La famosa Caretakers Collection acquisisce una Ferrari... bruttissima!
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La famosa Caretakers Collection acquisisce una Ferrari... bruttissima!


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1 ora fa - La famosa Caretakers Collection acquisisce una Ferrari... bruttissima!

La Caretakers Collection acquisisce la Ferrari Mondial T Pace Car del 1987: esemplare unico firmato I.DE.A Institute per la CART
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Se pensi che il mondo delle fuoriserie del Cavallino Rampante sia fatto esclusivamente di capolavori d'arte senza tempo firmati Pininfarina (o più di recente da Flavio Manzoni), è probabile che tu non abbia mai fatto i conti con la storia delle competizioni americane degli anni Ottanta.

La nota Caretakers Collection ha recentemente aggiunto al proprio garage un esemplare unico che ribalta completamente questa percezione: una Ferrari Mondial T configurata come Pace Car per la CART Indy Car World Series. E diciamolo senza troppi giri di parole, l'impatto visivo è piuttosto indigesto.

Un investimento folle da un milione di dollari

Basta osservare le proporzioni di questo strano oggetto per comprendere che ci troviamo di fronte a un esperimento lontano dai canoni tradizionali di Maranello. Sul finire degli anni Ottanta, lo sponsor del campionato americano CART era la PPG, famosa per pretendere vetture di servizio vistose e fuori dagli schemi.

Nel 1987, la casa modenese stanziò circa un milione di dollari dell'epoca — una cifra che oggi varrebbe circa tre milioni — per convertire una normale coupé stradale in un mezzo destinato alle piste ovali e stradali d'oltreoceano.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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L'insolita matita di I.DE.A Institute

Il dettaglio più spiazzante di questa operazione non risiede soltanto nella destinazione agonistica, quanto nella scelta del centro stile. A differenza della quasi totalità delle vetture uscite da Maranello in quel periodo, questa non porta la firma di Pininfarina. Il progetto fu infatti commissionato all'Institute of Development in Automotive Engineering (I.DE.A) di Torino.

Gli interventi compresero l'allungamento del passo, l'adozione di paraurti e fascioni ad hoc lungo tutto il perimetro e l'integrazione di strutture trasparenti a sostegno dei lampeggianti d'emergenza attorno al vano motore, stravolgendo completamente il delicato equilibrio delle linee originarie (contaminando il frontale con elementi che ricordano l'Aston Martin Lagonda).

Meccanica nota e qualche grattacapo di troppo

Sotto la veste estetica rivista, la base meccanica deriva direttamente dalla Mondial T, spinta però dal prototipo del motore V8 da 3,4 litri che avrebbe in seguito equipaggiato la Ferrari 348, accreditato di 300 cavalli. Sulla carta, la potenza era sufficiente a garantire una velocità adeguata per mantenere il ritmo del gruppo prima della partenza lanciata.

Altra modifica di rilievo, freni raffreddati ad acqua tramite un serbatoio dedicato installato nel vano frontale: un dispositivo installato da Rousch per permettere molti giri di pista a tutta birra senza perdere efficacia. E anche per il motore erano previste feritoie motorizzate che miglioravano il raffreddamento.

Tuttavia, i dati storici e i registri d'impiego operativo tra il 1988 e il 1991 evidenziano come l'affidabilità non fosse esattamente il punto forte di questo esemplare unico. Oggi, vederla riemergere all'interno di una collezione di prestigio ci ricorda che non sempre la ricerca dell'originalità a tutti i costi fa fare passi in avanti dal punto di vista stilistico.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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