Pubblicato il 08/09/20

VERSO IL MUGELLO Se non arriva all’appuntamento con la storia con le ossa rotte, davvero poco ci manca. Mattia Binotto continua a rifiutare la definizione di crisi quando descrive il momento della Ferrari, da due Gran Premi a secco di punti e con una SF1000 che si è riscoperta anche piuttosto fragile, oltre che irrimediabilmente lenta. Il conteggio dei Gp corsi in Formula 1 però scorre inesorabile e domenica prossima il Cavallino spegnerà le tanto agognate 1000 candeline che hanno tracciato il cammino – a partire dal nome della monoposto – dell’intera stagione 2020. Ci sarà, ma persino dopo il violento botto alla Parabolica non c’erano grossi dubbi al riguardo, anche Charles Leclerc: dopo i controlli medici di routine, il monegasco ha ricevuto l’ok e sarà regolarmente al volante della Rossa. Che presenterà anche una particolare novità…

F1 Test Ferrari Mugello 2020: Sebastian Vettel in azione

NOVITÀ IN MACCHINA (O QUASI) Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci: appare ormai chiaro che la Ferrari, salvo alcune piccole modifiche già programmate per i pacchetti aerodinamici che variano in base alla pista – e quelli richiesti dal Mugello saranno necessariamente diversi da quelli portati a Monza – non presenterà altri upgrade di rilievo in questa stagione. Gli sviluppi al motore e al telaio sono praticamente congelati dal sistema a gettoni e la logica conseguenza di queste restrizioni porterà a spendere le poche possibilità di intervento in ottica 2021 piuttosto che per salvare l’agonizzante SF1000. La novità però ci sarà ma, secondo quanto riportato da Luigi Perna sulle colonne odierne de La Gazzetta dello Sport, sarà più che altro di carattere cromatico.

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LIVREA VINTAGE Sebastian Vettel e Charles Leclerc saranno, infatti, in pista al Mugello con una nuova livrea che presenterà tonalità di rosso simili a quelle usate nel 1950. Insomma, non avremo aggiornamenti sul piano tecnico, ma non mancherà una nuova colorazione – un po’ come aveva fatto Mercedes nel Gp Germania 2019 per festeggiare i 200 Gp in Formula 1 e i 125 anni nel motorsport (ma, sul piano sportivo, le cose erano andate tutt’altro che bene in quel weekend) – per celebrare la ricorrenza dei 1000 gran premi di un team che ha partecipato a tutte le edizioni del mondiale saltando solo una manciata di appuntamenti. Ricorrenza a parte, la Ferrari potrà anche contare sul fatto di essere il team con più dati raccolti sul circuito di sua proprietà, dove oltretutto ha completato un test a fine giugno con la macchina del 2018. Non sarà sufficiente per lottare in zona podio, ma probabilmente le caratteristiche del tracciato dovrebbero riportare la Rossa sui livelli di competitività di Silverstone e Barcellona. Non un granché, ma comunque meglio del disastro di Spa e Monza.

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LA FESTA Insomma, la Ferrari arriva al giorno della festa con l’umore sotto i tacchi e con tanta voglia di pensare al futuro, e cioè alla rivoluzione del 2022 più che alla prossima stagione in cui ancora inevitabilmente si pagheranno gli errori di questo disgraziato 2020. La ricorrenza però va onorata perché, anche se il presente è da tinte fosche e volti tirati, il glorioso passato non si cancella con qualche stagione di digiuno. Per questo non mancheranno le celebrazioni della storia del Cavallino, che culmineranno in un evento a piazza della Signoria a Firenze nella giornata di sabato. Un altro modo per riabbracciare i tifosi – per la prima volta quest’anno in tremila saranno comunque sugli spalti al Mugello – in una stagione con pochissimi motivi per sorridere.


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