Prova su strada
MV Agusta Turismo Veloce 800

MV Agusta Turismo Veloce 800

La MV Agusta Turismo Veloce 800 è una globetrotter dal passo svelto. Facile e docile, soddisfa anche i piloti smaliziati. Peccato solo che il prezzo sia un po' salato... Guarda il video
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Autore:
Paolo Sardi

NOMEN OMEN A volte capita che le Case motociclistiche battezzino i loro modelli con sigle astruse o nomi di fantasia, che non dicono molto sulle moto che li portano. Questo non è però certo il caso della MV Agusta Turismo Veloce 800: con lei Giovanni Castiglioni & Co. giocano a carte scoperte, svelando subito quale sia la destinazione d’uso.

PHYSIQUE DU ROLE E che la MV Agusta Turismo Veloce 800 sia una globetrotter dal passo svelto si può anche capire al primo colpo d’occhio e senza nemmeno essere grandi fisionomisti. A mettere in chiaro le cose è in primis il cupolino appuntito, che mostra come la Turismo Veloce sia parente stretta delle varie F3 e F4. La scena è dominata da un faro romboidale, una sorta di gene dominante nella stirpe varesina, qui dotato di tecnologia full Led, e a sormontare il tutto c’è un furbo parabrezza che si regola facilmente con una mano e con un’escursione di 60 mm.

CHE LATO B! Spostando pian piano lo sguardo verso la coda si trovano il serbatoio da 22 litri e una bella sella a due piani. Quest’ultima è appoggiata a un telaietto ausiliario molto filante e reso visivamente ancor più leggero da una finestratura sotto la porzione del passeggero. A vederlo così esile, non si direbbe mai che trovi il suo completamento ideale in due borse da 30 litri ciascuna, progettate con grandissima attenzione dai tecnici MV e capaci di serbare sorprese neanche fossero degne di Mary Poppins. Nonostante siano entrambe in grado di contenere un casco integrale, sporgono infatti pochissimo dalla sagoma, tanto che la larghezza massima nella zona posteriore è di soli 84 cm, un vero record.

PASSO CORTO Spogliata idealmente di queste sovrastrutture, la MV Agusta Turismo Veloce mostra di avere molto in comune con le altre 800 della Casa, anche se qui tutto è rivisto e accordato pur un impiego più tranquillo (tutto è relativo...). La moto si presenta molto corta e compatta (l’interasse è di soli 1.460 mm, altro valore best in class, e l’avancorsa è di 109 mm) ed ha come scheletro un telaio a struttura mista, con una parte in tubi d’acciaio integrata da piastre in alluminio. Il quadro è completato da una forcella upside down da 43 mm e da una sospensione posteriore monobraccio che agisce su un monoammortizzatore attraverso un'articolazione progressiva. Sulla versione base il pilota può regolare precarichi e freni idraulici, mentre sulla Turismo Veloce Lusso  è una centralina a occuparsi del tutto, gestendo in modo intelligente lo smorzamento a seconda del set up scelto.

UN CUORE GENEROSO Il cuore di questa MV è invece il noto tre cilindri ripensato per diventare un turista… non per caso. I motoristi hanno scelto per lui nuovi pistoni e alberi a camme inediti, con alzate e fasatura specifiche, che, assieme a un’elettronica tarata ad hoc, fanno scendere la potenza massima a “soli” 110 cv. Il tutto va a vantaggio della coppia, che cresce del 15% rispetto alle sorelle, per un picco di 83 Nm a 8.000 giri, il 90% dei quali sempre disponibili dai 3.500 ai 10.000 giri, e della riduzione dei consumi (si parla di un -20%).  A fargli da spalla c’è un cambio a sei marce elettroassistito con il sistema MV EAS 2.0, che permette di cambiare marcia senza usare la frizione dai 30 km/h in su, anche in scalata.

CHIP AL POTERE Quanto menzionato finora è però solo una minima parte del “sistema nervoso” della MV Agusta Turismo Veloce 800, una moto che vede i chip fare da prezzemolo quasi in ogni capitolo della scheda tecnica. Il motore dispone di quattro mappe: Sport, che fa viaggiare a tutta forza, Touring, con potenza  ridotta a 90 cv, Rain, da 80 cv, e Custom, che permette al guidatore di cucirsi addosso la moto come un abito di sartoria. Come? Variando per esempio anche la modalità d’intervento del limitatore (due livelli), la sensibilità del comando del gas (tre modalità), il freno motore (due livelli), oltre alla risposta del motore e la curva di coppia (due livelli). A fare da contorno c’è  poi il controllo della trazione, che propone 8 logiche d’intervento ed è anche disattivabile, come pure l’Abs.

HIGH-TECH La piattaforma che gestisce il tutto è chiamata MVICS 2.0 (Motor & Vehicle Integrated Control System) e utilizza come interfaccia uno schermo TFT a colori da 5 pollici che rimpiazza la tradizionale strumentazione, fornendo un mare di informazioni (solo prima vista messe lì un po’ alla rinfusa). Per navigare all’interno dei vari menù (la cosa è più semplice di quanto si possa immaginare) si deve utilizzare un comando sul blocchetto elettrico di sinistra, mentre tutto il sistema può dialogare con altri dispositivi (fino a 9) con collegamento Bluetooth e può essere corredato da un GPS.

DUE, ANZI TRE Le versioni che compongono il listino della MV Agusta Turismo Veloce 800 sono due. Quella base costa 15.990 euro e offre di serie anche il cruise control, mentre la Lusso viene 17.790 e mette sul piatto, accanto alle già citate sospensioni elettroniche, il cavalletto centrale e le manopole riscaldabili. Le borse sono sempre optional tranne che per i primi 200 esemplari della serie speciale Edition1, equipaggiata anche di navigatore Garmin Zumo 390. Tra gli altri accessori vanno ricordati il bauletto, la sella comfort, il parabrezza maggiorato, faretti supplementari e la sella comfort. E ora è il momento di girare pagina e di scoprire come se la cava su strada la Turismo Veloce.

COSA HO INDOSSATO

Casco AGV K5 Al di là dell’aspetto quasi futuristico e della forma slanciata, l’AGV K5 non è un casco racing, bensì da turismo veloce, con la sua brava chiusura a doppio anello. La calzata è comoda e l’imbottitura aderisce bene alla testa, senza dare alcun fastidio, neanche dopo ore e ore di viaggio, nelle quali si possono apprezzare pure la praticità del visierino parasole integrato e la silenziosità. Il campo visivo è ampio, specie sui lati, mentre la ventilazione è buona solo nella parte superiore.

Giacca DAINESE CARVE MASTER GORE-TEX La giacca Dainese Carve Master Gore-Tex è un vero capo quattro stagioni, che permette di affrontare ogni condizione meteo. Perfetta per chi fa lunghi viaggi a diverse latitudini, è ottima anche per chi vuole un prodotto di qualità, che lo accompagni 365 giorni l’anno, grazie alla fodera termica e al colletto imbottito asportabili. Le molte regolazioni permettono alla giacca di aderire al corpo in ogni configurazione, mentre grazie a pratiche prese d’aria si riesce a stare bene anche nelle giornate torride. Da lode anche il numero delle tasche, mentre a dare un’idea di prodotto di grande qualità provvedono anche la presenza di inserti in pelle e di altri rifrangenti.

Pantaloni DAINESE TRAVELGUARD GORE-TEX I pantaloni Dainese Travelguard Gore-Tex sono un capo tecnico dedicato a chi fa turismo veloce, anche a lungo raggio. La loro vestibilità è regular e, per adattarsi meglio al corpo, dispongono di regolazione con velcro in vita. Come già dice il nome, l’asso nella manica – anzi nella gamba, in questo caso – è rappresentato dalla membrana Gore-Tex, traspirante e impermeabile, mentre a proteggere dal freddo in inverno c’è un’imbottitura trapuntata. Non mancano le protezioni rigide sulle ginocchia e quelle morbide sui fianchi, che non ostacolano i movimenti.

Guanti DAINESE ERGOTOUR GTX X-TRAFIT I guanti Dainese Ergotour GTX X-Trafit sono pensati per il turismo ma si dimostrano adatti anche a un impiego sportiveggiante. Ciò grazie alle protezioni sulle nocche, sulle articolazioni delle dita e all’ampio ricorso a pelle di qualità, alternata al tessuto Microelastic, che ne esalta la vestibilità. L’imbottitura li rende adatti alle giornate fredde ma la traspirabilità della membrana interna permette l’impiego anche nella mezza stagione. 

Stivali DAINESE TRQ TOUR GORE-TEX Gli stivali Dainese TRQ-Tour Gore-Tex sono pensati per un impiego sport-touring, dato che assicurano una buona sensibilità nella guida, sono comodi e tengono il piede asciutto in ogni situazione. Il gambale è di altezza media e la sua ampiezza è regolabile, grazie a un doppio inserto in velcro ai lati della cerniera posteriore. Molte soluzioni di sicurezza sono riprese dai modelli sportivi, come il sistema antisupinazione D-Axial con scafo in TPU e il puntale e il sottopiede in nylon. 

COME VA Con una sella piazzata a 85 cm da terra, la MV Agusta Turismo Veloce 800 sembra sulla carta vestire meglio chi è di altezza superiore alla media. I suoi fianchi snelli aiutano però anche chi non è di gamba lunga a trovare un appoggio abbastanza saldo nelle manovre da fermo. Per i fantini, magari, la situazione può complicarsi solo al momento di fare salire a bordo l’eventuale passeggero. Quest’ultimo, infatti, alloggia comodo ma al piano rialzato e per raggiungere la sua postazione deve per forza usare la sua pedana come gradino, a meno che non abbia le gambe e la passione per il teakwondo di Ibrahimovic.

IN EQUILIBRIO Una volta completate le fasi d’imbarco, ci si trova seduti in una posizione molto naturale, con una perfetta triangolazione tra seduta, manubrio e pedane, insolitamente avanzate per una MV. Con la postura corretta, si è nelle condizioni ideali per sfruttare al meglio l’ottimo bilanciamento della Turismo Veloce quando ci si muove a passo d’uomo. Aiutati dalla grande regolarità del motore sin dai regimi più bassi, ci si può esibire in passaggi quasi trialistici nelle inversioni sulle strade di montagna, così come nel traffico più congestionato, dove la presenza delle borse rappresenta un problema più psicologico che reale, visto il loro ingombro ridottissimo.

MISSIONE COMPIUTA Con il passare di chilometri, la MV Agusta Turismo Veloce 800 impressiona per facilità e docilità. L’obiettivo della Casa era fare una moto adatta a tutti, capace di conquistare anche chi ha sempre guardato con diffidenza alla gamma varesina, considerando i vari modelli troppo sportivi e impegnativi. La Turismo Veloce raggiunge perfettamente lo scopo e lo fa senza rinunciare nemmeno al temperamento di famiglia, tanto nel look quanto nel comportamento stradale. Molto semplicemente lima gli spigoli del carattere di certe sorelle, per farsi meno ruvida e più amichevole.

SENZA STRESS Grazie anche al peso a secco di soli 191 kg, la maneggevolezza, per esempio, resta sempre buona e l’impegno psicofisico richiesto dalla guida rimane minimo in ogni situazione. C’è da trotterellare in città? Il motore non fa una piega e non strappa nemmeno se gli si chiede di riprendere in sesta da meno di 50 all’ora. Se si pensa che di criticabile c’è solo il calore emanato dal Tre Pistoni, s’inizia a capire bene di che pasta sia fatta la Turismo Veloce...

METAMORFOSI La tuttofare lombarda è però pronta a svestire i panni dell’agnellino per svelare quelli da lupacchiotta non appena l’orizzonte si allarga e le curve incalzano. Che il misto sia stretto o più veloce, cambia poco: la Turismo Veloce è depositaria di un grande equilibrio, che le permette di disegnare le traiettorie come se leggesse nel pensiero di chi guida, finendo per mettere sistematicamente le ruote proprio là dove vuole il pilota.

LASCIA (S)CORRERE L’unica accortezza da adottare è quella di non forzare troppo le staccate. La taratura delle sospensioni è un ottimo compromesso che però ha molto a cuore il comfort e, frenando tardi e forte, s’innesca un trasferimento di carico importante, che alleggerisce il retrotreno e può rendere laboriosa la fase d’inserimento. Lo stile di guida più redditizio da adottare è invece quello che lascia la moto libera di scorrere con un assetto più neutro, quello che dovrebbero assicurare sempre le sospensioni elettroniche alla versione Lusso, non ancora disponibile al momento della prova. In ogni caso la geometria della Turismo Veloce è azzeccata e fa sì che la moto lasci ampio margine di manovra per cambiare la linea impostata, anche quando ci si trova a forti inclinazioni.

DELLA STESSA PASTA Il motore è sulla stessa lunghezza d’onda della ciclistica. Ai bassi, come accennato, ha un’erogazione fluida e lineare, che s’irrobustisce poco sopra i 3.000 giri. Da qui in poi il tiro è vivace e costante, tanto che non si sente praticamente mai la necessità di tirare le marce al limitatore. Basta allungare quel tanto che basta per far sì che, dopo la cambiata (rapidissima), il contagiri si trovi ancora sopra i 4.000 giri per fare tanta strada snocciolando una marcia dopo l’altra, senza fatica apparente per la meccanica. Tuttavia, se si insiste con l’acceleratore, il tre cilindri non dimentica le sue origini sportive e sale di giri con cattiveria e un sound molto gradevole.

SU MISURA L’elettronica dà la possibilità di regolare in modo molto fine il rendimento del motore, per trovare la massima affinità di coppia con la moto. Parlando delle configurazioni predefinite, personalmente mi sono trovato molto bene con la mappa Touring, il cui set up generale è quello che meglio si sposa con una condotta pulita. Con un po’ di tempo a disposizione, però, sono certo che sia anche stimolante sfruttare tutte le potenzialità della Custom per avere una moto regolata a proprio gusto e piacimento.

OOOPS Arrivato a questo punto mi rendo conto di aver dato tanto peso all’aggettivo Veloce e di aver parlato poco di Turismo, come se questa fosse una MV qualsiasi. Invece non bisogna sottovalutare la capacità di questa moto di macinare chilometri. Forcella e mono filtrano abbastanza bene le sconnessioni e il cupolino protegge dignitosamente già nella posizione bassa. In quella più alta, poi, mette busto e testa al riparo dalla pressione dell’aria fino a velocità da ritiro immediato della patente. Giudizio sospeso, invece, sulle vibrazioni, ben avvertibili a livello della sella sull’esemplare grigio testato ma non su quello rosso.

FACCIAMO I CONTI In definitiva la MV Agusta Turismo Veloce 800 si rivela validissima e rispecchia la definizione data di lei dalla Casa, quella cioè di emotional touring, una moto che non disdegna i viaggi ma gratifica molto anche nella guida. Facile e versatile, è forse la prima vera MV per tutti, per chi non ha grande esperienza tra le media cilindrate così come per i piloti più smaliziati. Peccato che non lo sia però anche sotto il profilo economico: il suo prezzo la colloca infatti nella fascia premium del mercato, fuori dalla portata di molte tasche, anche se a giustificare in parte la spesa ci sono soluzioni tecniche raffinate e allestimenti completi.

COSA HO INDOSSATO

Casco AGV K5 Al di là dell’aspetto quasi futuristico e della forma slanciata, l’AGV K5 non è un casco racing, bensì da turismo veloce, con la sua brava chiusura a doppio anello. La calzata è comoda e l’imbottitura aderisce bene alla testa, senza dare alcun fastidio, neanche dopo ore e ore di viaggio, nelle quali si possono apprezzare pure la praticità del visierino parasole integrato e la silenziosità. Il campo visivo è ampio, specie sui lati, mentre la ventilazione è buona solo nella parte superiore.

Giacca DAINESE CARVE MASTER GORE-TEX La giacca Dainese Carve Master Gore-Tex è un vero capo quattro stagioni, che permette di affrontare ogni condizione meteo. Perfetta per chi fa lunghi viaggi a diverse latitudini, è ottima anche per chi vuole un prodotto di qualità, che lo accompagni 365 giorni l’anno, grazie alla fodera termica e al colletto imbottito asportabili. Le molte regolazioni permettono alla giacca di aderire al corpo in ogni configurazione, mentre grazie a pratiche prese d’aria si riesce a stare bene anche nelle giornate torride. Da lode anche il numero delle tasche, mentre a dare un’idea di prodotto di grande qualità provvedono anche la presenza di inserti in pelle e di altri rifrangenti.

Pantaloni DAINESE TRAVELGUARD GORE-TEX I pantaloni Dainese Travelguard Gore-Tex sono un capo tecnico dedicato a chi fa turismo veloce, anche a lungo raggio. La loro vestibilità è regular e, per adattarsi meglio al corpo, dispongono di regolazione con velcro in vita. Come già dice il nome, l’asso nella manica – anzi nella gamba, in questo caso – è rappresentato dalla membrana Gore-Tex, traspirante e impermeabile, mentre a proteggere dal freddo in inverno c’è un’imbottitura trapuntata. Non mancano le protezioni rigide sulle ginocchia e quelle morbide sui fianchi, che non ostacolano i movimenti.

Guanti DAINESE ERGOTOUR GTX X-TRAFIT I guanti Dainese Ergotour GTX X-Trafit sono pensati per il turismo ma si dimostrano adatti anche a un impiegosportiveggiante. Ciò grazie alle protezioni sulle nocche, sulle articolazioni delle dita e all’ampio ricorso a pelle di qualità, alternata al tessuto Microelastic, che ne esalta la vestibilità. L’imbottitura li rende adatti alle giornate fredde ma la traspirabilità della membrana interna permette l’impiego anche nella mezza stagione. 

Stivali DAINESE TRQ TOUR GORE-TEX Gli stivali Dainese TRQ-Tour Gore-Tex sono pensati per un impiego sport-touring, dato che assicurano una buona sensibilità nella guida, sono comodi e tengono il piede asciutto in ogni situazione. Il gambale è di altezza media e la sua ampiezza è regolabile, grazie a un doppio inserto in velcro ai lati della cerniera posteriore. Molte soluzioni di sicurezza sono riprese dai modelli sportivi, come il sistema antisupinazione D-Axial con scafo in TPU e il puntale e il sottopiede in nylon.


TAGS: prova su strada prove moto 2015 MV Agusta turismo veloce 800

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