Autore:
Salvo Sardina

SF90 (QUASI) DA RECORD Sguardo fiero e sicuro, tanto lontano dall’immagine del pilota giovane e inesperto che si confronta con la montagna Ferrari, di certo quella mediaticamente più difficile da scalare. Charles Leclerc si è invece presentato in conferenza stampa sempre più consapevole dei propri mezzi, specie dopo aver stampato un 1:16.231 pericolosamente vicino al record della pista che Hamilton aveva fatto segnare nelle qualifiche dello scorso Gp di Spagna.

C’È ANCORA MARGINE Guai a parlare però di prova in assetto da qualifica, visto che nessuno dei top team si è ancora davvero spinto nel testare quelle condizioni che si verificheranno soltanto nel sabato di Melbourne. “Ovviamente – ha esordito il monegasco – credo che nessuno sia andato al massimo, c’è sicuramente ancora margine. Un po’ ce n’è anche in me stesso perché devo ancora imparare. La macchina? È buona, si guida in maniera confortevole. Fin dal primo giorno abbiamo trovato un bel bilanciamento e io mi abituo giro dopo giro. Sembriamo forti ma non sappiamo come saranno i rapporti di forza in qualifica”.

CINQUE EURO SUL CAVALLINO Insomma, un Leclerc contento e fiducioso, al punto da sorridere malizioso quando gli è stato chiesto se avrebbe giocato cinque euro sul titolo mondiale del Cavallino: “Per il momento sono contento, quindi sì!”. “Fin qui – ha proseguito il ventunenne monegasco – è stata una buona giornata. È bello trovarsi là in cima e sono positivo dopo la mancanza di chilometri di ieri. Che, poi, avevamo comunque girato tanto la settimana scorsa, anche se come pilota vorresti sempre girare il più possibile. Mercedes? Non ho parlato con gli ingegneri, onestamente non so dove crediamo di essere rispetto alle loro prestazioni”.

COLLABORAZIONE CON VETTEL Infine, la chiosa è per il compagno di squadra e punto di riferimento – almeno nelle annunciate gerarchie del team principal Mattia Binotto – Vettel: “Sebastian mi dà alcuni consigli ed è di grande aiuto per me. Guardo i suoi dati della telemetria con i miei ingegneri. Stili di guida diversi? Vero, io faccio ad esempio alcune cose diverse in frenata. Però i feedback che diamo ai tecnici sono praticamente gli stessi e quindi per la squadra non è un problema trovare la direzione da intraprendere. Trovare due piloti con lo stesso stile di guida è praticamente impossibile”.


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