Pubblicato il 23/10/20

UNA NOMIMA NON DIGERITA Vigilia del GP Portogallo con polemiche. Lewis Hamilton non ha apprezzato la presenza di Vitaly Petrov tra gli steward designati per la gara in programma sul circuito di Portimao. Il russo, che ricoprirà il ruolo destinato in ogni weekend a un ex pilota, nelle scorse settimane aveva rilasciato delle dichiarazioni molto discutibili sull'attivismo di Lewis Hamilton in favore del movimento Black Lives Matter.

F1, GP Portogallo 2020: lo steward Vitaly Petrov

LE DICHIARAZIONI CONTROVERSE All'indomani del GP Toscana, la gara in cui Hamilton salì sul podio indossando la discussa maglietta che chiedeva l'arresto dei poliziotti colpevoli dell'uccisione di Breonna Taylor, Petrov aveva definito eccessivo il gesto del campione del mondo in carica, così come la sua spinta a far inginocchiare tutti i piloti prima di ogni gran premio. Il russo aveva poi aggiunto un commento controverso: ''Diciamo che un pilota ammetta di essere gay. La F1 se ne uscirà con una bandiera arcobaleno e inviterà tutti a diventare gay come lui? Penso che la FIA non permetterà più tali comportamenti''. All'indomani dei fatti del Mugello, la Federazione ha effettivamente diramato una nuova direttiva per regolamentare il comportamento dei piloti durante la cerimonia del podio, vietando di indossare altro rispetto alla tuta da gara, ma senza punire Hamilton per il suo gesto. Inoltre, a Petrov sfugge probabilmente il fatto che l'arcobaleno - simbolo della comunità LGBT - è già presente da inizio anno sulla Safety Car (e non solo) accompagnato dal messaggio ''We race as one''. 

LO STUPORE DI HAMILTON Nella conferenza stampa del giovedì a Portimao, Hamilton ha espresso le sue perplessità sulla scelta di Petrov come steward: ''È una sorpresa vedere che hanno ingaggiato qualcuno che ha quelle convinzioni ed è così esplicito su cose contro cui stiamo cercando di combattere. Dovremmo sicuramente includere persone che sono al passo con i tempi, che capiscono i tempi in cui viviamo e che sono sensibili alle questioni che ci circondano. Quindi non capisco bene quale sia il loro obiettivo o perché in particolare sia qui. Non è che la FIA non avesse altre buone opzioni''.

F1, GP Toscana: Lewis Hamilton (Mercedes) sul podio con la maglietta che chiede l'arresto dei poliziotti coinvolti nel caso di B

LA RISPOSTA DELLA FIA Sull'argomento è intervenuta direttamente la FIA che ha difeso la scelta di Petrov: ''La FIA nomina come steward piloti con relativa esperienza e competenza in F1 per svolgere questa funzione al più alto livello e che hanno espresso interesse alla Federazione per svolgere questo ruolo. La Federazione non discrimina in questo processo sulla base di opinioni espresse al di fuori della propria funzione di steward, a condizione che qualsiasi espressione del genere non contravvenga ai regolamenti e al Codice etico della FIA''.

CHI È PETROV 36 anni, Vitaly Petrov ha gareggiato in F1 per tre stagioni, dal 2010 al 2012, al volante di Renault e Caterham. La sua stagione migliore è stata quella del 2011, durante la quale è arrivato il podio nel GP Australia e il decimo posto finale nella classifica Piloti. Il momento che lo ha reso più famoso, però, è la strenua difesa della posizione dagli attacchi di Fernando Alonso nel GP Abu Dhabi del 2010, gara che assegnò il titolo mondiale a Sebastian Vettel. Terminata la carriera in F1, Petrov ha gareggiato nel DTM e nel WEC, partecipando anche alla 24 Ore di Le Mans dove ha ottenuto due terzi posti nella categoria LMP2.

LA TRAGEDIA Una bruttissima notizia ha poi messo in disparte queste discussioni: nella giornata di sabato 24 ottobre, Petrov è stato raggiunto dalla notizia della morte del padre Alexander, assassinato nella cittadina di Vyborg. Il russo ha ovviamente lasciato Portimao, non partecipando alla giornata di domenica.


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