Pubblicato il 28/10/20

RISCHIO ALTO Dopo giorni di dibattiti il Governo è giunto a quella che era la conclusione più ovvia: chiuse palestre e cinema, ristoranti e fiere in tutt'Italia, non avrebbe avuto alcun senso attendersi una deroga speciale per l'evento del prossimo weekend, che avrebbe attirato all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola circa 13.000 persone. Troppo preoccupante la situazione sanitaria del Paese e dell'area interessata, per indurre i politici a prendersi il rischio di mantenere a porte aperte il Gran Premio dell'Emilia Romagna.

F1 GP San Marino 2006, Imola: la partenza della gara e il pubblico numeroso alla Tosa

TENTATIVI La Formula 1 tornerà diunque a Imola dopo 14 anni di assenza (l'ultima edizione del Gran Premio di San Marino si svolse nel 2006) nelle giornate di sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, ma lo farà senza il supporto e il calore dei tifosi, che avevano peraltro già acquistato oltre la metà dei tagliandi disponibili. Fino all'ultimo la Regione Emilia Romagna, il Comune di Imola e Formula Imola hanno cercato di trovare un accordo per conservare almeno un minimo numero di spettatori tra chi avesse già acquistato il biglietto per la gara di domenica (circa 6-7.000 persone fino a lunedì, quando si è decisa la sospensiore della vendita alla luce degli ultimi DPCM del Governo), ma il tavolo composto anche dal Comitato Tecnico Scientifico e dal ministero della Salute, non ha avallato ipotesi differenti allo svolgimento della gara a porte chiuse.

Circuito Enzo e Dino Ferrari, Imola

RIMBORSI C'è ora il nodo rimborsi, che gli organizzatori assicurano ''Avverranno nel più breve tempo possibile'', ma l'evento andrà comunque fortemente in perdita, soprattutto visti i grossi sforzi economici sostenuti per garantire ai presenti un distanziamento adeguato e di poter seguire la gara in condizioni di assoluta sicurezza, come parcheggi riservati per le diverse tribune, servizi di ristorazione e servizi igienici dedicati, accessi contingentati oltre all'organizzazione della profilassi sanitaria per controllare e tracciare i movimenti dei presenti. Tutto lavoro inutile, e che è andato in una direzione opposta a quella intrapresa da altri paesi.

IL CASO PORTOGALLO A Portimao, per esempio, la scorsa settimana abbiamo assistito a un Gran Premio del Portogallo con ingente presenza di pubblico sugli spalti e un distanziamento minimo, in una situazione sanitaria paragonabile a quella italiana. Il numero dei contagi in Portogallo si aggira attualmente sulle 3.000-3.500 unità al giorno, in un paese che vanta una popolazione sei volte inferiore a quella della Penisola. In sostanza è una media di contagi quotidiani molto simile, e con lo stesso trend in crescità. 


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