BMW deposita un brevetto per sospensioni attive che aiutano il drifting
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BMW deposita un brevetto per sospensioni attive che aiutano il drifting


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1 ora fa - BMW, brevetto per sospensioni attive da drifting: come funziona e perché fa discutere

BMW studia un sistema di sospensioni attive per facilitare il drifting. Come funziona e le perplessità sull'elettronica al volante
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Se ti piace la guida sportiva e la gestione dei trasferimenti di carico, sai bene che mettere di traverso una vettura richiede un preciso lavoro di sterzo, acceleratore e sensibilità sul retrotreno. In casa BMW, però, sembrano convinti che la tecnologia possa - anzi debba - darti una mano anche nel momento in cui decidi di far scivolare le ruote posteriori.

Un brevetto depositato dal marchio bavarese presso l'Ufficio Tedesco Brevetti e Marchi rivela infatti uno studio su sospensioni attive pensate proprio per facilitare e controllare le sbandate.

Come funziona il brevetto BMW per la guida di traverso

La logica di fondo è piuttosto lineare: la centralina riduce temporaneamente la pressione sull'asse posteriore e sposta verso l'alto le masse non sospese del veicolo. In parole semplici, togli carico alle ruote dietro per fare in modo che la coda perda aderenza con maggiore facilità e immediatezza.

Per riuscirci, il sistema sfrutta una serie di sensori avanzati in grado di interpretare la tua intenzione di iniziare un traverso. Non appena rileva l'input, l'elettronica ammorbidisce l'assetto posteriore interagendo con gli ammortizzatori adattivi o con i servo-comandi del sistema antirollio attivo.

Il brevetto menziona anche la capacità dell'auto di analizzare velocità e traiettoria in tempo reale, memorizzando persino gli angoli di sterzata utilizzati per poterli replicare in seguito.

BMW M Concept Neue Klasse, profiloBMW M Concept Neue Klasse, profilo

Serve davvero un aiuto elettronico per il traverso?

In un'epoca in cui molte vetture ad alte prestazioni rischiano di risultare fin troppo filtrate dai controlli elettronici, l'attenzione che BMW continua a dedicare agli aspetti più ludici della guida è indubbiamente un segnale positivo. Bisogna però fare una riflessione tecnica.

Se ti è capitato di guidare modelli come BMW M2, BMW M3 o BMW M4, sai bene che, una volta selezionata la giusta mappa di guida e disattivata la rete di protezione elettronica, queste vetture non hanno certo bisogno di trucchi al telaio per mettersi di traverso.

L'idea di manipolare attivamente l'assetto per rendere il drifting alla portata di chiunque - che è cosa diversa rispetto ai controlli di stabilità resi più permissivi da un eventuale Drift Mode - rischia di aggiungere un livello di artificiosità a una manovra che dovrebbe rimanere legata alla pura fisica del veicolo e alla sensibilità del pilota.

In pratica toglie all'esperto una delle gratificazioni per cui, nel giusto contesto, trova divertente mettersi alla prova con la guida in derapage e viceversa induce nell'utente poco esperto una falsa percezione delle proprie capacità di controllo.

Arriverà mai sulle auto di serie?

Trattandosi di un brevetto, non ci sono garanzie che questa soluzione arrivi a breve sulla produzione di serie, né è stato specificato quali modelli potrebbero adottarla. Tra le candidate più papabili potrebbe esserci la futura BMW M3 elettrica: la presenza dei quattro motori elettrici, già confermata dai tecnici di Monaco per garantire un torque vectoring ad altissima precisione, si sposerebbe bene con una gestione integrata della dinamica di marcia.

Se però questa tecnologia dovesse davvero vedere la luce, sarebbe fondamentale vincolarla al geofencing. Permettere il funzionamento di un dispositivo del genere esclusivamente nella guida in pista o in aree chiuse al traffico, per evitare che qualcuno si sentisse autorizzato a sbandare tra le rotonde cittadine o nei centri abitati.

BMW M Drift Academy a Memmingen (Baviera)BMW M Drift Academy a Memmingen (Baviera)

Meno elettronica ''spettacolare'', più tecnica al volante

Guardando la questione da una prospettiva più ampia, la domanda sorge spontanea. Fare drifting su strada aperta è vietato dalla legge (oltre che pericoloso), mentre chi sceglie di girare nei turni liberi in circuito dovrebbe farlo con un minimo di competenza e padronanza del mezzo. Ha davvero senso continuare a farcire le vetture di gadget elettronici che illudono il guidatore di saper gestire manovre complesse nei luoghi meno opportuni?

Forse sarebbe il caso che il mondo dell'auto smettesse di rincorrere scorciatoie software volte a simulare capacità che non si possiedono. Sarebbe molto più utile concentrare gli sforzi sulla formazione dei guidatori, promuovendo la cultura della guida consapevole attraverso corsi dedicati. ù

Perché imparare a sentire il limite dell'aderenza e a gestire un traverso con il proprio sensore naturale — il fondo schiena — regala una soddisfazione che nessun algoritmo nelle sospensioni potrà mai rimpiazzare. Oltre a promuovere una sicurezza stradale molto più elevata.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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