Opel Astra capitolo due. Dopo il debutto nel 2021 la compatta tedesca si è data una bella rinfrescata al look e ha fatto passerella sotto i riflettori del Salone dell’auto di Bruxelles a inizio 2026, Emanuele l’ho vista da vicino e ce l’ha presentata con un video sul nostro canale YouTube.
Ma in realtà l’Astra in versione hatchback e Sports Wagon si era mostrata nella sua inedita veste prima del gran galà in Belgio (leggi le prime info su Opel Astra 2026).
Adesso è il mio turno di toccarla con mano e analizzare come e dove è cambiata rispetto a prima. Vi racconto cosa mi ha convinto e cosa meno della nuova Astra 2026, che prosegue una storia di modelli compatti lunga 90 anni e che ha dato vita fino a oggi a qualcosa come 25 milioni di esemplari.

Design evoluto e contemporaneo
Attacco dallo stile che, secondo me, si evolve in maniera coerente, senza stravolgere un look moderno e già ben riuscito. Il nuovo frontale è più sfuggente con fari sottili dove 51.200 punti luce dei Matrix LED diventano i protagonisti di una illuminazione ancora più efficace e modulabile. Pensate che possono creare un cono d'ombra anche sui cartelli stradali, in modo che il riflesso al buio non dia fastidio al guidatore.

Addio cromature, benvenuta luce
Ma davanti, eliminate tutte le cormature, spicca il gioco di luce creato da Opel Vizor, la mascherina nera, più stretta e definita, con le sottili barre luminose che convergono sul logo del Blitz, adesso illuminato, che diventa il punto focale del design, richiamando la Corsa GSE Vision Gran Turismo (guarda Opel Corsa GSE Vision Gran Turismo).
Ora che l’ho vista da vicino ammetto che mi piace questo nuovo design, peraltro ispirato al SUV Grandland (leggi la prova di Opel Grandland). Il profilo resta sostanzialmente identico se non per nuovi cerchi in lega leggera da 18” e 19”, mentre la coda segue l’aggiornamento con una firma luminosa più attuale.

Gli interni sembrano uguali ma non lo sono
Dentro, la Opel Astra restyling sembra non cambiare dalla m.y. 2025, eppure ci sono piccoli dettagli che puoi scorgere subito se hai un occhio allenato. Avendo guidato la precedente versione, scopro che adesso i sedili anteriori IntelliSeat sono di serie su tutta la gamma. Si tratta di un piccolo, ma furbo, sistema con un leggero incavo al centro del cuscino che permette di alleggerire la pressione sul fondoschiena.

Sembra la classica trovata di marketing, ma dopo ''millemila'' chilometri seduti apprezzerete il minore affaticamento delle parti basse che saranno meno intorpidite, provare per credere.
Se non vi basta questa soluzione, potete scegliere i più sofisticati sedili AGR con rivestimenti ReNewKnit, riscaldamento a più stadi, supporto lombare elettro-pneumatico, massaggio e memoria.

Insomma, parlo di un comfort da ammiraglia (o quasi) su un’auto lunga 4,37 metri (4,64 metri la SW). E a proposito di abitacolo, nell’ottica della Greenovation Opel, nuova Astra porta a bordo rivestimenti composti al 100% da materiale riciclato. Un occhio di riguardo per l’ambiente non guasta mai.
Piccoli dettagli rivedibili
Se posso fare una critica, sono rimaste un po’ di plastiche rigide a vista e sottomano. Avrei preferito un upgrade anche qui, magari con materiali più soffici o rivestimenti in leggero tessuto nelle zone più esposte.

Infine, sia l’hatchback sia la Sports Tourer mantengono la loro impronta funzionale. Con i sedili posteriori abbassati, il baule della berlina va da 422 a 1.339 litri di capacità di carico (352/1.268 litri la PHEV), mentre la station wagon va da 598 a 1.634 litri, grazie allo schienale frazionabile 40:20:40 (516/1.553 litri la PHEV).

Infotainment più fruibile
Lato hardware, l’infotainment resta tutto uguale a prima con il quadro strumenti curvo “Pure Panel”, che raccoglie sotto un’unica superficie a vetri i due display fino a 10” per cruscotto e sistema multimediale. Il software è stato aggiornato per offrire una resa grafica più intuitiva e facilitare il dialogo uomo-macchina.

Ovviamente, spazio a connettività per la gestione dei servizi di bordo, navigazione online e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto wireless.
Per la sicurezza, Opel non scende a compromessi e aggiunge la telecamera per il rilevamento dell'attenzione del guidatore sul montante sinistro, oltre a garantire di serie o in opzione tutti gli assistenti fino al livello 2 della guida semi autonoma.

Plug-in ed elettrica sono più efficienti
Avevo qualche dubbio su questo restyling poiché mi sembrava poco funzionale: la prima “nuova” Astra mi aveva convinto sotto diversi aspetti, anche quello della guida. Quindi, devo fare piccola ammenda poiché dal punto di vista dello stile, del comfort e della tecnologia ha fatto un bel progresso.
Non posso giudicare la dinamica visto che si tratta di un’anteprima statica. Ma la Casa di Russelsheim ha già dichiarato che una moderata evoluzione delle motorizzazioni. La gamma è ampia e spazia fra mild-hybrid da 145 CV, plug-in hybrid da 196 CV, diesel da 131 CV e 100% elettrica da 156 CV.
L'ibrida alla spina passa a una batteria da 17,2 kWh per un'autonomia EV che cresce a 83 km. Numeri che fanno il paio con la nuova funzione V2L (Vehicle to Load) per ricaricare o alimentare attrezzature sportive come una e-bike oppure piccoli elettrodomestici con l'energia residua.
In un secondo momento sarà disponibile anche la funzione Plug&Charge, che consentirà di collegare l'auto alla colonnina di ricarica senza tessere o applicazioni.
L'Astra Electric, invece, è stata aggiornata con una batteria più efficiente e un’autonomia che da 418 km sale fino a 454 km.

Tre allestimenti, otto colori e prezzi in primavera
La nuova Opel Astra è disponibile nelle versioni Edition, GS e Ultimate, in otto colorazioni di cui l'inedito verde delle immagini in esclusiva per la wagon ST. I prezzi saranno disponibili dalla primavera, sotto data di lancio e a maggio inizieranno le consegne. Per adesso la nuova Opel Astra mi ha convinto più del modello uscente, non resta che (ri)provarla su strada e fare un quadro più approfondito rispetto al modello uscente.









