Autore:
Riccardo Capacchione

GRAN FONDO Esistono particolari manifestazioni per motociclisti, un po’ gare, un po’ raduni. Sono le Gran Fondo, durante le quali, in sostanza, i partecipanti devono percorrere parecchi chilometri in un tempo prestabilito. Il chilometraggio elevato è fondamentale, dato che le Gran Fondo non sono delle competizioni vere e proprie e tantomeno delle gare di velocità. La lunghezza delle “tappe” mette alla prova le capacità di guida e di navigazione, le caratteristiche, le doti e i difetti delle moto e dell’equipaggiamento oltre a quelle, molto importanti, che possiamo definire “strategiche”. Si svolgono su strade aperte al traffico ed è possibile partecipare con qualsiasi tipo di moto, da soli o in coppia. In Italia si svolgono parecchie Gran Fondo, alcune delle quali fanno parte del calendario e delle graduatorie ufficiali FMI.

GRADITO INVITO KTM ha pensato di portare alcuni giornalisti alla Nonstop24, una delle Gran Fondo che si svolgono in Italia, per provare… a fondo, appunto, le 1050 e 1190 Adventure, le crossover austriache fatte apposta per viaggi impegnativi di qualsiasi tipo. La prima è l’entry level di lusso del settore Enduro Stradali della Casa: ha un motore bicilindrico da 97 CV, una ciclistica agile e precisa e freni efficaci, insomma tutto quel che serve per affrontare qualsiasi viaggio, al costo di 13.150 euro f.c.. Certo, la sorella di lusso 1190 Adventure è una regina tra le viaggiatrici “alte”: oltre ai 150 CV del suo motore, per 15.780 euro KTM offre una gestione elettronica del motore molto evoluta, il C-ABS 9ME di Bosch, che consente di frenare “a tutta” anche a moto inclinata, e in più consente di adottare (optional), le sospensioni “elettroniche” EDS. Una prova diversa dal solito e per di più da svolgersi su una distanza particolarmente elevata.

TESTER OPPORTUNISTA Quando l’invito è giunto in redazione, mi sono fatto subito avanti, dopo un bieco calcolo mentale che posso riassumere più o meno così: visto che da giovane (pochissimi anni fa, quindi...), mi cimentavo in sporadiche gare di Velocità e Drag Racing, dovrebbe essere una passeggiata vincere questa Gran Fondo e tornare dai colleghi trionfante, con un rilucente trofeo nelle mani e una corona d’alloro al collo. Vabbè, anche senza corona, non importa, ormai la vittoria praticamente l’ho in pugno.

SVEGLIA PRESTO Partenza alle sei di mattina, ci si ritrova al solito ingresso autostradale, destinazione Palazzetto dello Sport di Piacenza, punto di partenza e arrivo della Nonstop24. Ritrovo vecchi colleghi e amici, la cosa inizia bene e in breve siamo allo stand KTM allestito nel parcheggio antistante il Palazzetto. Sono ben attrezzato, almeno credo: completo da viaggio, tuta antipioggia (che serve a non far piovere, il completo è già a prova d’acqua), bottiglietta d’acqua e soprattutto sigarette. Come? Sì, vabbè, non è molto sportivo ma come ho detto non corro più. Nel frattempo sono iniziate le partenze, i partecipanti lasciano la linea di start scaglionati in piccoli gruppi, io sono il numero 103, siamo al 5 per cui… sento il mio numero e quello dei colleghi chiamato a gran voce all’altoparlante, ma non siamo pronti! Figuraccia numero uno, qui siamo in mezzo a vecchi lupi del manubrio, che guidano KTM Adventure, BMW GS, Honda Africa Twin equipaggiate che manco alla Parigi Pechino, e gli sguardi sono piuttosto esplicativi dei loro pensieri.

PARTENZA, FINALMENTE Infine partiamo. Simone, uno degli organizzatori, ci ha già inquadrato e non manca di farcelo sapere. Lasciamo Piacenza in direzione degli Appennini, non abbiamo navigatori GPS, mica ne abbiamo bisogno, siamo dei viaggiatori molto esperti… e persi, dopo pochi km. Figuraccia numero due, meno male che uno dei concorrenti, Cesare Zennaro, decide di unirsi a noi, ingannato probabilmente dal fatto che, essendo giornalisti specializzati nelle moto, dovremmo essere degli esperti anche di Gran Fondo, no? Invece no e lo scopriamo già al primo punto di controllo, dove arriviamo per un pelo entro i tempi stabiliti. Ma, come? Vero, qualche pausa sigaretta potevo risparmiarmela e anche quel panino lungo la strada, ma tanto la media è di 39 km/h, pensavo, che vuoi che sia. Così dicevamo l’un l’altro, sotto lo sguardo poco convinto di Cesare. In effetti la difficoltà è proprio questa, non serve assolutamente correre, anzi, oltre a rischiare, andando forte ci si stanca e davanti a noi abbiamo 24 ore di guida o poco meno, prima della fine.

PUNTO DI FORZA Al momento sono in sella alla splendida KTM 1190 Adventure, almeno un punto di forza ce l’ho, e guarda caso è la stessa moto che Cesare, che ormai abbiamo soprannominato “Guru” per la sua competenza in questo tipo di viaggi, guida da pochi mesi: anche se il suo contachilometri è già oltre quota 23.000, per capirci. La 1190 Adventure è infatti una moto molto confortevole e davvero poco impegnativa sotto il punto di vista psicofisico. L’equipaggiamento di prim’ordine mi permette di guidare senza troppi pensieri percorrendo traiettorie ben raccordate e scorrevoli, proprio come mi piace. Se da un lato il bicilindrico scarica bordate di kgm appena le richiedo, L’ABS e il controllo della stabilità infondono sicurezza ed evitano manovre avventate, spesso dettate dalla paura di cadere. I pneumatici Continental TKC 70, una novità, offrono un grip quasi inaspettato sull’asfalto, vista la tassellatura pronunciata che a sua volta garantisce trazione sui brevi sterrati che ho incontrato nel viaggio.

ASCOLTA SI FA SERA La sera, intanto, arriva presto e noi ci ritroviamo con un ritardo di mezz’ora sulla tabella di marcia. A me sembra una situazione recuperabilissima, mentre Cesare dà come ormai persa la gara. Che esagerato, mancano ancora più di 10 ore! A conferma della valutazione di Cesare, al punto di controllo serale arriviamo quando ormai non c’è più nessuno dell’organizzazione: se ne sono andati, come prassi, appena scaduto il tempo, per portarsi al successivo check-point. Sono sgomento, e pure un po’ stanco, ma ancora nei limiti. La 1190 Adventure mi aiuta, il suo bicilindrico e la ciclistica dalla risposta molto intuitiva rendono facile la guida, anche quando la stanchezza affiora. Ma la sera ha ormai ceduto il posto alla notte, siamo nel pieno del bosco appenninico e manca ancora una quarantina di km al punto di ritrovo per la cena. Quaranta km che sembrano 40.000 se penso al riposo, di poche ore per noi, notturno.

RAGAZZI FUORI Eh, sì, siamo fuori da ogni classifica, in una Gran Fondo come la NonStop24 i ritardi si pagano cari, dato che arrivando fuori orario si riduce il tempo di riposo, se si vuole rispettare l’ora di ripartenza. Avremo perso ogni speranza di ben figurare in classifica, ma una volta di più abbiamo imparato che qualsiasi sfida può essere vinta solo se la si prende molto sul serio. Però i km di strada, il caldo del pomeriggio e il freddo della notte passata all’addiaccio (abbiamo dormito in un bosco, all’aperto e completamente vestiti da moto), sono cose che uniscono e ora siamo diventati una squadra. Cesare, Paolo, Gianluca, Marco e io, ci aiutiamo quando serve, segnaliamo gli ostacoli l’un l’altro mente viaggiamo e ci scambiamo le moto per provare i modelli messi a disposizione da KTM. Salgo così sulla Adventure 1050, altra bella moto davvero, pur se più semplice e meno raffinata nella componentistica rispetto alla 1190. Il bicilindrico è più gestibile, la potenza è di quasi 100 CV che su strada sono comunque d’avanzo, credetemi. La base ciclistica è nata sana e offre precisione in traiettoria e grande agilità, superiore anche a quella della 1190, nel misto veloce. Una moto che spinge a diventare un Granfondista quasi per forza, vista la propensione ai viaggi e all’uso a 360°.

CHIAMALE EMOZIONI Devo però dire che, nonostante la stanchezza, non ho mai pensato “ma chi me l’ha fatto fare” perché una Gran Fondo è un’esperienza unica, davvero. Impagabile il momento in cui il sole sorge mentre si viaggia, così come l’inaspettata nebbia e i 10°C della notte, dopo i quasi 40°C del pomeriggio. Certo, l’organizzazione della NonStop24.it si è dimostrata impeccabile e questo aiuta a godersi l’impresa: ogni gettone di plastica che ad ogni check-point ho ricevuto come riscontro del passaggio ha un valore speciale per me, dato che so quanta fatica mi è costata raccoglierlo. Ma l’arrivo è ormai prossimo e anche se percorro gli ultimi km con gli occhi rossi e le braccia stanche, mi guardo attorno e vedo visi sorridenti dentro i caschi dei miei amici e compagni di viaggio. Partecipate a una Gran Fondo, probabilmente non scalerete la classifica ma vi assicuro che porterete a casa dei ricordi che valgono più del trofeo. Infine, un ultimo pensiero: meno male che questa volta non ho fatto lo sbruffone in redazione prima di partire.

UTILI INFO Per conoscere le prossime Gran Fondo, visitate il sito www.nonstop24.it, oppure www.20000pieghe.it o ancora www.passionegranfondo.it.


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