Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 05/03/2020 ore 11:45

AUSTRALIA OK Il circus della Formula 1 procede a passi incerti verso il debutto stagionale previsto a Melbourne nel weekend del prossimo 15 marzo. L’Italia ha varato speciali misure di sicurezza per evitare che il contagio da CoViD-19 prosegua ai ritmi elevatissimi visti nei giorni scorsi, ma da più parti del mondo arrivano le chiusure delle frontiere ai nostri connazionali. Un vero problema anche per il paddock, considerando la provenienza di gran parte del personale Ferrari, Alpha Tauri, Pirelli e Brembo, tanto per citare alcuni dei protagonisti principali. Dall’Australia arrivano però notizie confortanti che lasciano aperti gli spiragli per un regolare avvio di stagione.

BLACKLIST Ovviamente, sappiamo bene che la situazione si evolve di ora in ora. Le merci sono però già spedite in direzione Melbourne e il personale è in procinto – tra lunedì e mercoledì della prossima settimana – di volare verso la capitale dello Stato di Vittoria. Le autorità locali hanno bloccato gli accessi ai passeggeri provenienti da Cina, Iran e Corea del Sud, non inserendo invece l’Italia in questa speciale blacklist del contagio. Questo ha ovviamente ricadute dirette proprio sul regolare svolgimento del Gp inaugurale della stagione 2020, che altrimenti sarebbe potuto saltare del tutto o disputarsi senza la presenza di Ferrari e Alpha Tauri e quindi senza assegnare punti validi per il campionato.

F1, l'Albert Partk di Melbourne è sede dal 1996 del Gp d'Australia

CAUTELA L’apertura all’Italia da parte dello Stato di Vittoria rende invece, almeno fino a eventuale (e a questo punto clamoroso) dietrofront, un po’ più semplice la vita agli organizzatori del mondiale di Formula 1. Il Gp d’Australia 2020 si dovrebbe disputare regolarmente, con ricadute positive anche sul successivo Gp del Bahrain, previsto solo 7 giorni dopo senza che gli addetti ai lavori facciano rientro in Italia. Resta invece ancora un po’ più complessa la situazione del Vietnam, considerata la vicinanza con la Cina. Ovviamente, le autorità australiane confermano la severità dei controlli in aeroporto, con la richiesta di compilare un questionario e la misurazione della temperatura e di eventuali sintomi influenzali. Ma, allo stato attuale, il primo spegnimento dei semafori pare sempre più vicino.


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