Pubblicato il 19/11/20

ESPERIENZA AL POTERE Negli ultimi mesi abbiamo spesso incensato le doti di guida dei giovani attualmente in Formula 1. Dal talento di Max Verstappen e Charles Leclerc, alla freschezza di Lando Norris, passando per la maturità di Pierre Gasly alla rapidità sul giro secco di George Russell, parliamo di un club di piloti molto forte, cui in Turchia ha provato a iscriversi – grazie alla pole position del sabato e alla solidità nel passo gara sul bagnato – a pieno diritto anche Lance Stroll. Sul podio, però, alla fine ci sono saliti i veterani, capaci di far valere il proprio bagaglio d’esperienza in una giornata da tregenda come quella di Istanbul: così, il fine settimana turco si è trasformato in un elogio della maturità agonistica, con Lewis Hamilton, Sergio Perez e Sebastian Vettel a innaffiarsi di champagne dopo la bandiera a scacchi. Non certo a caso, tre dei quattro piloti che avevano già corso in passato sulle rive del Bosforo.

GP Turchia 2020, Istanbul Park - Sebastian Vettel (Ferrari) e Lance Stroll (Racing Point)

GLI “ANZIANI” NON MOLLANO Insomma, esperienza al potere che non ha la benché minima idea di lasciare spazio alle giovani leve. E se è emblematico il caso di Lewis, che nelle interviste di rito sul podio ha spiegato di non essersi mai sentito così in forma e di non avere per nulla voglia di mollare – un messaggio per chi ha orecchie per intendere tra i vertici di casa Mercedes, considerando il contratto in scadenza a fine stagione e non ancora rinnovato – abbiamo anche un Checo in lizza per il sedile di casa Red Bull, in ballottaggio con un altro dei veterani ancora aggrappati al circus, quel Nico Hulkenberg che paradossalmente ha fatto parlare di sé più in una stagione in panchina che non in tanti campionati con un sedile assicurato. E mentre Kimi Raikkonen, a 40 anni passati da un bel pezzo, viene confermato dall’Alfa Romeo per ancora una stagione, Sebastian Vettel chiude un anno da pugile suonato (non solo per colpe proprie) scaldando i motori per tornare protagonista al centro del progetto Aston Martin.

F1 GP Turchia 2020, Istanbul: Sebastian Vettel (Ferrari) si congratula con Lewis Hamilton (Mercedes)

DAI 3 AI 7 ANNI All’indomani del podio ottenuto a Istanbul, carico di significati per le foto dopo la bandiera a scacchi con il rivale di sempre, ma anche per l’annata balorda, l’ultima al volante di una Ferrari da “C’eravamo tanto amati”, anche il quattro volte iridato ha confermato il proprio impegno da protagonista del circus. “Adesso ho 33 anni – ha spiegato Sebastian – e di sicuro sarò in pista ancora per altri tre anni (è questa la durata del contratto siglato con Aston, ndr). Continuo a ripetere che non voglio correre quando ne avrò 40, quindi facendo un paio di calcoli allora mi restano dai 3 ai 7 anni ancora da correre in F1. Questa stagione è stata molto complicata e ammetto di aver anche dubitato delle mie capacità di guida. Non siamo arrivati a nulla e, in più, la relazione tra me e la squadra non è stata delle migliori… La storia d’amore è terminata, ma sono ancora molto motivato. Mi aspetto molto dalle gare che rimangono e credo che il passaggio all’Aston Martin apra un sacco di nuove opportunità. Certo, non saremo in grado di ottenere successi sin da subito, ma di sicuro ci sarà un clima differente e l’obiettivo è quello di aiutare il team nel progredire”.


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