BMW: il marchio della Casa dell'Elica... non è un'elica!
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BMW: il marchio della Casa dell'Elica... non è un'elica!


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1 ora fa - Logo BMW: la vera storia del marchio che non è un'elica

Da dove nasce il logo BMW? Non rappresenta un'elica d'aereo: scopri la vera origine del famoso stemma bianco e azzurro
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Se provi a chiedere a un appassionato di auto quale sia il significato del logo BMW, la risposta sarà quasi certamente la stessa: rappresenta l'elica di un aereo che gira sullo sfondo del cielo azzurro. Ha perfettamente senso, penserai: in fin dei conti le origini aeronautiche della casa di Monaco sono reali e ben documentate.

Peccato solo che dal punto di vista grafico si tratti di un falso storico. La cosa più curiosa è che a inventare e alimentare questo mito è stata la stessa BMW, con una geniale operazione di marketing a scoppio ritardato. Un falso storico che la stessa BMW ha tentato più volte di correggere. Senza risultati, pare.

Facciamo un passo indietro per fare chiarezza. La Bayerische Motorenwerke nasce nel 1917 dalla riorganizzazione della Rapp Motorenwerke, un'azienda effettivamente già affermata nella produzione di motori d'aviazione. Le radici aeronautiche del marchio sono quindi innegabili. Quando però i grafici si mettono al lavoro per creare il nuovo stemma, non pensano affatto alle pale di un velivolo.

La genesi del disegno è molto più pragmatica: prendono l'anello esterno nero dal vecchio marchio Rapp e inseriscono al centro i colori della Baviera, il bianco e l'azzurro. C'è solo un cavillo legale da rispettare: le norme dell'epoca vietano di riprodurre fedelmente i simboli nazionali o statali all'interno di marchi commerciali. Dunque, per evitare problemi con la legge, i grafici si limitano a invertire l'ordine dei quattro spicchi rispetto alla bandiera ufficiale.

L'elica sovrapposta allo stemma BMW: una trovata di marketing sfuggita di manoL'elica sovrapposta allo stemma BMW: una trovata di marketing sfuggita di mano

Una trovata di marketing basata sulla storia reale, sfuggita un po' di mano

Torniamo ai giorni nostri: se le cose stavano così, come si è arrivati al mito dell'elica? La svolta è datata 1929. In quel periodo la BMW stava espandendo la propria produzione ai veicoli terrestri (prima con la moto R 32 nel 1923 e poi con la prima automobile, la 3/15). Per dare un'immagine di alto livello, tecnologica e sofisticata ai suoi nuovi prodotti da strada, l'ufficio marketing decise di fare leva sull'eccellenza dei propri motori d'aereo.

In una celebre stampa pubblicitaria del 1929, lo stemma circolare venne sovrapposto alle pale in rotazione dell'elica di un biplano. Il messaggio promozionale era chiarissimo: la qualità e la precisione ingegneristica usate per i motori da volo erano le stesse che ritrovavi sulle automobili. L'impatto visivo fu così forte che il pubblico prense l'immagine alla lettera, convincendosi che il logo fosse nato proprio per rappresentare un'elica.

Anziché smentire l'equivoco, inizialmente la casa bavarese capì e cavalcò la forza di questa narrazione. Nel 1942, all'interno di una rivista aziendale, la stessa BMW riproponeva l'associazione tra lo stemma e l'elica in movimento, trasformando una trovata pubblicitaria in una vera e propria storia ufficiale. Un caso scuola di storytelling aziendale che finì per sovrapporsi alla realtà dei fatti.

Chiarito il malinteso grafico, resta la storia di un marchio automobilistico tra i più celebri al mondo, va sottolineato che le origini aeronautiche della BMW sono storicamente ineccepibili, ma l'idea dell'elica stilizzata nel logo è stata solo un'ottima mossa di marketing. Puoi continuare a chiamarla la Casa dell'Elica se ti fa piacere, ma ora sai come sono andate davvero le cose.

Copertina:  foto di Nikita Maksymchuk su Unsplash

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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