Pubblicato il 01/11/20

SITUAZIONE PARADOSSALE A Imola, pista vecchia scuola con ancora tanta ghiaia nelle vie di fuga, è paradossalmente esplosa ancora di più la rabbia dei piloti contro i limiti del tracciato imposti dalla direzione gara. Come abbiamo visto in particolare durante le qualifiche del GP Emilia Romagna, diversi concorrenti si sono visti annullare i propri tempi per essere andati leggermente larghi sul cordolo di curva 9 e curva 15. Una situazione paradossale, con un grande danno recato a seguito di una manovra che non porta particolare vantaggi cronometrici.

KVYAT SENZA GIRI DI PAROLE A farsi portavoce del malumore dei piloti è stato Daniil Kvyat. Il russo, che ha ottenuto l'ottavo tempo in qualifica, è andato giù duro: ''Non abbiamo bisogno di queste linee bianche, abbiamo solo bisogno di trappole di ghiaia della vecchia scuola, così che quando esci allora esci proprio, senza tutte queste stronzate di 'oltrepassa la linea bianca, non attraversare la linea bianca'. Mi dà fastidio perché uccide molte gare e uccide anche una pista così bella come Imola, è questo il problema''.

F1, GP Emilia Romagna: Daniil Kvyat (AlphaTauri)

CONFLITTO DI INTERESSI I piloti hanno espresso molte volte il loro disappunto per la situazione, invocando il ritorno alla ghiaia nelle vie di fuga. Kvyat ha spiegato di averne parlato anche con Michael Masi, il direttore di gara della F1: ''Gliel'ho detto, ma i proprietari delle piste devono costruire tali zone di fuga per altri scopi''. In effetti, la richiesta di avere più ghiaia si scontra con una necessatà di chi gestisce gli autodromi, i quali hanno una voce importante al capitolo entrate grazie alle sessioni in pista dei privati. Spesso si tratta di persone che si prendono qualche ora per correre sui tracciati più famosi del mondo con una propria auto e l'asfalto nelle vie di fuga permette loro di uscire di pista senza conseguenze economiche e di tempo, in caso di insabbiamenti.

L'ESEMPIO DEL MUGELLO Kvyat ha ricordato un altro circuito su cui la F1 ha gareggiato quest'anno, quello del Mugello. Sulla pista toscana la ghiaia continua ad essere presente all'esterno delle curve, non perdonando chi finisce largo: ''Al Mugello non c'è mai stato un problema con i limiti della pista, erano trappole di ghiaia, era così semplice. Penso che la maggior parte di noi sia d'accordo che questa è la soluzione migliore. Sfortunatamente non su tutte le piste possiamo avere questo, quindi probabilmente dobbiamo cercare una soluzione migliore. Continuo a pensare che non vada bene per le gare quando devi solo rimanere all'interno di una stupida linea bianca''.


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