Pubblicato il 23/10/20

NEL MIRINO DEL VIRUS La Racing Point è senza dubbio la scuderia più colpita dalla pandemia di coronavirus. Il team di Silverstone è infatti l'unico fino ad oggi ad aver dovuto effettuare delle sostituzioni dei suoi piloti ufficiali a causa del Covid-19 nel corso di questa stagione. Tuttavia, mentre nel caso di Sergio Perez in agosto era stato subito chiaro il motivo della sua assenza dal GP Gran Bretagna e dal successivo GP 70° anniversario, per Lance Stroll si è venuti a sapere ben dopo il GP Eifel che il suo malessere lamentato al Nurburgring fosse effettivamente legato al virus che sta così tanto condizionando le nostre vite quest'anno.

L'IRONIA DI BROWN Una vicenda non del tutto chiara che ha esposto la Racing Point alle critiche per la gestione di Stroll, in particolare per la presunta prima diagnosi effettuata da un medico che escludeva che i sintomi accusati dal canadese potessero essere quelli del Covid-19, non sottoponendolo a ulteriore tampone. Proprio su questo aspetto si è concentrata l'ironia di Zak Brown, CEO della McLaren che nella conferenza stampa del venerdì a Portimao sedeva (a debita distanza) proprio a fianco del pari ruolo del team britannico, Otmar Szafnauer: ''Se guardo alla situazione della Racing Point, probabilmente testerei chiunque non si senta bene ogni giorno. Non so chi fosse il dottore, non so se fosse il dottor Mallya (l'ex proprietario del team pluri indagato per reati fiscali, ndr), il dottor Seuss (scrittore e fumettista americano, ndr) o forse era il dottor Dre (noto rapper e produttore musicale americano, ndr). Forse, però, la prossima volta dovremmo fare dei test quando qualcuno ha qualche tipo di sintomo, perché sappiamo quanto pericoloso possa essere questo''.

MANCATA TRASPARENZA La McLaren era stata la prima scuderia colpita dal coronavirus quando a marzo, nel weekend del GP Australia, la positività di un suo meccanico portò alla successiva cancellazione della gara di Melbourne. Brown ha ricordato quell'episodio per sottolineare come il suo team, ma anche la Mercedes nel più recente weekend del GP Eifel, abbia gestito la situazione con maggior serietà: ''Ho sentito la Racing Point dire che fanno test più di qualsiasi azienda al mondo. Non so come possano provarlo. Tutto quello che so è che quando abbiamo avuto il nostro caso in Australia lo abbiamo comunicato molto rapidamente a tutti ed è esattamente quello che ha fatto la Mercedes quando hanno avuto i loro positivi. Sembra che non ci sia stata trasparenza immediata e, per un'entità che testa tanto quanto loro, so che al loro posto noi avremmo verificato chiunque non si senta bene ogni giorno, per assicurarci che stia bene''.


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