Traguardo storico e cambio d'epoca in casa BMW: mentre nello stabilimento di Monaco festeggiano il milionesimo modello ad alte prestazioni prodotto dalla divisione sportiva, le prime immagini ufficiali del prototipo camuffato della BMW M3 EV mostrano chiaramente la direzione del futuro ad altissimo voltaggio.

Un milione di BMW M, tra tradizione e transizione
Fondata nel 1972, la divisione BMW M GmbH ha tagliato un traguardo di grande rilievo. Dalla catena di montaggio di Monaco di Baviera è infatti uscito l'esemplare numero un milione: una BMW M3 Competition caratterizzata dalla sfavillante verniciatura BMW Individual Fire Orange III. A consegnare le chiavi al direttore dello stabilimento, Peter Weber, è stato direttamente il CEO di BMW M, Franciscus van Meel.
Questo traguardo conferma quanto la formula capace di unire fruibilità quotidiana e prestazioni da pista rimanga fondamentale per il marchio bavarese, a 40 anni dal debutto della prima M3. Sotto il cofano dell'auto simbolo batte il noto 3.0 biturbo a sei cilindri da 510 CV (che salgono a 530 CV sulla versione xDrive a trazione integrale), in grado di staccare uno 0-100 km/h in circa 3,5 secondi prima di toccare la velocità massima limitata a 250 km/h. Tuttavia, questa era puramente termica si avvia verso la conclusione.
Monaco guarda al futuro 100% elettrico
Se stai seguendo le ultime evoluzioni della gamma di Monaco, saprai che la generazione attuale della Serie 3 si avvicina alla fase finale del suo ciclo di vita. BMW ha stanziato un investimento di circa 650 milioni di euro per la riconversione dello storico impianto bavarese, che a partire dal 2027 realizzerà unicamente veicoli elettrici.
Dopo l'avvio della produzione della nuova BMW i3 sviluppata sulla piattaforma Neue Klasse, la fabbrica accoglierà anche le linee di montaggio dedicate alla nuova BMW M3 EV.
Come cambia il design: dal concept al prototipo di serie
Assieme al traguardo produttivo, la Casa dell'Elica ha svelato i primi scatti ufficiali del prototipo camuffato della M3 a zero emissioni. Se ricordi la showcar presentata lo scorso giugno, noterai subito che le forme del modello destinato alla produzione sono state parzialmente ridimensionate.
L'impronta estetica resta decisamente grintosa, ma priva di eccessi da pista. Il paraurti anteriore adotta forme più pulite e integra uno splitter di dimensioni contenute; ritornano gli specchietti retrovisori tradizionali e compaiono le maniglie delle portiere a filo con la carrozzeria.
La sezione posteriore, inoltre, abbandona le appendici più estreme in favore di un discreto spoiler integrato sul cofano del baule. Alcuni elementi identitari sono stati comunque preservati, come le prese d'aria sul cofano, la caratteristica firma luminosa gialla per le luci DRL e i gruppi ottici inferiori dal taglio squadrato.
Potenza e powertrain: cosa dobbiamo aspettarci?
In merito ai dati tecnici definitivi il costruttore mantiene il massimo riserbo, ma l'impiego di una configurazione con quattro motori elettrici (uno per ciascuna ruota) appare quasi assai probabile, poiché sarebbe la soluzione ideale per garantire un controllo millimetrico della coppia e della trazione.
Sul fronte delle prestazioni, le indiscrezioni delineano una potenza compresa tra i 700 CV e la soglia simbolica dei 1.000 CV. Un'ipotesi realistica colloca il valore finale attorno agli 800 CV, cifra ideale per sfidare direttamente la futura Mercedes-AMG Classe C elettrica, accreditata invece di uno schema a tre motori. L'impressione è che non ci vorrà molto per saperne di più.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.





