Autore:
Salvo Sardina

ALTI E BASSI Quanto ci vuole per passare da un momento di euforia a uno di depressione? Evidentemente molto poco, specialmente quando si parla di stati d’animo dei tifosi di Formula 1 e di test precampionato. Ieri la Ferrari aveva percorso solo 41 giri e tutte le attenzioni erano rivolte all’incidente che aveva visto protagonista Sebastian Vettel, costringendo Charles Leclerc a guardare tristemente dai box. Oggi il monegasco ha invece recuperato con gli interessi il tempo perso nei primi due giorni di questa seconda settimana di test al Circuit de Catalunya. Prendendosi, tra l’altro, tutta la luce dei riflettori grazie a un giro vicinissimo al record della pista. E anche a una simulazione gara (la prima per la SF90) che ha lasciato intravedere le potenzialità dell’ultima nata di Maranello. Prima che, però, un problema allo scarico lo costringesse a parcheggiare a bordo strada la sua monoposto a pochi minuti dalla bandiera a scacchi finale.

QUASI RECORD Mentre dal box del Cavallino ci facevano sapere che Vettel ieri si era schiantato per via di un cedimento del cerchio causato dall’impatto con un non meglio identificato “corpo estraneo”, il ventunenne ex Alfa Romeo Sauber macinava in pista chilometri su chilometri. In mattinata in assetto da qualifica e con meno carico di benzina – ma mai davvero “a tutta birra”, come precisato dallo stesso Leclerc in conferenza stampa – provando un po’ con tutti i compound a disposizione. Stampando dapprima un pazzesco 1:17.253 di otto decimi più rapido di Hamilton a parità di gomme C2 (la seconda mescola più dura del lotto Pirelli), per poi addirittura scendere sull’1:16.231 con le C5 che corrispondono grossomodo alle Hypersoft del 2018. Solo 6 i centesimi di gap dal record della pista che proprio il rivale Hamilton aveva segnato nelle qualifiche del Gp di Spagna della passata stagione, e un secondo più rapido del miglior crono di Vettel nei test precampionato di un anno fa…

SIMULAZIONE GARA Questo sarebbe bastato alla Ferrari per accaparrarsi di diritto tutti i titoli dei quotidiani di domani. In realtà, Leclerc ha anche completato nel pomeriggio la prima simulazione gara completa di queste giornate di test. Anche in questo caso le indicazioni che ci fornisce la pista sono da prendere con beneficio d’inventario, ma è sicuro che sui long run il quantitativo di benzina a bordo si può occultare solo fino a un certo punto. Indicazioni – il nostro Simone Valtieri le ha raccolte e pubblicate QUI – che ci parlano chiaramente di una SF90 molto forte proprio nel confronto diretto con la Mercedes. A proposito di rapidità con cui il tifoso può passare dall’esaltazione alla depressione, c’è un ultimo dato da non trascurare: percorsi 138 giri, Leclerc ha parcheggiato la sua Rossa a bordo pista a circa 20 minuti dalla fine della giornata. Un altro piccolo campanello d'allarme legato all'affidabilità, visto che si tratta del terzo problema tecnico (stavolta legato allo scarico) in tre giorni.

I RIVALI La W10 di Bottas e Hamilton non è stata certo a guardare. L’impressione generale, anche ascoltando le parole dei diretti interessati (oggi in conferenza stampa si è presentato il finlandese, domani toccherà al campione del mondo), è che la monoposto di Brackley sia migliorata rispetto alla scorsa settimana anche grazie alle novità tecniche portate in pista già l’altro ieri. Tuttavia, nonostante un ulteriore passo in avanti nella comprensione delle gomme e nella famosa “finestra di funzionamento” delle Pirelli, in questo momento la Mercedes – e la simulazione gara effettuata oggi da Bottas sembra confermarlo – sembrerebbe ancora prestazionalmente un po’ costretta a inseguire la Ferrari. Al di là di tutto, le Frecce d’argento comunque macinano tanti chilometri: ben 180 sono stati i giri percorsi da Lewis e Valtteri nelle otto ore di test odierni.

E POI C’È LA RED BULL Il vero “oggetto misterioso” di giornata è invece stata la terza forza in campo, quella stessa Red Bull che ha visto Pierre Gasly protagonista di un brutto incidente in curva-9. Il francesino, che ha chiuso la giornata al quarto posto, è uscito dalla macchina senza conseguenze fisiche dopo aver urtato con violenza le barriere con il posteriore della sua RB15: dalle immagini pubblicate dalla Fom è piuttosto evidente l'errore del pilota, andato a pizzicare l'erba prima di immettersi nella veloce curva verso destra. Difficile dunque non ipotizzare delle conseguenze psicologiche, visto che anche la scorsa settimana il campione Gp2 2016 era finito a muro: un piccolo record negativo che il transalpino dovrà necessariamente dimenticare prima del debutto ufficiale. Melbourne, d'altronde, è ormai alle porte…

Test Barcellona-2, Day 3 - Risultati finali.

Pos Pilota Team Tempo Distacco Giri Gomma
1 Charles Leclerc Ferrari 1'16"231   138 C5
2 Alexander Albon Toro Rosso-Honda 1'16"882 +0"651 118 C5
3 Lando Norris McLaren-Renault 1'17"084 +0"853 84 C5
4 Pierre Gasly Red Bull-Honda 1'17"091 +0"860 65 C5
5 Daniel Ricciardo Renault 1'17"204 +0"973 65 C5
6 Nico Hulkenberg Renault 1'17"496 +1"265 73 C5
7 Lance Stroll Racing Point-Mercedes 1'17"556 +1"325 103 C5
8 Antonio Giovinazzi Alfa Romeo-Ferrari 1'17"639 +1"408 71 C5
9 Romain Grosjean Haas-Ferrari 1'17"854 +1"623 16 C4
10 Lewis Hamilton Mercedes 1'18"097 +1"866 85 C2
11 George Russell Williams-Mercedes 1'18"130 +1"899 140 C5
12 Kevin Magnussen Haas-Ferrari 1'18"199 +1"968 53 C3
13 Valtteri Bottas Mercedes 1'18"862 +2"631 97 C3

 


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