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Moto Guzzi Breva & Griso 850


Avatar Redazionale , il 02/04/06

15 anni fa - Meno soldi nessuna rinuncia

Mille Euro in meno per rinunciare a una manciata di cc ma nulla di più. Le due nuove naked di Casa Guzzi affiancano le 1100 e tornano alla cilindrata storica. Stessa identica dotazione delle sorelle "grandi" e guida non meno piacevole, anzi

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COME SONO
Una sorpresa. Nell'invito alla conferenza stampa di presentazione della nuova gamma Moto Guzzi 2006 appaiono come per incanto due nuovi modelli. Si chiamano ancora Breva e Griso ma montano un motore tutto nuovo, da 850 cc. Va dato atto al nuovo management Moto Guzzi di aver dato una decisa sferzata alla vitalità del marchio di Mandello. Da quando la Guzzi è passata in nuove mani la gamma è stata completamente rinnovata, al punto che tutti i modelli sono stati modificati, riprogettati o creati ex-novo. E non è finita qui, perché la Norge è attesa per aprile e i dirigenti, sorridendo sornioni, ci preannunciano altre misteriose novità entro la fine dell'anno, con tutta l'intenzione di incrementare ulteriormente le vendite già cresciute di parecchio nel 2005.

TUTTE EURO 3 Insomma, a Mandello ci stanno dando dentro e non è certo un caso che proprio la Guzzi (spesso tacciata di essere troppo legata alla tradizione) sia l'unica marca ad aver tutta la gamma già omologata Euro 3. Proprio così, tutti i modelli 2006 rispettano già la severa normativa, dalla piccola Nevada alla Griso. E ovviamente nella lista si aggiungono anche Breva e Griso 850.


CUORE NUOVO Chiariamo subito che la novità principale riguarda l'arrivo del nuovo motore perché tutto il resto è uguale alle sorelle maggiori. Per cui anche per Breva non si tratta di un upgrade della "Brevina" ma di una "Brevona" con motore più piccolo, come del resto avrete già potuto capire dalle foto. Il V2 di Mandello torna dunque alla ad una cilindrata storica, quella che per un certo periodo ha fatto la fortuna della Guzzi con le "Le Mans", una moto entrata nel mito per la sua sportività (ai tempi bastavano 71 cv...) e che ha ispirato migliaia di preparatori.

BENTORNATO OTTOEMMEZZO Il motore è quindi stato rivisto a fondo, anche se le misure non sono quelle di allora (83x78=844 cc) ma ben più superquadre in ossequio alle tendenze moderne (92x66=877 cc) e con una cilindrata superiore ai canonici 850 cc. Ovviamente l'alimentazione è ad iniezione elettronica, con centralina Marelli di ultima generazione, mentre proprio a causa della ridotta cilindrata, il nuovo motore può fare a meno della doppia accensione e del radiatore dell'olio.


POCA DIFFERENZA Il risultato ottenuto è notevole 53 kW ( 72,08 cv) a 7.600 giri, con una coppia di 66 Nm a 7.000 giri, valori tutto sommato non molto distanti dai motori 1.100 e superiori a quelli erogati da altri bicilindrici ad aria di ugual cubatura (BMW e Harley). Nel frattempo i tecnici Guzzi si sono anche dati da fare per migliorare alcuni dettagli come il parastrappi che dovrebbe aver ulteriormente ridotto il gioco di trasmissione che abbiamo notato nelle 1100.

UGUALI ALLE GRANDI Tutto il resto è perfettamente uguale alle sorelle grandi, la dotazione è identica (e quindi ricca, visto che troviamo sospensioni regolabili, ottimi freni, strumentazioni complete e ottimo assemblaggio) l'unica cosa che distingue le ottoemmezzo dalle 1.100 è la colorazione scelta per motore ruote e telaio. Tutta grigia la meccanica, e grigie anche le ruote sia di Breva sia di Griso, mentre l'assenza del radiatore dell'olio sulla Griso si fa un po' sentire "svuotando" un po' troppo la vista dal lato destro dove per di più il motore chiaro si fa notare fin troppo. A mio parere un puntale non ci sarebbe stato male. In compenso mi piace molto il telaio nero.


MENO MILLE Detto questo trovo ottima l'idea di far scendere di categoria la due primedonne della gamma Guzzi. Si risparmiano 1.000 € netti (10.590 e per Breva, 10.990 per Griso), si ha la stessa dotazione tecnica e le prestazioni non sono tali da far rimpiangere le 1100, anzi il motore piccolo si comporta davvero molto bene. Certo oltre 10.000 € per una entry level non sono pochi (avrei visto bene un 9990...) ma va dato atto a Guzzi di aver limitato il prezzo senza imporre alcuna rinuncia.
COME VANNO Essendo la base ciclistica la medesima delle 1100 non mi dilungherò troppo sulla guida invitandovi a leggere le prove delle due moto in questione che abbiamo messo tra le correlate. Mi preme invece concentrarmi sul motore e sul suo comportamento. L'innesto dell'850 non modifica, in effetti, il carattere delle due moto. La Breva resta morbida, facilissima, maneggevole come una bicicletta ed estremamente piacevole da guidare. Spicca per bilanciamento ciclistico, è ottimamente frenata ed è una di quelle moto che a me fanno venire una gran voglia di guidare.

SOPRATTUTTO FACILE Una moto davvero ben riuscita, anche in questa cilindrata "ridotta" che anzi ne enfatizza la facilità di guida. Il nuovo V2 frulla che è un piacere: silenziosissimo (almeno finché non si tira la frizione) vibra anche poco e non manca assolutamente di brio. C'è solo una maggiore morbidezza di erogazione, soprattutto ai bassi regimi dove la spinta è meno vigorosa rispetto a quella della 1100, ma le differenze non sono così evidenti come si potrebbe pensare. L'erogazione ha anzi guadagnato in linearità; si avverte ancora una flessione nell'erogazione tra i 3.000 e i 5.500 giri ma è meno evidente che sul motore grosso.


BRILLANTE E poi c'è un bell'allungo, rispetto al 1.100 la spinta è lievemente spostata verso l'alto e non cala fino all'intervento del limitatore (a 8.500 giri) e la rapidità con cui la 850 ha raggiunto i 190 indicati (e ce n'era ancora un bel po') lascia intendere che quanto a velocità massima ci saranno ben poche differenze con la moto di maggiore cilindrata. Resta anche un certo gioco di trasmissione, nonostante il nuovo parastrappi, e un freno posteriore fin troppo violento nel suo intervento.

GRISO SPORTIVA Anche la Griso non cambia granché rispetto alla versione grossa. La rapportatura corta (in comune con la Breva 850) non fa perdere alla ottoemmezzo il brio che avevamo riscontrato sulla 1.100 e la moto resta molto bella da guidare, anche per via di sospensioni che nella categoria si piazzano tranquillamente al top. Lunga, con una posizione di guida atipica (un po' allungata con pedane alte e manubrio larghissimo) e anche un raccordo a mio parere non perfetto tra sella e serbatoio, la Griso 850 offre il medesimo feeling della 1100. Alla faccia dell'interasse chilometrico la Griso è però manegevolissima e pur non raggiungendo la grande intuitività della Breva resta una moto insospettabilmente facile.


MEGLIO IL LISCIO Certo così com'è assettata predilige i fondi lisci, le sospensioni e i pneumatici di primo equipaggiamento (le sportivissime Metzeler Rennsport, perfino esagerate per il tipo di moto) sono piuttosto rigidi e soffrono quando la strada non è perfetta ( e in Italia capita spesso). Come ci era già successo con la 1.100, quindi, la soluzione è allentare un po' i registri per ottenere una moto molto più guidabile e non meno efficace.

DISCO AGGRESSIVO I motori sono assolutamente identici, ma cassa filtro e scarico contribuiscono a dare alla Griso quel pizzico di vivacità in più che certo non guasta vista l'impostazione più sportiva; ci sono spinta e allungo più che sufficienti per divertirsi su tutti i percorsi. Addirittura sulle prime sembra che i rapporti siano anche più corti, ma è solo una sensazione. Non è una sensazione, invece, quella del cambio che funziona davvero bene e di una frizione "all'italiana" (in comune con la Breva, comunque) un po' duretta quando si guida nel traffico. Come sulla la 1.100 anche sulla Griso 850 il disco posteriore ha potenza da vendere, fin troppa, soprattutto quando il fondo non ha un'aderenza perfetta. Situazione rimediabile facilmente con un paio di pastiglie dalla mescola meno aggressiva, mentre anche per la Griso c'è qualche gioco di trasmissione evidente nell'apri/chiudi.

IL RISPARMIO E' GIUSTO Alla prova dei fatti, quindi, i 1.000 Euro sono quindi davvero ben risparmiati (anche perché non si rinuncia praticamente a nulla). Con il nuovo motore Moto Guzzi piazza un bel colpo completando degnamente la gamma e la sensazione è che l'ottoemmezzo non resterà confinato solo a queste due moto.


Pubblicato da Stefano Cordara, 02/04/2006
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