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Porsche Panamera S Hybrid


Avatar Redazionale , il 22/02/11

10 anni fa - L’ammiraglia Porsche diventa ibrida: due motori, 380 cavalli in totale e alcune soluzioni d’avanguardia.

L’ammiraglia Porsche diventa ibrida: due motori, 380 cavalli in totale e alcune soluzioni d’avanguardia. Ma ci sono anche ragioni di mercato, di consumi e di emissioni oltre che di immagine. Piacerà a chi vuole conciliare sguardi e coscienza ambientale.

IBRIDERA Da più di un lustro Porsche ha dirazzato, affiancando alla classica gamma 911centrica altre proposte e, di conseguenza, dividendo il parterre tra estimatori e detrattori del nuovo corso. Suv, motori diesel, berline a 4 porte e l’ibrido. La verità probabilmente sta nel mezzo e, come qualcuno ha acutamente notato, se piacciono e si vendono bene i Suv e le berline firmate Porsche perché rinunciarvi. In fondo, se una Casa fa utili, c’è la garanzia che si dedichi anche a segmenti di nicchia o supersportive in edizione speciale che, magari, non si giustificherebbero da sole con i conti economici. Ora arriva la Panamera in versione ecologica, che con la sua configurazione ibrida aggiunta al conosciuto trapianto delle quattro porte e del portellone su un corpaccione da 911 vitaminizzata, sembra quasi una provocazione.

CRITERIO IBRIDO Ma non lo è, le raffinatezze tecnologiche e lo stesso posizionamento sul mercato, con un prezzo quasi al top di gamma interno, dicono tante cose. In cosa si differenzia la Panamera ibrida dalle sorelle tradizionaliste? Diciamo che il propulsore è un V6, stesso numero di cilindri della versione base pensandoci bene, ma in questo caso sovralimentato. I cavalli sono 333, poi ce ne sono altri 47 legati al motore elettrico, che possono unirsi a quelli tradizionali o lavorare per contro proprio. Poi ci sono delle novità aggiuntive legate al criterio ibrido. Il pacchetto delle batterie al NiMh infatti si trova sotto al vano bagagli. Mentre il modulo ibrido è posizionato tra motore e cambio. La trazione è solo posteriore.

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GODURIA E RISPETTO Poi ci sono pneumatici Michelin ad alto scorrimento studiati per l’occasione. Ed è proprio in questa configurazione che la Panamera S Hybrid ottiene i migliori riscontri energetici, arrivando a farsi bastare 6,8 litri di benzina per 100 km e limitando le emissioni a 159 grammi di Co2 per km. Valori da berlina del segmento D neppure troppo sportiva. Senza le gomme speciali i dati peggiorano leggermente ma rimangono comunque degni di nota. Proseguendo nella scheda tecnica ci sono altri particolari borderline tra il godimento e il rispetto della salvaguardia ambientale. Vedi le sospensioni adattive e il sistema PASM come sulla Panamera con motore a otto cilindri. Una scelta lontana da risparmi entry level. Come del resto il cambio a Tiptronic a otto rapporti. Altra scelta in grado di accontentare mood ambientalisti e da piedoni. Si tratta di una soluzione in comune con la Cayenne ibrida.

GAMMA A PARTE Come sempre dalla tuttoterreno ecologica di Casa arriva il display, con tutte le informazioni legate alla doppia propulsione e ai consumi, uguale nella tecnologia ma trapiantato sulla plancia della berlina. Come nel caso della Cayenne anche in questo caso c’è un sistema che stacca il propulsore termico anche alle velocità autostradali, fino a 150 km/h, per non sprecare energia. Start&stop e recupero energia in frenata sono presenze scontate. Piccoli elementi che suggeriscono quasi l'arrivo, in futuro, di una gamma nella gamma all’interno della line-up Porsche. Con soluzioni ibride in comune pensate per essere declinate sui vari format di carrozzeria. Nel caso specifico della Panamera S Hybrid, si tratta della sesta variante per il modello. E, in assoluto, ci troviamo di fronte alla Porsche meno assetata e più rispettosa dell’ambiente di tutti i tempi. Almeno stando ai dati di omologazione che, come sappiamo, spesso sono distanti dai valori reali. Ma questo vale per tutte le auto, anche quelle con propulsione tradizionale.

CONFRONTI In Germania la Panamera ibrida costa poco più di 100.000 euro, cifra che dovrebbe variare di poco sugli altri mercati, salvo la differenza di tassazione e allestimento specifico. Questo ci dice che la stessa Porsche vede il modello ibrido come un top di gamma. Che, al di là dei cavalli, deve ingolosire i clienti disposti a spendere di più per avere prestazioni e spirito ecologico racchiusi in una superberlina cattiva. Senza pensare troppo al fatto che si barattano due cilindri con un motore elettrico rispetto alla Panamera 4S, che ci si potrebbe portare a casa spendendo una cifra vicina. E che parte della meccanica è condivisa con la Cayenne e, probabilmente, con altre ibride del Gruppo pronte ad arrivare. Guardando il mercato in senso allargato si inizia ad intuire che l’ibrido può essere utilizzato in modo diverso, a seconda del segmento di appartenenza. Nelle utilitarie diventa una pura questione di economy run, mentre per il mondo premium si possono conciliare esagerazioni prestazionali e presentabilità ambientale.

MUTAZIONE GENETICA Tutte considerazioni valide e buone per ulteriori discussioni. I conservatori a buon diritto rimarranno convinti che le vere Porsche sono altre. Noi, che in una breve convivenza con la Panamera 4S avevamo intuito uno spirito double face, stiamo alla finestra e aspettiamo a giudicare, come probabilmente molti altri clienti sparsi per il mondo. Al di là delle considerazioni estetiche la berlina ibrida di Porsche per molti potrebbe essere un buon compromesso. Di comodità, famiglia o rappresentanza. In fondo il trasformismo e la capacità di adattarsi rispettano lo spirito evoluzionista di chi per sopravvivere cambia, adattandosi ai tempi ma sempre con tanta potenza.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 22/02/2011
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