Tuttavia, alla luce dei fatti, rendere del tutto elettrica la seconda generazione della Porsche più venduta del marchio sembra come il classico passo più lungo della gamba. E se il giudizio arriva direttamente da Oliver Blume, ex CEO della casa tedesca e oggi a capo dell’intero gruppo Volkswagen, un fondo di verità può esserci (le parole del CEO su Frankfurter Allgemeine Zeitung).
Quando Macan endotermica era ancora un modello di grande successo, l’elettrificazione era in rampa di lancio e tutto lasciava presupporre ottimi risultati per una versione 100% a corrente. Invece, sappiamo come è andata, con l’avvento delle elettriche che stenta per le note vicissitudini.
Fatta la premessa, la Macan Electric potrà essere criticata per mille motivi come scarsa autonomia, mancanza di motore endotermico e cambio, assenza di rumore (ancor peggio, generato artificialmente) e chissà cos’altro. Ma non certo per il piacere di guidare… in salsa elettrica.
Ho provato la Turbo, la più potente della gamma – “sacrilegio” diranno i puristi – come si fa a chiamare Turbo un… elettrodomestico su quattro ruote? Lascio questo pensiero agli altri, non lo sposo e vi spiego perché.
Forse per i 639 CV e 1.130 Nm di coppia con overboost e Launch Control attivo, che ti danno quel calcio nel di dietro che anche la più pura delle “noveundici” Turbo fatica a darti?
Forse per quella spinta irreale tra 100 e xxx km/h (la massima arriva a 260 km/h…) che ti catapulta nell’iperspazio in 3, 2, 1…
Porsche Macan Electric Turbo: da 0 a 100 orari in 3,3 secondi e punta massima di 260 km/h
Partenze a razzo
Avete presente a quanto equivale 1G? In soldoni, significa che nello scatto da fermo, la Macan elettrica vi fa percepire una pressione pari al vostro peso. Io sfioro i 70 kg e averli sul petto nei primi metri di accelerazione è una sensazione da vivere almeno una volta a bordo di un’auto di serie. Per inciso, lo scatto sullo 0-100 orari è di 3,3 secondi.
O forse, e concludo, per quell’asse posteriore sterzante (si, lo so, è un optional da 1.904 euro) che ai guidatori occasionali può sembrare un giochino inutile, ma se hai un po’ di dimestichezza col volante ti fa sentire meglio il posteriore quando fai un bel passo di montagna in modo un po’ brillante.
Ergo, più piacere di guida e più sicurezza. E comunque, i parcheggi li fate in un fazzoletto d’asfalto. Provare per credere.
Insomma, vi ho spiegato perché il SUV a batterie tedesco mi ha convinto, a prescindere dalle parole di Blume, che condivido perché espresse a ragion veduta: nello scenario di cinque anni fa rendere 100% elettrica la Macan poteva avere un senso, ma che oggi urge di un aggiustamento.
Spoiler: nel 2028 arriverà un modello endotermico che affiancherà il SUV compatto alla spina.
Porsche Macan Electric Turbo: un design contemporaneo e aggressivo
E adesso mi (ri)butto a capofitto sulla Macan Electric di questa prova, che mi è piaciuta fin da subito anche per il suo stile in perfetta filosofia Porsche: sportivo senza esagerare, elegante senza cadere nel banale, contemporaneo quanto basta.
Insomma, per i miei gusti, un design azzeccato, che promette di piacermi a lungo. E se l’impronta stilistica è ispirata alla 911, non ho dubbi sulla longevità del SUV/coupé di Zuffenhausen.
Le giuste proporzioni
In 4,78 metri trovo tutta la verve di una Porsche moderna, con quel muso affilato dove i fari a LED con i quattro segmenti luminosi sono un marchio di fabbrica. E quelle proporzioni compatte, con il tetto che si inclina così bene verso la coda, rapiscono anche l’occhio meno attento. Una porzione, quella posteriore, alta e slanciata, con la lunga barra illuminata che lega virtualmente i due punti luce e regala più muscoli ai fianchi.
Se vogliamo, lo spoiler estraibile “sporca” un po’ la pulizia della linea, ma è un tratto distintivo delle Porsche, utile per generare carico posteriore in velocità. E poi si solleva solo quando serve (oppure attivandolo dall’abitacolo).
E i mega cerchi in lega leggera da 22 pollici non fanno che chiudere un quadro stilistico impattante, che non può lasciare indifferenti. Bella, è bella la Macan Electric Turbo, ma vediamo se lo è anche dentro.
Porsche Macan Electric Turbo: l'abitacolo sportivo ed elegante con la plancia hi-tech
Non mi piacciono gli ambienti scuri e la Macan ha un abitacolo total black. Pazienza, poiché ciò che vedo e tocco bilancia ampiamente l’assenza di interni più vivaci. I sedili sportivi multi-regolabili sono accoglienti e rigidi il giusto, alla tedesca, per non farmi sprofondare come sul vecchio divano di casa.
La posizione appena rialzata regala un bel feeling con l’esterno e posso registrare finemente cuscino e schienale per adattarli al mio corpo. In più, qui ci sono ventilazione (optional a 928 euro) e riscaldamento. Insomma, comfort in tutte le stagioni.
Porsche Macan Electric Turbo: sedili anteriori a regolazione elettrica sostenuti ma accoglienti
Comodi davanti, dietro un po’ meno
Bene lo spazio davanti, mentre dietro è meglio in due che in tre per la mancanza di qualche centimetro per ginocchia e testa. Poi, l’accesso è limitato dalla ridotta apertura delle portiere e dal taglio discendente del padiglione.
Ottima la climatizzazione, che su questa Macan è a quattro zone, ma se devo trovare un difetto, ho notato la scarsa visibilità posteriore. Tetto discendente, lunotto piccolo e coda alta non sono d’aiuto. Meglio usare le telecamere di parcheggio.
Nessun problema per il carico dei bagagli che possono contare su un baule da 480 a 1.288 litri a cui si aggiungono 84 litri del vano anteriore. Insomma, il weekend in quattro è salvo.
Porsche Macan Electric Turbo: bagagliaio da 480 a 1.488 litri e vano anteriore da 84 litri
Dove Porsche punta forte è sulla connettività di bordo. Oggi, la Macan Electric mi propone un menù tristellato. Quindi, abbiamo quadro strumenti da 12,6”, touchscreen centrale da 10,9” e schermo per il passeggero da 10,9” (optional a 1.525 euro) per l’accesso alle funzioni di navigazione e infotainment.
Non mancano all’appello, i servizi online anche tramite app, una piastra di ricarica wireless per il telefono, prese USB, l’assistente vocale e tutte le funzioni di gestione del SUV come pianificazione delle soste di ricarica, programmazione delle ricariche notturne/diurne o semplice preparazione di un viaggio con alert in caso di necessità.
Porsche Macan Electric Turbo: il display dell'infotainment e quello da 10,9'' per il passeggero
Infotainment facile da usare
Il tutto gestito anche dal display centrale, che offre una interazione uomo-macchina piuttosto semplice ed efficace grazie alle icone preinstallate.
Mi piace che in tutta questa profusione di tecnologia a sfioramento siano rimasti i comandi fisici per il volume della radio e il climatizzatore, che sulla console centrale sono ben miscelati a comandi con feedback aptico.
Forse non spenderei oltre 2.200 euro per l’head-up display con realtà aumentata. Proietta sul parabrezza le indicazioni sovrapposte al mio campo visivo, ma il navigatore in plancia funziona alla perfezione.
Il livello 2 lo devi pagare
Semmai, avrei messo quei soldi per implementare gli ADAS, che comprendono di serie un pacchetto molto ricco, ma per arrivare al livello 2 della guida semi-autonoma bisogna sommare il cruise control adattivo e il Drive Assist che aiuta in autostrada, due accessori che insieme fanno circa 2.500 euro.
Porsche Macan Electric Turbo: un bel piacere di guida per prestazioni e bilanciamento
Prese le misure alla Macan Electric Turbo da fermo, è ora di muoversi e adesso inizia la parte più piacevole della prova. Premetto che il SUV tedesco è il più performante della gamma. Infatti, i suoi due motori elettrici, che assicurano la trazione integrale, regalano qualcosa come 430 kW, ovvero 584 CV. Ma, come accennato, la potenza arriva fino alla bellezza di 470 kW (639 CV) per 1.130 Nm di coppia massima con la funzione overboost ingaggiata dal launch control.
E poi ci sono il differenziale autobloccante elettronico, il telaio a controllo attivo, le sospensioni pneumatiche e i quattro Drive Mode per scegliere il carattere della Macan EV.
Porsche Macan Electric Turbo: sa essere agile nel guidato nonostante quasi 2.500 kg di peso
Ti dà la scossa giusta
Quindi, profilo Sport Plus, piede sinistro sul freno, un bel pestone sull’acceleratore e via, l’iperspazio è a portata di mano. Raro provare una sensazione di pressione tale nei primi metri di accelerazione. L’ho detto prima, lo ribadisco adesso: una performance del genere va provata almeno una volta nella vita.
Ma non mi fermo alla forza di 1G che preme sul corpo, sarebbe troppo riduttivo e, ammetto, dopo un tot di partenze mi sono abituato.
Sa essere agile quando serve
Vado oltre per raccontare che la Macan, nel suo essere un SUV elettrico, offre molto di più. Ho detto SUV elettrico, cioè qualcosa di mai così lontano dall’immaginario collettivo del puro piacere di guida. Zero rumore, zero cambi marcia, zero emozioni. No, non del tutto.
Potenza e trazione, unite a un baricentro abbassato dalla batteria da 100 kWh nel pianale e a uno sterzo affilato quasi come quello di una 911 fanno ricredere sullo scetticismo iniziale.
Attenzione, non sono un pilota, ma nemmeno un “rookie”. So cosa significa “piacere di guida” o “sportività”. Concetti che associo a ben altri veicoli. Tuttavia, la Macan Electric Turbo impressiona.
Sullo sprint mozzafiato non ci torno, della sua esuberanza fra le curve di una strada vuota mi piace ricordare l’ottima precisione dell’avantreno, la sensazione di sicurezza in appoggio e la capacità di percorrere una traiettoria con rigore nonostante un peso che sfiora i 2.500 kg (questo sì, che è tanto) e di pneumatici invernali.
Porsche Macan Electric Turbo: autonomia dichiarata fino a 551 km ma con il piede leggero
Tecnologia al servizio della guida
Sarà l’asse posteriore sterzante, sarà l’esplosione di potenza fuori da un tornante o per un sorpasso, sarà il complesso molto ben bilanciato, sarà l’impianto freni potente e instancabile su strada, ma questa Macan elettrica riesce (quasi) a far svanire la massa che si porta dietro ed è riuscita a convincermi. Io, che con le auto a batteria ho poca confidenza...
E nel traffico non posso che apprezzare la leggerezza del volante usando la modalità Normal e la capacità di liberarsi rapidamente da una coda: basta un colpetto sul pedale destro… La protagonista del test ha anche la modalità Off-Road che alza l’assetto e la predispone per affrontare percorsi fuoristrada.
Porsche Macan Electric Turbo: la presa di ricarica DC con capacità fino a 270 kW
La riserva energetica va calibrata
Tutto bene, quindi? No, perché i consumi di energia sono lontani dai dati della scheda tecnica. Per esempio, non sono mai riuscito a toccare in città meno di 22,6 kWh/100 km (Porsche dichiara fino a 16,2 kWh/100 km) oppure in autostrada sono arrivato a 29,5 kWh/100 km.
La batteria da 95 kWh netti, che si ricarica in DC fino a 270 kW (AC fino a 22 kW) e in 21 minuti recupera dal 10% all’80%, dovrebbe assicurare fino a 551 km di autonomia, ma la realtà dei fatti è che con il 100% di carica il computer non ha mai segnalato più di 380 km. Forse dovevo usare il piede leggero come una piuma, ma come si fa con una Macan Turbo?
Porsche Macan Electric Turbo: al vertice della gamma con prezzo ''base'' da oltre 122.000 euro
Il listino, invece, non è una sorpresa in negativo (guarda homepage e configuratore Porsche). Se volete mettere in garage una Porsche – anche elettrica – sapete cosa vi aspetta. La Macan Turbo attacca a poco più di 122.000 euro, quella del mio test drive sfiora i 145.000 euro. Tanti soldi, ma il brand è prestigioso e il fascino di guidare una Porsche, vi assicuro, non stanca mai. Meglio una 911, non c’è dubbio, ma anche questa Macan si fa rispettare. Cosa ne dite?