione negli anni, ma mai nessuno si è realmente avvicinato alla sua azzeccata alchimia. Oggi, 2015, il re dei maxiscooter si aggiorna, per ribadire alla concorrenza che, no, a Iwata non si dorme sugli allori.

COSA CAMBIA Partiamo da cosa è cambiato. Lo Yamaha TMax si è rifatto nel look, come detto, ma non così tanto. I fari sono per la prima volta Full Led (sia le luci di posizione sia i proiettori), vera primizia per uno scooter. Ci sono poi gli specchietti, ora con steli più lunghi per evitare fastidiosi urti nello slalom del traffico, il nuovo parafango, dal disegno più tagliente e affilato, e la strumentazione, ora a due quadranti analogici per tachimetro e contachilometri e con il rosso che fa da retroilluminazione.

SI CONTINUA Non è certo finita qui. Sullo Yamaha TMax 2015 c’è una nuova forcella upside-down con steli da 41 mm (prima da 43) più leggera e sostenuta di idraulica, per una guida ancora più composta e precisa, e compaiono inedite pinze radiali a quattro pistoncini che lavorano dischi flottanti da 267 mm di diametro. Dulcis in fundo, un paio di chicche dedicate all’automobilista che c’è in ognuno di noi: di serie, ora il TMax ha una presa a 12V nel cassettino di sinistra e l’avviamento con sistema Smartkey, grazie al quale non è più richiesto l’utilizzo della chiave di accensione. Basta avere il telecomando (è scorretto chiamarlo chiave) in tasca per avviare il motore o anche inserire il bloccasterzo e aprire la sella.

COSA RIMANE Per il resto il maxiscooter di Iwata rimane pressoché invariato, a partire dal reparto meccanica. Il motore è l’ottimo bicilindrico frontemarcia raffreddato a liquido, iniezione elettronica e distribuzione a 4 valvole per cilindro, capace di 46,5 cavalli a 6.750 giri e 52,3 di coppia massima. Il telaio, come il forcellone, è in alluminio, mentre il peso si attesta sui 200 chili a secco (217 in ordine di marcia). Confermata anche la misura degli pneumatici, 120/70-15 all’avantreno e 160/60-15 al retrotreno.

TMAX D’ACCIAIO Il TMax 2015 è disponibile nelle tre colorazioni competition white, sonic grey e moon silver e tutte prezzate a 10.790 euro, proprio come il modello precedente (11.290 euro con ABS a due canali). Da segnalare i due pacchetti disponibili (Sport a 396 euro, Touring a 412 euro) e la Limited Edition TMax Iron Max. Questa ha una colorazione dedicata chiamata Liquid Darkness, i foderi della forcella oro, la sella two tone con cuciture a vista, le pedane in alluminio e piccoli loghi dedicati su strumentazione e codone. Costa 11.290 euro, 11.790 con ABS.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHARK VANCORE
Giubbotto IXON MECHANICS
Guanti OJ WINTER
Pantaloni MOTTOWEAR FMJ CARGO PANTS
Scarpe TCX X-RAP WP

VAI DI LUSSO Non serve poi molto per capire perché, negli anni, lo Yamaha TMax sia stato tanto apprezzato. L’armonia delle linee e del suo design sono qualcosa che nessuno è ancora riuscito a eguagliare. E oggi è più che mai moderno, con quei fari a Led che regalano una bella sensazione di prodotto premium (quale il TMax è, dato il prezzo non proprio popolare). Mi convince anche l’accuratezza degli accoppiamenti e delle plastiche, non c’è un solo dettaglio che mi restituisca la sensazione di cheap, compresa la guarnizione del non troppo spazioso (ahimè) sottosella.

POSIZIONE DA ATTACCO Sella alta (per essere uno scooter), non molto spazio per i piedi, braccia rivolte verso il basso: la posizione dello Yamaha TMax 2015 non è cambiata, nel bene e nel male. Nel bene perché da uno scooter così sportivo mi aspetto una posizione che mi aiuti a guidare nel senso più puro del termine, che insomma aiuti il controllo del mezzo. D’altra parte, il confort non è da Gran Turismo, come mostrano alcuni dettagli come il parabrezza regolabile solo con l’ausilio di una brugola, la sella duretta e così via. Convince appieno la strumentazione, chiara, leggibile e con una punta abbondante di sport che appaga molto chi guida.

RIGIDO E COMPOSTO Nella prima parte della giornata il programma prevede un giro cittadino in sella al TMax 2015. Che mi conferma i suoi punti forti, in primis la trasmissione: mi sento di affermare con certezza che, a oggi, non esiste un altro mezzo a variatore con una risposta così diretta e al tempo stesso dolce al richiamo del gas. La spinta e lo scatto sono sempre a portata di polso, ma soprattutto sembra esserci una sinapsi tra il vostro sistema nervoso e il motore, tanto è precisa la risposta. Inoltre le vibrazioni sono totalmente assenti, anche ad alta velocità.

CI VUOLE QUALITÀ Altro punto forte dello Yamaha TMax 2015 è la qualità di guida: pur essendo rigidino nella taratura delle sospensioni e alto da terra, digerisce molto bene anche le buche più profonde, senza distrarsi più di tanto. Nonostante non possa fare dell’agilità nel traffico un suo vanto, la sensazione che si ha guidandolo è di avere a che fare con un mezzo preciso. Perché si ha tutto sotto controllo, ora più che mai, grazie alla frenata ancora più potente che in passato. La protezione aerodinamica è, manco a dirlo, ottima, anche per chi è più alto della media.

UN TIPO SPORTIVO Come i suoi predecessori, anche il TMax 2015 si esalta nel guidato. Definirlo uno scooter a ruota bassa è semplicemente troppo riduttivo. La configurazione del telaio, le sospensioni, i freni, il rumore del motore e la sua spinta, tutta roba che regala a chi guida la libidine di una moto ma senza gli sbattimenti. Vedi la curva, freni tardi, perché tanto hai due pinze radiali, lo inserisci e lui si comporta proprio come una moto, composto e rigoroso. Chiude bene la traiettoria, non allarga come la maggior parte dei maxi-scooter e in uscita ci si può godere la spinta gustosa del suo bicilindrico. E il bello di tutto questo è che non servono particolari abilità da pilota, perché tutto è talmente controllato e intuitivo che andarci forte in sicurezza è questione di attimi.

PRESA DI POSIZIONE Yamaha ha sempre mantenuto una linea ben precisa con il TMax, perché non è mai scesa a compromessi. E considerati i numeri, verrebbe da dire che hanno fatto bene. Volevano creare un mezzo rivoluzionario, che unisse la facilità di uno scooter alla sportività di una moto. Obiettivo centrato e oggi è ancora più moderno e stiloso.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHARK VANCORE
Giubbotto IXON MECHANICS
Guanti OJ WINTER
Pantaloni MOTTOWEAR FMJ CARGO PANTS
Scarpe TCX X-RAP WP


TAGS: prove moto 2015 Yamaha Tmax 2015 prova

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