Grosjean: "Ho messo entrambe le mie mani dentro al fuoco"
F1 2020

Il racconto di Grosjean: "Ho messo le mani nel fuoco"


Avatar di Simone Valtieri , il 04/12/20

1 anno fa - L'incredibile racconto di Grosjean, uscito vivo dall'incidente di Sakhir

L'incredibile racconto di Romain Grosjean, che domenica scorsa è uscito vivo dal terribile incidente di Sakhir
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ARABA FENICE Nel giovedì che precede il weekend del Gran Premio di Sakhir, la gara bis in Bahrain dopo quella della scorsa domenica, Romain Grosjean è tornato in circuito. Non più tardi di 5 giorni fa è stato protagonista del più incredibile incidente della storia recente della Formula 1, e ne è uscito incolume grazie sicuramente al grande lavoro svolto sulla sicurezza dalla FIA negli ultimi decenni, ma anche alla sua grande forza di volontà e a un istinto di sopravvivenza repentinamente tramutatosi in coraggio, per sopravvivere a 28 lunghissimi secondi nelle fiamme e riemergere dal fuoco come un'araba fenice.

F1 GP Bahrain 2020, Sakhir: il fuoco dopo lo schianto di Romain Grosjean (Haas) F1 GP Bahrain 2020, Sakhir: il fuoco dopo lo schianto di Romain Grosjean (Haas)

ASPETTERÒ Evitando di scomodare altre citazioni mitologiche, resta il racconto dei fatti di cui si è reso voce narrante lo stesso pilota transalpino, il quale ha potuto ringraziare ieri di persona i commissari del circuito e - soprattutto - il delegato medico della FIA - Alan van der Merwe, che lo ha fisicamente aiutato a uscire dal rogo, dirigendo il lavoro degli impacciati steward, e il dottor Ian Roberts che si è occupato per primo delle sue ferite. ''Quando l'auto si è fermata ho aperto gli occhi e slacciato subito la cintura di sicurezza'' - comincia il suo racconto Romain Grosjean - ''Sono saltato in piedi e ho sentito come se qualcosa stesse toccando la mia testa, quindi mi sono seduto di nuovo in macchina e il mio primo pensiero è stato: aspetterò''.

Sakhir, Romain Grosjean con gli steward del circuito Sakhir, Romain Grosjean con gli steward del circuito

NIKI LAUDA ''Sono a testa in giù contro il muro, quindi ho pensato: aspetterò che qualcuno venga ad aiutarmi'' - ha proseguito Grosjean - ''Non ero stressato, ovviamente non mi ero ancora reso conto dell'incendio. Ma appena ho guardato a destra e sinistra ho visto il fuoco e allora ho pensato: okay, non è più il momento di aspettare. Ho provato a muovermi prima sulla destra ma non ha funzionato, poi sulla sinistra ma niente. Mi sono seduto di nuovo e ho pensato a Niki Lauda e al suo incidente, ma ho anche pensato che non potesse finire così, che la mia ultima gara non poteva essere quella, in alcun modo. Così  ho provato a muovermi ancora ma ero bloccato, ed è arrivato un momento meno piacevole in cui il mio corpo ha iniziato a rilassarsi, ero in pace con me stesso e stavo per abbandonarmi alla morte''.

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I FIGLI Il racconto di Romain continua prodigo di particolari: ''In quel momento ho pensato a cosa potesse bruciare prima, se la scarpa, il piede, la mano. Sarà doloroso? Da dove comincerà? Mi sono sembrati pensieri di 2, 3 o 4 secondi, ma forse saranno stati millisecondi. Poi ho pensato ai miei figli, e a quel punto ho detto: no. Non possono perdere il loro papà oggi. Non so come ho provato a girare il casco sul lato sinistro e di salire provando a torcere la spalla: ha funzionato, ma poi mi sono reso conto che il mio piede era bloccato nell'abitacolo. Così mi siedo di nuovo, tiro ancora più forte che posso sulla gamba sinistra e la mia scarpa è rimasta lì, ma il piede è uscito. Così faccio di nuovo lo stesso movimento con le spalle e riesco a uscire''.

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MANI NEL FUOCO Da questo punto in poi, il filmato che abbiamo visto nei drammatici replay, accompagna nelle nostre menti la narrazione del pilota. ''Non appena le spalle erano passate sapevo di poter uscire, ma mi sono reso conto di avere entrambe le mani nel fuoco. I guanti sono rossi incandescenti, e quello sinistro lo vedo sciogliere e cambiare rapidamente colore, volgendo verso il nero. Inizio a sentire il dolore, ma accompagnato dal sollievo di essere uscito dalla macchina. Poi salto fuori, vedo la barriera e la scavalco. Atterro e sento che mi toccano la schiena, così ho pensato: oh merda, sono una palla di fuoco che corre. La FIA fece un test e in un video appariva un tizio che correva con la tuta infuocata per mostrare quanto fosse resistente. Ho pensato a quell'immagine, mi sono immaginato così''.

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DR ROBERTS ''Poi mi sono stretto le mani perché erano molto calde e mi facevano male, mi sono tolto i guanti perché avevo negli occhi l'immagine della pelle che si squagliava e ci si attaccava, quindi ho voluto togliermeli subito per evitare che accadesse''. A quel punto, dopo essere stato accompagnato alla Medical Car da Van der Merwe, Romain ha subito parlato con il dottor Ian Roberts. ''Ian mi è venuto incontro e mi ha detto di sedermi [...] ma eravamo ancora troppo vicini al fuoco, sentivo i ragazzi che stavano domando l'incendio che parlavano di batteria in fiamme e del fatto che servissero altri estintori. Per cui mi sono seduto all'interno dell'auto medica, dove mi hanno messo un impacco freddo sulle mani. Gli ho detto che avevo il piede sinistro rotto, e proprio in quel momento ho sentito il dolore aumentare, e di conseguenza a calare quello delle mani''.

Sakhir, Romain Grosjean e Marion Jolles Sakhir, Romain Grosjean e Marion Jolles

MESSAGGIO FORTE Il racconto di Grosjean volge al termine ''Ian mi ha spiegato che stava per arrivare l'ambulanza con il lettino, e che sarei stato bene. Gli ho detto però che non volevo farmi vedere sul lettino, volevo far vedere di poter entrare da solo nell'ambulanza. Immagino che dal punto di vista medico la mia non sia stata una decisione brillante, ma hanno capito che per me in quel momento era fondamentale, dovevo farmi vedere da tutti mentre camminavo verso l'ambulanza. Anche se mi avevano visto uscire dal fuoco, dovevo inviare un altro messaggio forte che stavo bene''. E in effetti vederlo in quelle condizioni ha subito rassicurato tutti, dalla compagna Marion Jolles Grosjean, giornalista televisiva per la rete francese, fino all'ultimo dei telespettatori.


Pubblicato da Simone Valtieri, 04/12/2020
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