Prova

Yamaha FJR 1300 AS


Avatar Redazionale , il 27/05/13

8 anni fa - I suoi plus sono il cambio YCC-S e le sospensioni a regolazione elettronica

Macinatrice di chilometri o animale da misto? Con il cambio YCC-S e le sospensioni a regolazione elettronica la Yamaha FJR 1300 AS è pronta a giocare in entrambi i ruoli

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A MACCHIA D’OLIO Il fai da te sta passando di moda. Sia chiaro però che non mi riferisco certo al bricolage, bensì ai cambi tradizionali, quelli che impongono al pilota l’utilizzo della frizione e di un selettore delle marce per passare da un rapporto a un altro. Che si tratti di due o di quattro ruote, la quota di mercato dei cambi automatici, semiautomatici, a doppia frizione, CVT e chi più ne ha più ne metta è in lenta ma costante espansione. Lo sanno bene quelli della Yamaha, pionieri nel 2006 con la FJR 1300 AS e oggi pronti a raccogliere i frutti di quella esperienza con l’arrivo sul mercato della seconda generazione della loro granturismo con cambiata assistita, priva quindi della leva della frizione.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE Della Yamaha FJR 1300 vulgaris abbiamo già parlato diffusamente alla fine dello scorso anno, raccontando come si sia evoluta nel design (con una nuova carena, dotata di deflettori regolabili, prese dinamiche e fari a Led), nel comfort (con per esempio controllo di trazione, doppia mappatura D-Mode per il motore, cruise control, parabrezza elettrico con memoria e cavalletto centrale più facile da azionare) e anche nella gestione delle informazioni (con una strumentazione inedita e blocchetti elettrici più moderni). Per tutti i dettagli della questione, il consiglio è di andare a leggere quella prova, che si trova anche tra le notizie correlate.

DI PIEDE O DI MANO Qui, invece, riflettori puntati sulle peculiarità della Yamaha FJR 1300 AS, a partire proprio dal cambio. A livello di hardware, ovvero di meccanica pura e semplice, la trasmissione ripropone fedelmente quanto già visto in passato. Continuando con il ripasso, il sistema Yamaha Chip Controlled Shift (o YCC-S, per gli amici) è un cambio con frizione elettroattuata e non è affatto un cambio automatico. Ha i suoi bravi ingranaggi delle marce, che vengono selezionate dal pilota a suo piacimento con il piede sinistro tramite la tradizionale leva o con un bilanciere posto sul manubrio, in corrispondenza del blocchetto di sinistra, e migliorato nell’ergonomia: ora è davvero a portata di dita ed è sempre attivo, mentre sul vecchio modello andava attivato tramite un pulsante a parte. Per scalare basta una pressione del pollice, mentre per salire di una marcia si deve tirare con l’indice. Quando si lavora in punta di piede si deve invece ricordare che la folle è sotto la prima e non tra la prima e la seconda. Le novità stanno tutte nell’elettronica di gestione, che ha il cervello più fine e ora lavora a braccetto anche con i chip che controllano l’acceleratore elettronico. I risultati dichiarati sono lusinghieri: si parla di cambiate più rapide di un 30% e soprattutto più naturali in un ottica di guida anche sportiva. E non è tutto: grazie allo Stop Mode – questo, sì, da inserire con un pulsante -  ora la moto può scalare da sola le marce mentre ci si ferma, al di sotto dei 30 km/h, facendosi trovare pronta alla ripartenza in prima.

LA MOLLEGGIATA Sulla Yamaha FJR 1300 AS l’elettronica fa però un altro debutto in pompa magna. Questa moto è infatti la prima giapponese a montare sospensioni a regolazione elettronica, che consentono ai pilota di selezionare uno tra gli 84 set up previsti, senza alcun attrezzo e agendo semplicemente su tre tasti, in parte anche in movimento. Da fermi si può regolare il precarico, scegliendo tra quattro configurazioni (solo pilota, pilota e bagaglio, pilota e passeggero, pilota con passeggero e bagaglio). Anche una volta in marcia si può invece regolare l’idraulica sul Hard, Standard e Soft, tenendo presente che ciascuna di queste opzioni ha poi sei diversi livelli di rigidità, per chi ha il palato particolarmente fino. Se questa è la parte più tecnologica, in concreto il reparto sospensioni può contare su una nuova forcella a steli rovesciati da 48 mm con regolazioni separate nei due steli per freno idraulico in estensione e in compressione, mentre al posteriore c’è un monoammortizzatore a sua volta inedito. Anche qui occorre precisare che non si tratta di un sistema di tipo attivo, capace quindi di regolarsi automaticamente in base alle condizioni di guida o del fondo.

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SOVRAPPREZZO GIUSTIFICATO Sempre dotata di serie di borse laterali e con a disposizione un ricco catalogo di oltre una trentina di accessori, la Yamaha FJR 1300 AS è proposta in listino a 19.690 euro, in due colori, nero e marrone metallizzato (manca quindi il grigio, riservato alla FJR base). In moneta sonante sono 2.000 euro in più rispetto alla versione priva di cambiata assistita e di sospensioni a regolazione elettronica. Il gioco vale la candela? Secondo me sì e se girate pagina vi dico perché.

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CONFIDENZA IMMEDIATA Nel 2006 l’assenza della leva della frizione poteva fare un certo effetto ma oggi non è più così: ormai si è capito che quando si aziona il pedale o il bilanciere, un impulso immediato parte e va a comandare l’attuatore che stacca la frizione, permettendo l’innesto dolce della prima. in partenza, poi, sembra che la Yamaha FJR 1300 AS sappia leggere il pensiero del pilota, assicurando partenze dolci e senza il benché minimo sussulto. Che ci si debba muovere in coda nel traffico, esibendosi in surplace trialistiche, o che si debba fare inversione in una stretta strada di montagna, non si ha mai l’impressione che il reparto trasmissione possa fare brutti scherzi: la frizione viene sempre modulata delicatamente, in modo esemplare. Nessuna incertezza anche quando si cerca uno spunto un po’ più brillante, magari per uscire spediti da uno stop: un colpo di gas e la FJR 1300 AS scatta in avanti senza inerzie o esitazioni.

QUESTIONE DI GUSTI Una volta in movimento, poi, è una questione di gusti personali scegliere se cambiare con il piede o con le dita. Se si preferisce andare sul classico, si può contare su passaggi di marcia fluidissimi e puliti. Nel secondo caso, invece, ora che il bilanciere al manubrio è meglio conformato che in passato, si ha la possibilità di usare il piede per lavorare meglio sulla pedana nel misto. Usando pollice e indice, tra l’altro, non si corre il rischio di grattare con lo stivale per terra mentre si va a chiamare una marcia più lunga in un curvone a sinistra. Il rovescio della medaglia è rappresentato da una cambiata leggermente più sonora e da un lieve stacco nella progressione, che non dà comunque alcun fastidio. Un piccolo “tlack” si avverte anche quando ci si affida allo Stop Mode per godere di una scalata automatica che rimetta in prima quando ci si ferma, una comodità utile cui però si può anche rinunciare per non avere sempre accesa nella strumentazione una spia verde a forma d’ingranaggio. E a proposito della prima, è bene prestare attenzione quando ci si ferma in pendenza e si spegne la moto con il pulsante di massa: anche con la marcia inserita, la moto arretra. 

BEN ACCORDATA Ora che l’acceleratore è elettronico, non è più necessario chiudere un pelo il gas quando si cambia; per rendere più omogenee le cambiate, la centralina accorda da sola il regime del motore, abbassando appena il numero di giri quando si sale di marcia e alzando in scalata. In questo frangente, tra l’altro, con un minimo di apprendistato, si riesce anche a esibirsi in una sgasatina che aumenta il gusto nella guida senza creare controindicazioni. Se si pensa che gli ingegneri dei tre diapason si sono dati come obiettivo il fatto di mantenere sui massimi livelli il piacere della guida anche quando si viaggia a passo di fanfara, la loro missione si può dire compiuta.

DETTO E FATTO D’altro canto, non è un mistero che la FJR sia una tra le turistiche dall’impostazione più sportiva. Lo conferma anche la taratura delle sospensioni: il set up Standard è già piuttosto sostenuto e consente di togliersi belle soddisfazioni nel misto senza ulteriori interventi. Nel complesso, comunque, il sistema di regolazione è davvero efficace. Al di là della semplicità con cui si procede a modificare le impostazioni, a ogni configurazione, corrisponde un reale e tangibile cambiamento dell’assetto. Soft, insomma, è sensibilmente più soffice e privilegia in modo evidente l’assorbimento delle buche, mentre la funzione Hard è davvero sostenuta ed è quella da preferire se si vuole guidare forte su un asfalto liscio come un biliardo.

FACCIAMO I CONTI Tirando le somme, le sospensioni a regolazione elettronica sono proprio utili a sfruttare al meglio le doti di trasformismo della Yamaha FJR 1300 AS, pronta a vestire indifferentemente i panni della macinatrice di chilometri così come della mangiacurve. E, quale che sia la condizione d’uso, il cambio YCC-S è solo una comodità in più.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco: Shark Vision R
Gaicca e pantaloni: Rev'it
Guanti: Dainese
Stivali: TCX X-Five Plus Gore Tex 


Pubblicato da Paolo Sardi, 27/05/2013
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