Autore:
Salvo Sardina

PROTAGONISTI La seconda giornata di test F1 a Barcellona vede grandi protagonisti Carlos Sainz e Sebastian Vettel. Lo spagnolo della McLaren, montate le gomme C4 – la seconda mescola più morbida del lotto Pirelli – ha fermato il cronometro sull’1:17.144: non solo il giro più veloce visto in questi primi cinque giorni di prove delle monoposto 2019, ma un tempo di qualche millesimo più rapido rispetto all’1:17.182 che Vettel aveva segnato con le Hypersoft al termine dei test 2018. Al di là del “sorpasso” delle monoposto di questa generazione sulle dirette antenate, i titoli non potrebbero che essere per il ferrarista, comunque secondo nella classifica provvisoria (1:18.195 con una mescola di uno step più duro), ma costretto a chiudere la sessione con quasi due ore d’anticipo dopo essere finito contro il muro in curva-3.  

GUASTO MECCANICO Nessun problema fisico, per fortuna, per il quattro volte campione del mondo, il quale è però uscito di pista in una curva che queste vetture percorrono a pieno gas. Completati gli accertamenti di routine nel centro medico di fianco al paddock, Vettel è prontamente tornato nell’hospitality del Cavallino. Ancora da chiarire le cause dell’incidente, con la SF90 che è finita dritta contro le barriere piuttosto che curvare normalmente. Gli uomini in rosso confermano l’esistenza di un problema di natura meccanica, ma sono ancora al lavoro per capire cosa sia accaduto alla macchina. Che, dopo l’impatto, è tornata ai box sul carro attrezzi con visibili danni all’alettone e alla sospensione anteriore sinistra. Difficile capire se e quando Leclerc, che dovrebbe guidare al pomeriggio, tornerà al volante per continuare il programma di lavoro odierno.

BANDIERE ROSSE L’interruzione legata all’uscita di pista di Vettel – che ha richiesto anche un po’ di lavoro extra per sistemare le barriere dopo l’impatto – non è stata l’unica della mattinata. Ci sono state infatti altre due brevi bandiere rosse, causate dal leader Carlos Sainz e dal terzo in classifica Max Verstappen. Entrambi si sono fermati giusto una manciata di metri dopo l’uscita della pit-lane, necessitando di una piccola spinta dai marshal per tornare nei rispettivi garage. Nonostante questo inconveniente, l’olandese della Red Bull è stato uno dei piloti più impegnati della mattinata completando ben 69 passaggi.

GLI ALTRI A fare ancora meglio ci ha pensato Valtteri Bottas: buono l’avvio di day-2 per la Mercedes che, almeno per il momento, ha dimenticato la disavventura tecnica di ieri pomeriggio. Sostituita la power unit sulla sua W10, il finnico ha infatti chiuso al quarto posto con il tempo di 1:18.941, percorrendo ben 75 tornate. Resta nascosta invece la Renault, con Daniel Ricciardo che ha quasi tre secondi di ritardo dal penultimo in classifica, Romain Grosjean. Nessuna preoccupazione per l’italo-australiano che, con 72 giri all’attivo e tanti long run in assetto gara, è il secondo pilota più attivo della giornata.

Pos

Pilota

Team

Tempo

Gap

Giri

Gomme

1

Carlos Sainz

McLaren-Renault

1:17.144

 

56

C4

2

Sebastian Vettel

Ferrari

1:18.195

1.051

40

C3

3

Max Verstappen

Red Bull-Honda

1:18.395

1.251

69

C3

4

Valtteri Bottas

Mercedes

1:18.941

1.797

75

C3

5

Daniil Kvyat

Toro Rosso-Honda

1:19.060

1.916

36

C3

6

Kimi Raikkonen

Alfa Romeo-Ferrari

1:19.194

2.050

43

C3

7

Sergio Perez

Racing Point-Mercedes

1:19.202

2.058

29

C3

8

Robert Kubica

Williams-Mercedes

1:19.367

2.223

42

C5

9

Romain Grosjean

Haas-Ferrari

1:19.717

2.573

57

C2

10

Daniel Ricciardo

Renault

1:22.597

5.453

72

C2

11

Lewis Hamilton

Mercedes

No Time

 

0

 

12

Nico Hulkenberg

Renault

No Time

 

0

 

13

Charles Leclerc

Ferrari

No Time

 

0

 

 


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