Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 26/02/2020 ore 17:20

A RISCHIO Il rinvio a data da destinarsi del Gran Premio di Cina potrebbe non essere l’unica modifica in corsa al calendario 2020 della Formula 1. L’emergenza Coronavirus che purtroppo ci tocca molto da vicino – l’Italia, come certamente saprete, è uno dei Paesi più colpiti dal contagio da CoViD-19 – ha un’inevitabile ricaduta anche nel mondo dello sport. E se la scorsa settimana a fermarsi è stata la Serie A, che sarà adesso costretta a giocare importanti match di cartello a porte chiuse, neppure il tecnologico circus iridato sembra immune alle preoccupazioni. Al punto che tutte e tre le tappe di apertura del mondiale 2020 sarebbero a rischio cancellazione…

F1, l'Albert Park di Melbourne dove si corre il Gp d'Australia

AUSTRALIA A riportare l’indiscrezione, che circola da stamattina nel paddock di Montmeló – dove nel frattempo è in corso il Day-4 di test invernali – è Roberto Chinchero sulle pagine di Motorsport.com. Il primo problema sarebbe connesso proprio con il Gp d’Australia, come da tradizione tappa inaugurale del calendario iridato: prevista per il weekend del prossimo 15 marzo, a mettere un grosso punto interrogativo sulla gara di Melbourne sarebbe il governo locale, che potrebbe presto decidere di chiudere le frontiere con alcuni dei Paesi a rischio, tra cui Italia e Giappone. Inutile sottolineare che una mossa del genere renderebbe molto difficile il regolare svolgimento del Gran Premio, considerando la provenienza degli uomini Ferrari, Alpha Tauri, Pirelli e Honda (che però resteranno precauzionalmente nel Regno Unito dopo i test di Barcellona).

BAHRAIN La situazione non sembra migliore neppure in Bahrain, sede designata della seconda gara in calendario. La tappa in Medio Oriente è in forse a causa della scelta di chiudere i collegamenti aerei con Dubai – dove fa scalo la maggior parte degli addetti ai lavori provenienti dall’Europa – per le prossime 48 ore. La situazione è ovviamente in corso di aggiornamento e non è detto che la situazione non migliori entro il weekend del 22 marzo. Grossi dubbi rimangono, invece, per i test collettivi della Formula 2, quest’anno previsti a Sakhir dall’1 al 3 marzo.

F1, la bandiera cinese a fianco di quella Fia e Formula 1 nel Gp di Shanghai 2019

VIETNAM E CINA Terza tappa a rischio è poi quella del Vietnam, sicuramente la più rischiosa in termini di vicinanza geografica con il primo focolaio di Coronavirus, quello cinese. I lavori sul tracciato di Hanoi proseguono senza sosta, ma la notizia di un sostanzioso incremento di casi di influenza da CoViD-19 nella capitale vietnamita non lasciano dormire sonni tranquilli. E non è certo un mistero che molti dei giornalisti normalmente al seguito del circus anche nelle tappe extraeuropee stiano pensando di coprire l’evento da remoto. Già ufficialmente posticipato alcune settimane fa, invece, il Gp di Shanghai originariamente previsto nel weekend del 19 aprile. E, dato il calendario intasato nella seconda metà della stagione, appare piuttosto probabile che la tappa cinese possa saltare definitivamente, almeno per il 2020.

E L’ITALIA? Possibili sostituti? Imola e Mugello hanno formalmente manifestato a Liberty Media l’intenzione di ospitare un Gran Premio, ma gli ostacoli (tralasciando il Coronavirus, arrivato intanto anche in Emilia-Romagna e Toscana) di natura economica, logistica e regolamentare – Pirelli deve nominare le mescole entro 8 settimane dall’evento e, visto che il termine è già decorso, servirà un voto unanime di tutte le scuderie per bypassarlo – rendono l’accordo decisamente poco plausibile. Discussioni in tal senso sono comunque in corso e non è da escludere che una decisione formale degli organizzatori del campionato possa essere presa nei prossimi giorni. Resta abbastanza serena, invece, la posizione di Monza considerando che il Gp d’Italia è in calendario a inizio settembre. Quando, si spera, dell’emergenza CoVid-19 sarà rimasto solo un brutto ricordo.


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