Prova fuoristrada
Beta Enduro 2016

Beta Enduro 2016

Molte le novità per le Beta Enduro 2016. L'intera gamma a quattro tempi ha ora l'iniezione elettronica, mentre quella a due tempi riceve il miscelatore.
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Autore:
Paolo Allegra

MODELLI 4T
UNA PER TUTTI La gamma BETA RR Enduro MY2016 si rinnova in modo profondo. La principale novità è l’arrivo del sistema di iniezione elettronica su tutti i motori a quattro tempi quale che sia la loro cilindrata. L’iniezione, già introdotta sul modello 350 2015, manda definitivamente in pensione l’alimentazione a carburatore, grazie alla sua ormai sperimentata affidabilità e facilità di gestione.

SEMPRE A PUNTO Il sistema è il collaudato Synerject, con un corpo farfallato da 42 mm di diametro. L’iniezione elettronica assicura un preciso controllo della carburazione in ogni condizione di utilizzo: la miscela aria-benzina viene calibrata a qualsiasi altitudine, grazie a un misuratore di temperatura e a uno di pressione. È stato inoltre adottato uno stepper motor montato sul corpo farfallato, grazie al quale è sempre assicurato un accurato regime minimo di rotazione e viene ridotto sensibilmente il freno motore.

DI BENE IN MEGLIO A fare da contorno al piatto forte del MY2016 ci sono altre varie novità, tutte studiate con lo scopo di migliorare ulteriormente l’erogazione e permettere di sfruttare maggiormente la potenza del propulsore. Ecco dunque così nuovi condotti di aspirazione per i modelli 430 e 480, che hanno un flusso ottimizzato per una migliore coppia e potenza. La camma di scarico del 480 ha poi un nuovo profilo, sempre per una erogazione più lineare e fruibile. 

A BRIGLIE SCIOLTE Il limitatore del 350 è ora tarato per tirare i remi in barca a 13.000 giri/min (contro i precedenti 12.500 giri/min), per assicurare un maggiore allungo. I pistoni delle versioni 350 e 390 hanno inoltre nuovi anelli raschia olio con trattamento DLC, utili a ridurre l’attrito e il consumo di lubrificante. La valvola di pressione dell’olio monta una nuova molla, che risente meno delle alte temperature e riduce le variazioni di pressione nel circuito. La leva di arresto marcia, dal canto suo, ha un nuovo rullo in alluminio, che riduce le masse in movimento durante la cambiata e l’usura sulla camma di arresto marcia.

DIETA FERREA La bulloneria in alluminio rimpiazza quella in acciaio del motore, a vantaggio di una riduzione del peso. La protezione del motore, in materiale plastico come sul 2T, è realizzata in poliammide di ultima generazione, che combina forte resistenza agli urti con una grande leggerezza, offrendo inoltre una maggiore protezione all’ingresso del fango tra motore e protezione stessa. 

TALE E QUALE Il telaio è derivato dal modello Racing 2015, con i due tubi principali di collegamento al cannotto maggiorati e realizzati con sezione rettangolare, in acciaio al Cromo-Molibdeno. Questa geometria permette di ottimizzare le rigidezze sui vari assi, per una maggiore stabilità e precisione nella guida. Il nuovo manubrio ha una piega più bassa, che permette un migliore trasferimento di carico all’anteriore in ingresso curva, fornendo al tempo stesso il massimo controllo e una grande sensibilità.

ELDORADO La forcella, sempre firmata Sachs e con steli da 48 mm, è aggiornata nel flusso dell’olio in ingresso e in uscita della cartuccia, che ora è totalmente gestito dalle lamelle in acciaio armonico. La grande novità estetica sono i foderi forcella che adottano un elegante anodizzazione color oro. È inoltre migliorata la guida della molla principale nella zona di appoggio sulla cartuccia, riducendo in questo modo gli attriti e rendendo il movimento della forcella più fluido.

TUTTO SOTTO CONTROLLO La strumentazione si aggiorna a sua volta e integra le spie di livello carburante e di diagnosi del sistema di iniezione elettronica. Il serbatoio benzina è bianco e permette un’ottima percezione del livello di carburante in qualsiasi situazione. Le grafiche mantengono i colori classici di Beta, ma adottano linee più essenziali che danno un maggiore slancio e grinta alla moto. 

MODELLI 2T
IL MIX PERFETTO La grande novità della gamma Beta RR Enduro 2T 2016 è invece l’adozione, su tutte le cilindrate, del miscelatore, già introdotto nel 2015 sulla X trainer. Oltre a garantire una perfetta miscela di benzina-olio in qualsiasi condizione di utilizzo e regime di rotazione, il miscelatore risolve il problema di dover preparare la miscela e avere sempre con sé una scorta di olio in caso di rifornimento. La miscelazione è gestita da una centralina elettronica con controllo integrato di miscelatore e motore, capace di dosare l’olio in funzione dei giri del motore e del carico motore rilevato dal TPS (Throttle Position System).

LA MAPPA DEL TESORO Per quanto riguarda i motori della 250 e della 300, sono nuove le mappature delle centraline. In entrambi i casi migliorano le capacità di allungo e viene ottimizzata la generosa curva di potenza e coppia che caratterizza i propulsori 2T. Sul motore 250 diverse modifiche interessano l’altezza dei travasi del cilindro, la geometria della testa e la taratura della valvola allo scarico. L’intervento porta un incremento di prestazioni ai bassi e medi regimi, rendendo il motore più lineare e corposo e garantendo un’estrema facilità di guida.

QUESTIONE DI TESTA Il telaio ha un nuovo attacco ammortizzatore microfuso, che integra anche l’attacco testa di nuova concezione. Ne deriva una maggiore rigidezza, che si traduce poi in una maggiore fluidità di guida. Anche i modelli 2T subiscono migliorie al pacchetto sospensioni, beneficiando degli stessi interventi descritti sopra per le 4T. Il contachilometri si aggiorna e integra le spie di livello carburante e di diagnosi del sistema di miscelazione separata. Così come per le 4T, anche le 2T sono dotate di serbatoio benzina bianco, nuove grafiche e nuovi foderi forcella di color oro.

MODELLI 4T
DAMMI DEL TU Un punto fermo dell’intera produzione della Beta , come constato già nella prova dei modelli MY 2015, è l’immediata familiarità di guida. Sali in sella e hai subito la sensazione di avere tra le mani qualcosa che hai sempre guidato. Se a questo aggiungiamo un’ampia scelta di cilindrate nella gamma 4T e di due modelli della gamma 2T, è chiaro come tutti abbiano la possibilità di scegliere una moto quasi su misura. Passando da una versione all’altra c’è infatti una significativa differenza in termini di sensazione di guida, ben più di quanto si direbbe sulla carta. Una ricetta così può essere solo vincente.

PICCOLA PESTE Parto dalle 4 tempi e in particolare dall’ormai collaudata 350, la prima ad avere montato il sistema di iniezione elettronica presente nel 2016 sull’intera gamma 4T. La “piccola peste” conferma le sue doti,  già ampiamente dimostrate anche sui campi di gare: guida agile e scattante con una fruibilità su tutto l’arco di erogazione. La corposità permette di riprendere sempre in modo brillante, anche con una marcia lunga. La linearità di erogazione regala una uscita di curva efficace ed “aggrappata“ al terreno che si traduce in una spinta in avanti che fa fare strada in modo pulito nelle più varie condizioni di aderenza. Inoltre il motore, se fatto girare in alto, ha un gran bell’allungo e diventa per il pilota “aggressivo” un ‘arma da fettucciato molto performante.

AFFINITA’ DI… COPPIA La 390, da questo anno dotata di iniezione elettronica e complice la sua corsa lunga posso inquadrarla con una parola chiave :“coppia” . Questa moto aggiunge all’agilità della sorella minore una “schiena” più robusta e, per il pilota che ama non solo la guida al limitatore, diventa un mezzo fruibile su tutto l’arco di erogazione. Con lei mi posso davvero permettere il lusso di non essere attentissimo al rapporto inserito tanta è la capacità comunque di portari fuori da ogni situazione. Ecco che la 390 è la risposta giusta per chi non si accontenta della piccola 350 ma risulta intimorito dalla sorella maggiore 430.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE Per quanto riguarda la 430, ci troviamo, con l’aggiunta dell’iniezione elettronica, ad avere un mezzo che, pur conservando la rispettabile dose di coppia e potenza che caratterizzava anche il MY2015, permette di percepire una maggiore maneggevolezza e fruibilità grazie in particolare alla sensibile riduzione del freno motore che permette inserimenti in curva molto più rapidi e agili, noncuranti della superiore massa in gioco. Rimangono  invariate, anzi esaltati, la grandissima capacità di allungo e la potenza che caratterizzano questa cilindrata.

TENDENTE ALL’INFINITO Il 480 mantiene le sue caratteristiche di motore “infinito” su di un mezzo che trasmette una sensazione di solidità e imponenza. Grazie all’iniezione elettronica, ora si tocca con mano una “dolce rotondità” di erogazione, pronta ad esplodere in una interminabile corsa verso gli spazi più vasti, sognando avventure su sabbia o su territori incontaminati. Anche per la punta di diamante della gamma riduce il freno motore e migliora l’agilità di guida.

MODELLI 2T
BEST-SELLER Passiamo adesso alle best sellers del mercato ovvero alle due tempi di casa Beta,  dove troviamo la regina in termini di vendite ovvero la 300. Ciò che impressiona di questa 2 tempi è che, a dispetto della cilindrata, la Casa fiorentina è riuscita a darle un carattere fatto di dolcezza e linearità di erogazione. La coppia a disposizione stupisce ed emoziona particolarmente alla riapertura del gas in curva, dove permette una uscita di corposa con tanta motricità, che permette di fare tanti metri in modo pulito e senza che il posteriore si metta a bandiera. Anche su fondo brutto piace la rassicurante sensazione di controllo di guida.

CUORE DI PANNA Questo comportamento conferisce a questa moto il carattere del “buon padre di famiglia”, capace di infondere fiducia e sicurezza anche nel pilota meno allenato nella rotazione del polso e in particolare nell’utilizzo non agonistico. Ciò significa in altre parole tanto godimento nell’uscita amatoriale. L’introduzione del miscelatore diventa poi la chicca finale, che non ammette più giustificazioni per il non acquisto del 2 tempi  e che permette agevolmente di fare 4/5 pieni di benzina senza rabbocco di lubrificante. Situato sotto la sella e dotato di una pompa, il sistema assicura una percentuale ottimale di olio secondo l’apertura del gas, riducendone i consumi e i relativi imbrattamenti ai bassi regimi  tipici della miscelazione fai-da-te, a tutto vantaggio anche del fastidiosissimo gocciolamento di olio dal terminale di scarico.

UNA TIPA TOSTA La 250 2T rimane caratterizzata da vivacità e esplosività più accentuate  rispetto alla sorella maggiore. Ne consegue una necessità di maggiore impegno nella gestione del motore e del cambio per venire sparati fuori dalle curve senza incertezze. Questa moto è dunque il mezzo idoneo a sfogare impeti giovanili e a dare gas in gara, fermo restando lo stesso discorso fatto per la sorella maggiore al riguardo della introduzione del miscelatore separato.

L'OUTSIDER Infine non potevo esimermi dalla prova della Beta Xtrainer , motocicletta sulla carta dall’animo gentile e confidenziale per un uso amatoriale spinto. Lo so, è una contraddizione di termini ma chiarisce bene che sono da evitare malsane elaborazioni per ridarle qualcosa che è stato tolto volutamente in origine rispetto ai modelli superiori. Questa moto nasce per il puro  piacere e per dare feeling di guida ad  andatura scorrevole, salvo poi esaltarsi (ed esaltare il pilota) nei passaggi più tecnici,  dove può addirittura fare meglio di moto racing. Ciò grazie alla riduzione del peso, che premia in agilità, e della potenza. La linearità di erogazione rende la Xtrainer un mezzo quasi elettrico, realizzando un compromesso tra le due eccellenze della Casa fiorentina, Trial ed Enduro, per un modo di vivere il fuoristrada più rilassato. Diciamo quindi che questa Xtrainer necessita di un utilizzatore più “illuminato”, che ha superato la necessità di dimostrare qualcosa agli altri e si gode in santa pace il piacere di guida.


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