Pubblicato il 06/12/20

NIENTE DA FARE Ci ha provato fino all’ultimo, entrando persino all’interno del “suo” abitacolo salvo poi scherzare sui social per l’insolito tipo di… guanti usati in macchina. Adesso, però, è ufficiale: la storia d’amore tra Romain Grosjean e la Formula 1 si è conclusa con il terribile schianto di domenica scorsa – e, tutto sommato, è comunque un lieto fine – dopo due curve del Gran Premio del Bahrain. Il pilota transalpino è ormai un ex della Haas dopo aver valutato, di concerto con i medici e con il team principal Gunther Steiner, che sarebbe stato troppo rischioso forzare i tempi di recupero per correre il GP di Abu Dhabi, originariamente la gara conclusiva della sua carriera nel circus.

F1 GP Bahrain 2020, Sakhir: il fuoco dopo lo schianto di Romain Grosjean (Haas)

C’È PIETRO La scuderia americana ha dunque confermato Pietro Fittipaldi al posto di Romain anche per il prossimo appuntamento a Yas Marina, pista dove comunque il brasiliano ha già guidato una monoposto di F1 nei test Pirelli di fine campionato 2018 e 2019. “Sono molto dispiaciuto – ha spiegato il team principal Gunther Steiner – che Romain non correrà quella che sarebbe stata la sua ultima gara con noi, ma siamo stati tutti d’accordo nel ritenere necessario che lui prendesse tutte le precauzioni per il suo pieno recupero dopo l’incidente. Grosjean ha mostrato un eccezionale coraggio negli ultimi giorni e sapevamo quanto volesse tornare al volante della VF-20. E anche noi avremmo voluto tanto che questo fosse possibile. Romain ha creduto nel nostro progetto sin dall’inizio, si è impegnato con noi ancor prima che avessimo costruito una macchina e non c’è nessun dubbio che la sua determinazione e il suo impegno ci abbiano aiutato a raccogliere i risultati di questi primi anni in F1. Gli saremo per sempre grati”.

F1 GP Sakhir 2020, Manama: Pietro Fittipaldi (Haas)

PARLA ROMAIN Tristezza ma anche la convinzione che la scelta sia quella giusta. Queste le emozioni trasmesse da Grosjean nell’annuncio di aver chiuso, almeno per il momento, la carriera con il terribile schianto della scorsa settimana: “È con grande dispiacere che annuncio che non sarò in grado di essere presente con il team e di correre la mia ultima gara ad Abu Dhabi. Abbiamo provato tutto il possibile con i medici per recuperare in tempo dalle bruciature alle mie mani, ma il rischio per la mia salute è troppo grosso. Quindi abbiamo preso la decisione finale di non correre… È una delle scelte più difficili della mia vita, ma ovviamente è anche la più saggia. Mi mancherà la mia squadra, ma ovviamente li supporterò come ho sempre fatto”.

Sakhir, Romain Grosjean tra il delegato medico della FIA Alan Van der Merwe e il dottor Ian Roberts

L’APERTURA DI WOLFF Game over con la Formula 1, dunque, per Grosjean? Sì, ma non in senso assoluto. La storia di Nico Hulkenberg e l’incertezza causata dal Covid-19, da un lato, insegnano che tutto può accadere. Dall’altro, Romain ieri ha confessato che, nel caso in cui non avesse avuto l’ok per correre ad Abu Dhabi, avrebbe chiamato tutti i team per organizzare un test privato ed evitare quantomeno che il suo ultimo ricordo al volante di una monoposto di F1 fosse quello di uno schianto a 220 all’ora. Disponibilità che è arrivata a mezzo stampa addirittura da Toto Wolff: “Se ci sarà consentito e se nessuno dei team per i quali ha corso potrà dargli questa occasione, allora saremo felici di realizzare il suo desiderio”, ha spiegato il team principal della Mercedes campione del mondo in carica.


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