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Salvo Sardina

GIU’ IL SIPARIO Si conclude la seconda e ultima settimana di test F1 a Barcellona. Test che hanno visto protagoniste Ferrari e Mercedes, alla fine staccate per soli tre millesimi nei migliori tempi registrati da Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, mentre sette millesimi ancora più dietro c’è l’altra Rossa di Charles Leclerc (clicca QUI per tutti i tempi e le statistiche complete). Ma, come alla vigilia di ogni campionato del mondo, le prove catalane sono anche state determinanti per comprendere il funzionamento delle nuove Pirelli 2019 sulle monoposto.

110 TRENI DI PIRELLI Gli uomini della P Lunga si sono detti particolarmente soddisfatti da questi intensi otto giorni di attività in pista, in cui sono stati messi a disposizione di ciascuna squadra ben 110 set di pneumatici. Come precisato anche al termine della prima settimana di test, il divario tra ognuna delle cinque mescole si è confermato di sei o sette decimi di secondo al giro, con le gomme C1 e la C5, i compound più estremi del lotto, che hanno prevedibilmente riscontrato qualche difficoltà, l’uno in termini prestazionali, l’altro in termini di degrado su un circuito non adatto a mescole così soffici.

GRAINING Nessuna preoccupazione invece per quanto concerne il graining – il fenomeno di arricciamento della gomma sul battistrada, tipico di quantdo le monoposto scivolano lateralmente sull’asfalto – evidenziatosi soprattutto nelle prime ore del giorno e nei minuti conclusivi di ogni sessione. Chiarito che il graining si presenta quando gli pneumatici non lavorano nella giusta finestra di temperatura, l’azienda milanese è consapevole che le condizioni di pista così fredda non dovrebbero riscontrarsi nei weekend di gara (il Gran Premio di Spagna, ad esempio, sarà a maggio), quando comunque le sessioni si svolgono solitamente nelle ore più calde della giornata.

PARLA ISOLASono state – ha dichiarato il responsabile F1 e Car Racing Pirelli, Mario Isoladue settimane di test pre-stagione molto intense. I team hanno provato in condizioni meteo favorevoli, nonostante le temperature poco rappresentative rispetto al resto della stagione. Nel complesso siamo soddisfatti delle prestazioni di tutte le mescole, anche se la C5 non è particolarmente adatta alle caratteristiche del circuito di Barcellona. La vera sorpresa è data dalle performance delle monoposto 2019, già più veloci rispetto ai test dello scorso anno, nonostante l’aumento del peso complessivo. Si sono verificati alcuni episodi di graining dovuti alle basse temperature, un fenomeno che dovrebbe sparire con condizioni più calde, mentre non ci sono stati casi di blistering. È difficile avere ora un quadro completo sui livelli di degrado in queste condizioni, ma al momento il divario tra ciascuna mescola è di 6-7 decimi, mentre su circuiti più lunghi e con temperature più alte dovremmo avere un gap di circa 9 decimi di secondo”.

LE CRITICHE DI HAMILTON Nella conferenza stampa tenutasi ieri all’interno dell’hospitality Pirelli a Barcellona, Isola ha poi anche risposto all’inevitabile domanda sulle neppure tanto velate critiche del campione del mondo in carica: “Hamilton? Ci interessa raccogliere i pareri di tutti i piloti, li ascoltiamo indistintamente. Alcuni parlano di più, altri di meno, ma è nostro interesse seguire i loro feedback. In ogni caso, le nostre gomme 2019 sono con la stessa soluzione a spalla bassa dei tre Gp dello scorso anno in Spagna, Francia e Inghilterra. Non capisco a cosa si riferisca, se parla di una sola mescola o di tutte in generale. Le macchine sono diverse da quelle precedenti, più pesanti e teoricamente con meno carico sull’anteriore. Anche la Mercedes, poi, ha portato un’ulteriore evoluzione già rispetto alla scorsa settimana, quindi capisco che le gomme gli sembrino diverse da quelle a spalla bassa che avevamo portato nel 2018…”.


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